Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ 2026: le tre finestre di novembre e dicembre per i contributi alle PMI

Tra il 25 novembre e il 17 dicembre 2026 aprono tre bandi per la valorizzazione di brevetti, marchi e disegni delle piccole e medie imprese italiane, per un totale di 32 milioni di euro: ecco date, importi e requisiti per non perdere la finestra di domanda.

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di Redazione Imprese 0 Commenta

Dal 25 novembre al 17 dicembre 2026 aprono, a distanza ravvicinata, Brevetti+, Marchi+ e Disegni+: tre bandi a fondo perduto da 32 milioni di euro complessivi per le PMI italiane titolari di brevetti, marchi o disegni, o in alcuni casi delle relative domande depositate. Brevetti+ è gestito da Invitalia, Marchi+ e Disegni+ da Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Brevetti+ non ha una scadenza fissa: lo sportello resta aperto. Marchi+ e Disegni+ invece aprono per sole sei ore, con eventuale riapertura nei giorni successivi se restano fondi.

Le tre finestre, data per data

  • Brevetti+: dalle ore 12:00 del 25 novembre 2026, nell’area riservata del sito di Invitalia. Niente scadenza, le domande si esaminano in ordine di arrivo.
  • Marchi+: dalle 12:00 alle 18:00 del 3 dicembre 2026, su marchipiu2026.it.
  • Disegni+: dalle 12:00 alle 18:00 del 17 dicembre 2026, su disegnipiu2026.it.

Per le ultime due misure, se a fine giornata restano risorse, lo sportello riapre nelle stesse ore dei giorni lavorativi successivi, fino a esaurimento dei fondi. Ma contarci è un azzardo: nessuno sa quante domande arriveranno nelle prime sei ore.

Brevetti+ 2026: fino a 140.000 euro per i brevetti più recenti

Dotazione da 20 milioni di euro, contributo fino a 140.000 euro per impresa. L’aliquota base è dell’80% dei costi ammissibili, che sale all’85% con la certificazione della parità di genere e arriva al 100% se il brevetto è in contitolarità con un’università, un ente di ricerca o un IRCCS, oppure se l’impresa ne detiene la licenza esclusiva trascritta all’UIBM. Il regime è de minimis (tetto di 300.000 euro di aiuti nel triennio). Il contributo finanzia la valorizzazione del brevetto: progettazione, ingegnerizzazione, industrializzazione, sviluppo, trasferimento tecnologico.

Possono partecipare micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, anche appena costituite, che rientrino in uno di questi casi:

  • brevetto nazionale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2025;
  • domanda nazionale depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca «non negativo»;
  • brevetto europeo convalidato in Italia (o con effetto unitario che designi l’Italia) dopo il 1° gennaio 2025;
  • domanda europea o internazionale depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca «non negativo», che rivendichi la priorità di una domanda nazionale precedente.

Chi ha un titolo più vecchio di queste date resta fuori.

Dopo il controllo formale segue una valutazione di merito, con un eventuale colloquio con gli esperti di Invitalia. Alla domanda vanno allegate le dichiarazioni su dimensione d’impresa, eventuale contitolarità del brevetto, casellario giudiziale e assicurazione contro gli eventi catastrofali. Per il funzionamento generale di questo tipo di incentivo si veda anche la guida di Money.it a Brevetti+, relativa però a un’edizione precedente, con dotazione e requisiti diversi da quelli descritti qui.

Marchi+ 2026: fino a 9.000 euro, finestra il 3 dicembre

Due milioni di euro, oneri di gestione compresi: la dotazione più piccola delle tre. Si rivolge a chi ha un marchio dell’Unione europea (Misura A) o una registrazione internazionale presso l’OMPI (Misura B). Il contributo copre 6.000 euro per marchio nella Misura A, all’80% delle spese (85% con la parità di genere), e 9.000 euro nella Misura B, al 90% (95% con la parità di genere). I due tetti sono per marchio: chi ne deposita più di uno può sommare più contributi su titoli diversi. Esiste però anche un limite complessivo per impresa, sommando Misura A e Misura B su tutti i marchi: non più di 25.000 euro in tutto, oltre al vincolo generale del plafond di 2 milioni dell’intero bando. Le spese ammissibili coprono progettazione del marchio, assistenza al deposito, ricerche di anteriorità, tasse di deposito o registrazione e assistenza legale in caso di opposizioni.

Per la Misura A serve una domanda di marchio UE depositata all’EUIPO dal 1° giugno 2023, con tasse pagate e marchio già registrato al momento della domanda di partecipazione. Per la Misura B basta una domanda internazionale depositata all’OMPI dalla stessa data, purché pubblicata su Madrid Monitor prima della domanda di partecipazione; può basarsi su un marchio già registrato o in domanda presso UIBM o EUIPO, oppure su una designazione successiva.

Disegni+ 2026: 10 milioni per prototipi, stampi e comunicazione

Disegni+ ha una dotazione di 10 milioni di euro, oneri di gestione compresi, e un contributo massimo di 60.000 euro per impresa, all’80% delle spese (85% con la parità di genere). È il bando con più voci di spesa, tutte comprese nel tetto di 60.000 euro:

  • 13.000 euro per i prototipi;
  • 35.000 euro per gli stampi;
  • 4.000 euro per la consulenza tecnica su filiera e materiali;
  • 5.000 euro per le certificazioni di prodotto o sostenibilità (non la marcatura CE);
  • 3.000 euro per il business plan;
  • 3.000 euro per i materiali di comunicazione.

Serve un disegno o modello registrato presso UIBM, EUIPO o OMPI (con l’Italia tra i Paesi designati), con registrazione dal 1° gennaio 2024, anteriore alla domanda e ancora valida. La regola sul titolo «non già agevolato» riguarda il singolo disegno: non deve aver già ricevuto un contributo in una precedente edizione di Disegni+ (2, 3, 4, 2021, 2022, 2023, 2024 o 2025). Diverso il caso dell’impresa: chi è già stata finanziata nel 2023-2025, per altri disegni, può comunque partecipare, ma la sua domanda passa in coda, a valere sulle risorse residue.

Quanto valgono in tutto e da dove arrivano

In tutto le tre misure valgono 32 milioni di euro. Non è un fondo unico: sono tre bandi distinti, con domande separate per ciascuna misura, nati da altrettanti decreti direttoriali del MIMIT del 28 settembre 2026 e pubblicati nello stesso numero della Gazzetta Ufficiale, la Serie Generale n. 241 del 16 ottobre 2026.

Cosa fare adesso

Chi ha già un titolo registrato può muoversi così:

  • controllare che brevetto, marchio o disegno rispetti le date spartiacque indicate sopra;
  • predisporre la firma digitale del legale rappresentante e, per Brevetti+, anche SPID, CIE o CNS e una PEC;
  • per Marchi+ e Disegni+, preparare prima le credenziali e i documenti: la finestra dura sei ore, non di più, e per Brevetti+ conviene comunque non aspettare, perché l’esame è cronologico;
  • verificare se l’impresa ha, o può ottenere in tempo, la certificazione della parità di genere - vale per tutte e tre le misure.
DISCLAIMER
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza aziendale, legale o fiscale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente d’impresa, un commercialista o all’ente gestore del bando o dell’incentivo (Camera di Commercio, Invitalia, Simest). Requisiti, scadenze e importi possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e le fonti ufficiali più recenti.
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