Carige: Bankitalia frena la cordata di Mincione

Via Nazionale fa notare che il collettivo guidato dal finanziere non ha richiesto alla vigilanza l’autorizzazione a superare la soglia del 10%.

Carige: Bankitalia frena la cordata di Mincione

Nuovo colpo di scena in casa Carige a meno di una settimana dall’attesa Assemblea chiamata a rinnovare il Consiglio di Amministrazione dell’istituto ligure.

A scombinare le carte in tavola, questa volta, è Bankitalia che ha chiesto ulteriore documentazione relativa al patto parasociale costituito dagli azionisti Raffaele Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli.

La partecipazione congiunta porta i 3 a possedere una quota del 15,2% del capitale di Carige, ma da Via Nazionale fanno notare che per esercitare i diritti di voto è necessaria l’autorizzazione della vigilanza.

Intanto, il principale antagonista nella corsa al Cda e primo azionista della banca, Vittorio Malacalza, ha aumentato nei giorni scorsi la quota detenuta portandola al 27,555%, mentre continua lo scontro a suon di carte bollate tra lui e Mincione.

L’intervento di Bankitalia

Che l’attesa dell’assemblea del 20 settembre non sarebbe stata serena lo si era capito dai toni che nelle ultime settimane hanno animato lo scontro interno a Banca Carige.

In ballo c’è il rinnovo del CdA e i due principali protagonisti di questa lotta intestina, Mincione e Malcalza, stanno affilando le armi in vista dell’importante appuntamento.

Ora però, a rendere ancora più movimentata la corsa alle cariche di vertice dell’istituto ligure, arriva Bankitalia, che con una missiva indirizzata ai componenti del patto sindacale che vincola il 15,2% di Carige, guidato da Mincione, fiancheggiato da Volpi e Spinelli, ha chiesto ulteriori ragguagli sulla partecipazione congiunta dei tre.

In particolare, da Via Nazionale sottolineano che tale cordata non ha richiesto alla vigilanza alcuna autorizzazione a superare la soglia del 10%, in assenza della quale

“non possono essere esercitati i diritti di voto e gli altri diritti che consentano di influire sulla società”.

Mincione, che tra l’elenco dei nomi proposti per il rinnovo del CdA ha inserito anche il discusso ad uscente Paolo Fiorentino, ha 15 giorni per mettersi in regola e assicurarsi il diritto di voto oltre il 10%.

“Qualora entro tale termine non risultasse presentata l’istanza per l’autorizzazione, questo Istituto avvierà il procedimento amministrativo di ufficio”

avverte Bankitalia.

Verso il rinnovo del Cda

L’atmosfera intorno alla prossima Assemblea del 20 settembre si è fortemente riscaldata nelle ultime settimane, creando un vero e proprio caos: dalla raffica di dimissioni, alla presentazione delle tre liste salutate a suon di esposti e carte bollate, finendo alla bomba sganciata in queste ore da Bankitalia.

Intanto, il primo socio di Carige ha rafforzato la sua partecipazione nel capitale della banca, portandosi al 27,555%, quota che - ha fatto sapere Malacalza - potrebbe essere destinata ad aumentare ulteriormente, ma sempre al di sotto della soglia del 30%, evitando così l’obbligo di lanciare un’eventuale offerta pubblico di acquisto.

Nelle ultime ore, inoltre, dopo le operazioni di cessione di pacchetti azionari, Sga ha tagliato la propria quota detenuta in Carige dal 4,9% all’1,797%, riducendo all’1,914% il capitale sociale avente diritto di voto.

Ricordiamo, infine, che le liste presentate per il rinnovo del CdA sono 3 e fanno capo all’imprenditore romano Malcalza, al finanziere Mincione e ad Assogestioni.

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