Buste Maturità 2019: cosa contengono? Materiali (non domande) di vario tipo

Maturità 2019, per l’orale si parte dalle buste contenenti materiali utili per dare avvio ad una trattazione multidisciplinare.

Buste Maturità 2019: cosa contengono? Materiali (non domande) di vario tipo

Maturità 2019: da oggi le commissioni d’esame dovranno preparare le buste contenenti il materiale utile per dare inizio alla prova orale.

Come disposto dalla normativa sui nuovi esami della Maturità 2019, infatti, le commissioni d’esame devono preparare le buste dopo aver completato la correzione delle prove scritte (per le quali si attende la pubblicazione dei risultati); quindi già da oggi nella maggior parte delle classi verrà dedicato del tempo a questa importante fase, una delle novità più importanti di quest’anno visto che le tre buste andranno a sostituire la tradizionale tesina.

A tal proposito gli studenti si chiedono: cosa conterranno le buste della Maturità 2019? Il contenuto sarà svelato solamente dopo gli inizi dell’esame orale, tuttavia nel frattempo possiamo vedere quanto stabilito dalla normativa così da farci un’idea in merito.

Maturità 2019: le buste non contengono domande ma “materiali”

Con la Maturità 2019 ci sarà quindi il debutto delle tre buste che da qui ai prossimi anni costituiranno la base di partenza dell’esame orale. Mentre negli anni scorsi si partiva dalla tesina, quindi, adesso i candidati dovranno scegliere tra tre buste preparate dalla commissione, ognuna delle quali contiene dei materiali utili per dare avvio alla trattazione.

Bisogna subito fare chiarezza su un concetto: le buste non contengono domande, bensì dei semplici materiali di spunto legati al percorso di studi effettuato nel corso della carriera scolastica. Ma cosa si intende per “materiali”? Possono essere di diverso tipo, purché siano utili per favorire una trattazione multidisciplinare da parte del candidato. Nel dettaglio, tra i materiali che si possono trovare nelle buste ci sono:

  • testi: brani di poesia o in prosa, non per forza di lingua italiana. Il brano, infatti, può essere anche in una delle lingue straniere studiate nel corso degli anni scolastici;
  • documenti: approfondimenti effettuati da giornali o riviste, ma anche delle foto di beni artistici o monumentali. Ci possono essere anche dei grafici o delle tabelle;
  • esperienze e progetti inseriti nel cosiddetto “documento del 15 maggio”;
  • problemi: descrizione di una situazione problematica legata alla specificità dell’indirizzo scolastico.

Questi materiali, quindi, devono dare spunto di avvio al colloquio ed è proprio per questo motivo che devono soddisfare i seguenti criteri:

  • coerenti con gli obiettivi del PECUP (profilo educativo, culturale e professionale);
  • coerenti con il percorso didattico svolto ed indicato nel “documento del 15 maggio”;
  • devono essere argomenti di spunto per una trattazione pluridisciplinare;
  • deve esserci un’omogeneità tra le tipologie dei materiali e sulla difficoltà degli stessi.

Sarà quindi ogni commissione d’esame a decidere il contenuto delle buste e non il Miur come è stato per le tracce dello scritto; d’altronde ogni materiale deve essere legato al percorso di studi e chi meglio dei propri insegnanti può valutarlo.

Ricordiamo comunque che il contenuto della busta scelta dal candidato non completerà l’esame: la commissione infatti è autorizzata a fare domande per verificare la conoscenza del candidato sui vari argomenti trattati nel programma, così come su progetti legati alla cittadinanza e alla Costituzione.

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