BTP Valore e BTP Valore Insieme a confronto. Uno dei due offrirà un tasso più elevato

Pietro Pisello

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Il BTP Valore Insieme offrirà un tasso superiore al BTP Valore tradizionale. Scopri il motivo e le differenze tra le due nuove emissioni.

BTP Valore e BTP Valore Insieme a confronto. Uno dei due offrirà un tasso più elevato

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Come ormai sappiamo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la prossima emissione del nuovo BTP Valore, il titolo di Stato riservato esclusivamente ai piccoli risparmiatori, il cosiddetto mercato retail. Le principali novità di questa edizione sono due: per la prima volta non sarà previsto alcun premio fedeltà alla scadenza e, aspetto ancora più interessante, verranno emessi due titoli «gemelli» ma con caratteristiche differenti. Il primo sarà il classico BTP Valore, con cedole trimestrali crescenti nel tempo; il secondo, denominato BTP Valore Insieme, riconoscerà invece un rendimento corrisposto integralmente a scadenza, configurandosi di fatto come una sorta di single coupon.

I tassi minimi garantiti saranno comunicati soltanto il 16 ottobre e potranno essere rivisti esclusivamente al rialzo al termine della fase di collocamento, prevista dal 19 al 23 ottobre. Negli ultimi giorni, tuttavia, il MEF ha già fornito alcune interessanti indicazioni proprio sui tassi d’interesse. In particolare, il BTP Valore Insieme offrirà un rendimento più elevato rispetto alla versione tradizionale, ma c’è una ragione ben precisa dietro questa scelta. Vediamo meglio di cosa si tratta.

BTP Valore e BTP Valore Insieme: stessa durata, stesso rendimento finale, ma interessi pagati in modo diverso

Iniziamo col dire che entrambe le versioni del BTP Valore avranno la stessa durata, pari a cinque anni. Ciò che cambia è esclusivamente la modalità di corresponsione degli interessi. Il MEF ha recentemente fornito qualche dettaglio in più sui tassi previsti per il primo dei due titoli, quello che distribuirà cedole trimestrali crescenti nel tempo secondo il meccanismo «step-up». In questa emissione gli step saranno tre: un primo tasso fisso per i primi due anni, un secondo più elevato per il terzo e quarto anno e un ulteriore incremento per il quinto e ultimo anno di vita del titolo, secondo uno schema 2+2+1.

Il BTP Valore Insieme, invece, non distribuirà cedole periodiche. Il rendimento maturato verrà corrisposto interamente alla scadenza. Ed è qui che emerge la prima riflessione interessante. Come chiarito dallo stesso MEF, i due strumenti saranno collocati con tassi differenti ma, attenzione, saranno strutturati per garantire il medesimo rendimento complessivo a scadenza. In altre parole, pur seguendo modalità diverse di pagamento degli interessi, il risultato finale per l’investitore sarà sostanzialmente equivalente.

Dietro questo meccanismo c’è un ragionamento finanziario legato all’attualizzazione dei flussi di cassa futuri e al prezzo di emissione del titolo. Ma senza addentrarci troppo nei tecnicismi, proviamo a capire perché il BTP Valore Insieme dovrà necessariamente offrire un tasso più elevato rispetto alla versione con cedole periodiche.

Perché il BTP Valore Insieme offre un tasso più alto? La logica finanziaria dietro il nuovo titolo

Affinché i due titoli generino lo stesso rendimento complessivo, bisogna ipotizzare che le cedole trimestrali del BTP Valore vengano reinvestite allo stesso tasso d’interesse. Si tratta naturalmente di un’ipotesi teorica, ma che di fatto replica il meccanismo della capitalizzazione composta: gli interessi maturati producono a loro volta nuovi interessi nel tempo.

Ma come può essere garantito un risultato equivalente se il BTP Valore Insieme non distribuisce alcuna cedola durante la vita del titolo? La risposta l’ha fornita lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiarendo che il tasso riconosciuto dal BTP Valore Insieme dovrà necessariamente essere più elevato rispetto a quello del BTP Valore con struttura step-up. Il motivo è semplice: un euro incassato oggi vale più di un euro ricevuto tra qualche anno, perché nel frattempo può essere investito e generare ulteriore rendimento.

Per compensare l’assenza di pagamenti periodici, il BTP Valore Insieme riconoscerà quindi una remunerazione più elevata alla scadenza, in modo da rendere economicamente equivalente l’investimento rispetto al tradizionale BTP Valore con cedole trimestrali. In altre parole, il maggior tasso non rappresenta un «regalo» per l’investitore, ma è semplicemente il necessario bilanciamento per il fatto che tutti gli interessi verranno percepiti soltanto dopo cinque anni.

Naturalmente, questa struttura presenta vantaggi e svantaggi. Da un lato, consente di ottenere una sorta di capitalizzazione automatica degli interessi senza dover reinvestire manualmente le cedole. Dall’altro, l’investitore rinuncia completamente a qualsiasi flusso di cassa durante la vita del titolo e dovrà attendere la scadenza per incassare l’intero rendimento maturato. Inoltre, proprio perché tutti i pagamenti sono concentrati alla fine, il prezzo di mercato del BTP Valore Insieme sarà verosimilmente più sensibile alle variazioni dei tassi d’interesse, con oscillazioni potenzialmente più ampie, sia al rialzo sia al ribasso.

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