Stellantis è tra i titoli più brillanti di Piazza Affari nella seduta di lunedì, con un rialzo dell’1,86%, dopo aver toccato un +2,46registrato nella prima mezz’ora di contrattazioni, mentre il Ftse Mib avanza dello 0,21% a 51.976 punti. Il catalizzatore è la finalizzazione, annunciata proprio oggi dal Dipartimento dei Trasporti Usa, del drastico allentamento degli standard di consumo di carburante (Corporate Average Fuel Economy) per i veicoli di nuova generazione.
Cosa cambia negli Usa per Stellantis
Secondo la ricostruzione dell’agenzia Ap, il nuovo obiettivo medio di flotta per l’anno modello 2031 scende a 34,5 miglia per gallone (circa 14,7 km/litro), contro le 50,4 miglia per gallone previste dallo standard dell’amministrazione Biden: un taglio di quasi un terzo. Il segretario ai Trasporti Sean Duffy aveva anticipato sabato l’arrivo di «una grande vittoria» per i lavoratori dell’automotive americani. Il presidente Donald Trump, su Truth Social, ha scritto che la misura elimina l’«obbligo» di auto elettriche voluto dall’amministrazione precedente e ha affermato:
Ogni casa automobilistica, da General Motors a Ford a Stellantis, mi ha contattato esprimendo il desiderio di produrre qui. Bene, ora possono farlo,
rivendicando oltre 100 miliardi di dollari di nuovi investimenti nel settore auto Usa durante il suo mandato.
La reazione di Borsa non è una novità dell’ultima ora: già venerdì 25 settembre, in vista dell’annuncio, Stellantis e General Motors avevano guadagnato circa il 3% a Wall Street, con Ford in rialzo dell’1% e Tesla in calo del 2%. I due titoli hanno poi proseguito, con percentuali più contenute (Stellantis +1%, Gm +0,2%), nelle contrattazioni asiatiche/overnight tra domenica e lunedì.
Azioni Stellantis reduci da un 2026 durissimo
Il rimbalzo odierno arriva su un titolo che ha vissuto uno dei peggiori anni della sua storia in Borsa: Stellantis ha toccato il 24 settembre un minimo a dieci anni a 4,03 euro, con un calo da inizio 2026 del 56,58%, a fronte di un Ftse Mib che nello stesso periodo guadagna il 15,42%.
Il titolo era stato colpito nei mesi estivi da una raffica di revisioni al ribasso di target price e rating da parte di numerose case d’affari (tra cui Hsbc, Morgan Stanley, Berenberg, Ubs, Deutsche Bank, Jp Morgan, Bernstein, Rbc e Goldman Sachs).
Non è la prima volta che l’ipotesi di un allentamento normativo Usa muove i costruttori europei. Quando Trump aveva lanciato la proposta, a inizio dicembre 2025, Reuters aveva riportato rialzi anche più ampi per i concorrenti europei (Renault +5,7%, Porsche +5,25%, Mercedes-Benz +4,7%, Bmw +3,8%), con l’analista di Scope Markets Joshua Mahoney che definiva la misura «uno stimolo» per produttori europei sotto pressione della concorrenza cinese sull’elettrico.