Azioni Tesla in calo dopo le midterm: cosa cambia per Musk e per la fusione con SpaceX

Tesla cede il 3% a 386,64 dollari dopo un minimo a 375,50. Il supporto chiave è a 371,50 dollari, le resistenze a 404,48 e 410,46.

Premium
di Ufficio Studi Money.it 1 commento

Wall Street sale, ma le azioni di Tesla vanno dall’altra parte. Nel pomeriggio italiano, il giorno dopo il voto di metà mandato negli Stati Uniti, il titolo passa di mano a 386,64 dollari, il 3% sotto la chiusura del 3 novembre (398,50). In avvio era andata peggio: il minimo di giornata, a 375,50 dollari, vale quasi il 6% in meno rispetto alla vigilia.

A essere colpite sono soprattutto le società di Elon Musk: anche SpaceX, quotata con il ticker SPCX, è in ribasso. I primi segnali erano arrivati già la sera prima: secondo Bloomberg, nell’after-hours del 3 novembre Tesla e SpaceX avevano perso circa l’1,8% quando è stata proiettata la rielezione di Jon Ossoff in Georgia.

Le urne hanno premiato il Partito Democratico. Secondo l’Associated Press i Democratici hanno conquistato il controllo del Senato, con Ossoff confermato e James Talarico vincitore in Texas su Ken Paxton, e anche quello della Camera, anche se alcune sfide restano da assegnare e per i risultati definitivi potrebbero servire giorni. Chi vuole capire come ci si è arrivati trova un’analisi su perché Trump ha perso le midterm 2026.

Il rischio politico che pesa su Musk

Musk ha speso centinaia di milioni di dollari per aiutare i Repubblicani a tenere il Congresso. Ha perso la scommessa, e il mercato teme che un Parlamento a guida democratica significhi più controlli sulle sue aziende: la guida autonoma e i robotaxi di Tesla, i contratti governativi di SpaceX, magari qualche audizione sul finanziamento politico. È una lettura diffusa, non un esito scritto.

«Entrambi questi titoli hanno un forte rischio legato alle notizie se arriva un’ondata blu», ha detto a Bloomberg Vikram Rai di First New York. Più prudente Mark Hackett di Nationwide: finite le elezioni, a suo giudizio, tornano a comandare i fondamentali.

Il merger con SpaceX e la corsa contro il calendario

Poi c’è la fusione. Bloomberg, citando persone informate, ha scritto che c’è una spinta ad annunciare l’operazione entro il primo semestre del 2027, così da chiuderla mentre Trump è ancora alla Casa Bianca; i termini però non sono stati concordati. Lo stesso Musk, nella conference call di SpaceX del 20 ottobre, l’ha definita «una buona idea» ma ha frenato: i consigli hanno creato comitati speciali, che potrebbero anche non arrivare a un’intesa. Ad oggi non ci sono termini concordati né un calendario ufficiale. Ne abbiamo scritto in Musk e l’ipotesi di fusione tra SpaceX e Tesla.

Da solo un Congresso democratico non può fermare il deal, ha osservato Rai, ma può rallentarlo. E con una finestra così stretta anche un rallentamento conta. Resta aperto il nodo della governance: Barclays stima che Musk avrebbe circa il 37% del capitale dell’entità combinata e il 56% dei voti, ma un rapporto di cambio non è ancora stato negoziato.

Conti del terzo trimestre: ricavi piatti, utile in calo

I fondamentali non aiutano. Nel terzo trimestre, stando ai risultati depositati alla SEC, i ricavi sono rimasti fermi a 28,05 miliardi di dollari, con l’auto in calo del 3%. Il margine lordo è migliorato al 19,6%, eppure l’utile netto è sceso del 43%, a 787 milioni.

Il peso maggiore viene dagli investimenti, più che raddoppiati a 4,73 miliardi, che hanno tagliato del 62% il free cash flow. Anche i volumi sono deboli: le consegne del trimestre si sono fermate a 486.532 veicoli, il 2% in meno di un anno prima.

Azioni Tesla, il quadro tecnico

Il ribasso ha già bucato i primi supporti e con il minimo di giornata ha violato per qualche momento l’area dei 380 dollari. Il livello che conta davvero sta più in basso, a 371,50 dollari, dove passa la media mobile a 50 sedute.

Finché quella soglia tiene, il quadro non è compromesso, anche perché l’RSI non segnala ipervenduto e il trend resta debole più che negativo. Per un recupero vero servirebbe tornare sopra 404,48 e poi 410,46 dollari, cioè oltre i prezzi della vigilia del voto.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.
Condividi

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Titoli citati

Argomenti di cui abbiamo parlato

Commenti

1

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Il mercato ha già prezzato tutto, quindi ci aspettiamo un rimbalzo di Tesla in tempi brevi, a meno che non si smentiscano le aspettative su Musk.

Articoli correlati