Calcolo TASI 2018: istruzioni ed esempio

Calcolo Tasi 2018: ecco le istruzioni su come fare ed un esempio numerico per calcolare l’importo da pagare entro la scadenza del 17 dicembre.

Calcolo TASI 2018: istruzioni ed esempio

Calcolo Tasi 2018: vediamo come fare in vista della scadenza del 17 dicembre.
Oltre a fornire le istruzioni per calcolare l’importo da versare a titolo di saldo, nelle righe che seguono è presente un utile esempio numerico che consente di capire in modo semplice qual è il metodo per il calcolo della Tasi.

In primo luogo ricordiamo che la Tasi, così come l’Imu, prevede due diverse scadenze all’anno. La prima era fissata il 18 giugno 2018 e consisteva nel termine entro il quale procedere con il versamento dell’acconto dell’imposta.

La seconda, quella più vicina, è la scadenza del saldo Tasi 2018, che cade lunedì 17 dicembre. In sede di calcolo, quindi, sarà necessario considerare il 50% dell’intera somma dovuta che dovrà essere pagata entro il termine sopra indicato.

Per poter effettuare il calcolo della Tasi è necessario avere a disposizione alcuni elementi, tra cui l’aliquota deliberata dal proprio Comune, nonché la rendita catastale dell’abitazione per la quale sorge l’obbligo di pagamento entro le due specifiche scadenze dell’acconto e del saldo, con eventuale conguaglio, della tassa sui servizi indivisibili.

Dopo le dovute premesse, scendiamo nel dettaglio e vediamo come fare il calcolo Tasi 2018 in vista dell’ormai imminente scadenza del 17 dicembre.

Calcolo TASI 2018: ecco come fare

Per fare il calcolo Tasi 2018 bisogna utilizzare la seguente formula:

rendita catastale x 1,05 (rivalutazione del 5%) x coefficiente catastale x aliquota /1.000

Bisogna essere in possesso di alcuni dati fondamentali per poter calcolare l’importo dovuto:

  • codice catastale del Comune in cui è ubicato l’immobile;
  • categoria/tipologia immobile;
  • rendita catastale non rivalutata;
  • percentuale di possesso;
  • mesi di possesso nell’anno;
  • aliquota TASI;
  • nel caso degli immobili storici occorre avere lo stato di agibilità.

Tasi: coefficienti per il calcolo

I coefficienti per ogni categoria catastale da tenere in considerazione per il calcolo sono i seguenti:

Da A/1 a A/11 con esclusione di A/10 160
A10 80
Da B1 a B8 140
C/1 55
C/2, C/6 e C/7 160
C/3, C/4 e C/5 140
Da D/1 a D/10 con esclusione di D/5 65
D/5 80

Calcolo Tasi 2018: esempio

Si riporta di seguito un esempio di calcolo della seconda rata Tasi in scadenza il 17 dicembre 2018.

Si immagini il caso del Signor Rossi titolare di un immobile seconda casa con categoria catastale A/3 e rendita catastale di euro 600,00. Si supponga per semplicità che il Signor Rossi in questo esempio non abbia diritto ad alcuna agevolazione.

La Tasi dovrà essere calcolata come segue:

  • rivalutazione del 5% della rendita catastale > 600*5% > 630,00 euro;
  • applicazione del coefficiente catastale > 630,00*160 > 100.800;
  • applicazione aliquota base Tasi > (100.800*1)/1.000 > 100,80 euro.

Il Signor Rossi dovrà quindi versare una Tasi complessiva pari ad euro 100,80 ripartita in due rate al 50 per cento con le seguenti scadenze:

  • acconto prima rata Tasi 2018 entro il 18 giugno;
  • saldo seconda rata entro il 17 dicembre 2018.

Bisogna tuttavia prestare particolare attenzione all’aliquota utilizzata per calcolare la somma dovuta e verificare che non vi siano stati aggiornamenti rispetto a quella usata in sede di acconto.

In vista della scadenza del saldo, dunque, qualora l’importo dovuto, ripartito in due rate, dovesse risultare maggiore rispetto a quanto versato in sede d’acconto, bisognerà versare la quota in eccesso come conguaglio per l’anno d’imposta 2018.

Calcolo saldo Tasi con le nuove aliquote

I Comuni, nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, possono adottare mediante apposita delibera le aliquote per il calcolo della Tasi, così come dell’IMU e della Tari (le tre imposte che formano la IUC).

L’aliquota per il calcolo Tasi può essere visualizzata controllando la delibera del proprio Comune pubblicata sul sito del MEF.

In vista del termine per pagare il saldo bisognerà infatti controllare se l’aliquota è cambiata o se è rimasta invariata rispetto a quella utilizzata per calcolare l’acconto dell’imposta pagata a giugno.

Nelle delibere non sono contenute soltanto le aliquote per il calcolo dell’Imu e della Tasi per l’anno in corso, ma anche le eventuali esenzioni o agevolazioni facoltative riconosciute. Si pensi ad esempio al caso di anziani e disabili ricoverati: in tal caso è con delibera di ciascun Comune che viene stabilita l’assimilazione o meno a prima casa dell’immobile sfitto.

Per chi si accinge a calcolare l’importo dell’Imu e della Tasi da pagare entro la scadenza del 17 dicembre 2018, si ricorda che i regolamenti dei comuni assumono efficacia soltanto se pubblicati sul sito del MEF entro il termine del 28 ottobre.

In caso di mancata pubblicazione entro detto termine, trovano applicazione i regolamenti e le delibere adottati per l’anno precedente.

Calcolo Tasi, non si paga se inferiore a 12 euro

Un’ultima informazione necessaria per chi si accinge ad effettuare il calcolo della Tasi è che se l’importo dovuto è inferiore a 12 euro non si paga, così come tra l’altro previsto anche per l’IMU.

L’importo minimo per il versamento Imu e Tasi è fissato in 12 euro e i Comuni hanno facoltà di ridurlo ulteriormente, ma non di aumentarlo. Per il detentore, invece, l’importo minimo che fa scattare l’obbligo di pagamento è pari a 5 euro.

Tuttavia bisogna prestare attenzione al fatto che l’importo minimo non è riferito alla singola rata (cioè all’acconto o al saldo), ma al totale dell’imposta da pagare.

Prendiamo come esempio un contribuente che in sede di versamento dell’acconto Imu e Tasi 2018 si trova a dover pagare un’imposta pari a 10 euro.

In tal caso, nel rispetto della regola generale, non è obbligatorio il versamento dell’importo dell’acconto Imu e della Tasi, in quanto inferiore al limite di 12 euro previsto per legge.

Questo, tuttavia, non esonera il contribuente dal versamento di saldo e conguaglio delle due imposte che formano la IUC nel caso in cui il totale dovesse risultare superiore al limite di 12 euro su base annua (oppure del diverso importo previsto dal proprio Comune).

Per approfondire i lettori possono consultare l’approfondimento dedicato con tutte le specifiche sull’importo minimo Imu e Tasi sotto il quale non si paga.

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Argomenti:

Tasi IUC

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