Guida al nuovo bonus fotovoltaico in Manovra 2027. Come funziona il contributo a fondo perduto del 40%, il meccanismo FER X e la remunerazione dell’energia.
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Con la Legge di Bilancio 2027 il Governo vuole accelerare la transizione energetica e proprio per questo introduce uno stanziamento di 1,2 miliardi per dare una spinta alla diffusione degli impianti fotovoltaici fino a 1 MW.
La misura si basa sulla clausola di salvaguardia concessa dall’Europa al nostro Paese per sostenere le fonti rinnovabili. La misura non è ancora operativa. L’effettiva entrata in vigore dei nuovi incentivi e le modalità precise per presentare le domande dipendono da un decreto attuativo che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il MEF, dovrà emanare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2027. Ma cosa cambia in concreto nel 2027 grazie al nuovo fondo e che differenze sostanziali ci sono rispetto ai bonus edilizi tradizionali?
A chi spettano i nuovi incentivi?
I nuovi fondi messi a disposizione dall’esecutivo non funzionano come un bonus fiscale tradizionale, ma sono collegati al meccanismo previsto dal Decreto FER X.
Per accedere è necessario che l’impianto abbia una potenza fino a 1 MW: sono proprio questi gli impianti che hanno una corsia prioritaria per accedere direttamente agli incentivi. Per farlo è necessario registrarsi al portale del GSE. L’impianto, in ogni caso, deve avere una potenza pari o superiore a 20 kW. Al di sotto di questa potenza (la taglia dei micro-impianti domestici), non si applicano le regole del FER X ma i classici canali di autoconsumo e detrazione fiscale.
La misura si rivolge sia ai privati che alle imprese, ma è necessario configurarsi come produttori di energia da fonti rinnovabili mature per entrare nel circuito del FER X.
Chi sono i produttori di fonti rinnovabili mature? L’impianto non deve servire soltanto a risparmiare sui propri consumi, ma deve immettere e vendere energia nella rete elettrica.
Il normale cittadino che installa i pannelli sul tetto di casa per ridurre i consumi non rientra nel meccanismo perché non stipula un contratto di vendita commerciale come produttore: in questo caso l’agevolazione principale è quella prevista dal bonus ristrutturazioni.
La Legge di Bilancio 2027 autorizza il GSE a erogare contributi in conto capitale che coprono fino al 40% dei costi di investimento ammissibili.
Bonus fotovoltaico 2027, in cosa si differenzia?
Lo stanziamento da 1,2 miliardi di euro (che dovrebbe essere ripartito con 800 milioni di euro per il 2028, 200 milioni di euro per il 2029 e il 2030) non va confuso con i tradizionali bonus edilizi che permettono di avere la detrazione Irpef. Si tratta di un incentivo diverso e alternativo.
Con i bonus edilizi, confermate alla stessa aliquota del 2026 anche per il 2027 dalla manovra, il cittadino che installa un impianto fotovoltaico ha diritto a una detrazione del 50% se l’intervento è effettuato sull’abitazione principale e al 36% se il lavoro riguarda una seconda casa. In entrambi i casi il tetto massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per ogni unità immobiliare. Il beneficio si recupera in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi e copre l’acquisto dei pannelli fotovoltaici, la progettazione e la posa.
Il nuovo bonus fotovoltaico, invece, si configura come un contributo a fondo perduto che copre fino al 40% delle spese sostenute ed è diretto solo agli impianti sotto 1 MW (che non devono partecipare ad aste, ma hanno accesso diretto).
Il limite di spesa agevolabile non è calcolato sul singolo immobile ma si basa sui parametri previsti dal FER X che stimano per il fotovoltaico un costo medio di investimento pari a 900 euro ogni kW di potenza installata. Calcolando il 40% sul valore di riferimento, quindi, il contributo massimo erogabile dal GSE si attesa a circa 360 euro per ogni kW. I massimali definitivi, in ogni caso, saranno contenuti nel decreto attuativo.
L’intera misura è gestita dal GSE e basta registrarsi sul portale e presentare richiesta per averne diritto. La misura, però, non è illimitata e finanzierà gli impianti fino al raggiungimento di potenza installata complessivamente di 3 Gigawatt.
A differenza dei bonus edilizi la nuova misura prevede la liquidazione con bonifico diretto sul conto corrente del beneficiario a seguito della rendicontazione dei lavori e dall’entrata in funziona dell’impianto. Le risorse partono dal 2028.
Il pagamento dell’energia
Chi riceve il contributo a fondo perduta, allo stesso tempo, entra nel meccanismo del Decreto FER X. L’energia prodotta e immessa in rete viene pagata per 20 anni dal GSE, ma il modo in cui avvengono i bonifici cambia in base alla potenza dell’impianto:
- per impianti fino a 200 kW la tariffa è omnicomprensiva e il GSE ritira direttamente tutta l’energia immessa in rete: in questo caso si ricevono periodicamente bonifici dal GSE;
- per impianti da 200 kW a 1 MW il proprietario deve vendere l’energia autonomamente sul mercato, il GSE, invece, interviene con un meccanismo di conguaglio basato su una tariffa di riferimento, pagando un’integrazione se il prezzo di mercato è basso. Se il prezzo di mercato è alto, invece, il produttore deve restituire al GSE la quota eccedente
Le prossime tappe per l’attuazione del bonus fotovoltaico
Anche se la misura è prevista dalla Legge di Bilancio 2027, per la sua piena operatività sono necessari dettagli tecnici su come presentare domanda.
Dopo l’approvazione definitiva della manovra a fine anno, sarà necessaria l’emanazione di un decreto attuativo entro 120 giorni da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Con il decreto ministeriale saranno fissati i criteri di selezione, come monitorare le spese e i requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto.
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