Azioni Banco BPM, Jefferies taglia il target price del 7,8%, c’entra MPS? Le previsioni sugli utili

Laura Naka Antonelli

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Appena annunciato il downgrade di Jefferies, che ha tagliato il target price sulle azioni Banco BPM. Cosa significa per l’investitore.

Azioni Banco BPM, Jefferies taglia il target price del 7,8%, c'entra MPS? Le previsioni sugli utili

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Azioni Banco BPM, in ribasso, in una sessione del Ftse Mib caratterizzata dal tono negativo. I titoli della banca italiana guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, finita nel mirino di MPS, perdono più del 2%, in un contesto di venditre generalizzate sulle banche, pagando la pubblicazione di una nota diramata da Jefferies.

Pur ribadendo il rating sulle azioni, Jefferies ha infatti tagliato il target price sul titolo oggi, lunedì 19 ottobre 2026, menzionando l’imminente pubblicazione degli utili da parte dell’istituto di credito.

In evidenza, oltre al giudizio degli analisti, anche le previsioni formulate da Equita sugli utili che BPM si appresta ad annunciare.

Azioni Banco BPM: Jefferies conferma rating Hold ma taglia il target price del 7,8%

Intanto, iniziando dal downgrade di Jefferies, la divisione di ricerca della banca d’affari ha annunciato in una nota diffusa oggi di avere ribadito il rating hold sulle azioni, tagliando il target price dai precedenti 16,60 euro a quota 15,30 euro, dunque del 7,8% circa.

In base al nuovo target price, le azioni Banco BPM, che oggi viaggiano attorno a 13,5 euro, avrebbero un margine di rialzo pari a +13,3%.

Tra le motivazioni addotte, le previsioni di un utile netto relativo al terzo trimestre che, secondo Jefferies, sarà pari a 440 milioni di euro, al di sotto delle aspettative del consensus del 2%.

L’utile di Banco BPM del terzo trimestre si confermerebbe di conseguenza inferiore rispetto ai 581 milioni di euro di utili incassati dalla banca nel corso del secondo trimestre.

In quella occasione, Piazza Meda aveva beneficiato anche del dividendo di MPS.

Banco BPM è infatti azionista della banca senese con una partecipazione pari al 3,74%, percependo di conseguenza dividendi dal Monte dei Paschi di Siena.

Jefferies ha annunciato di stimare anche una contrazione del CET1 di 20 punti base su base trimestrale, al 14,2%, a causa della perdita di valore dei titoli obbligazionari in portafoglio.

Cosa cambia per l’investitore che ha puntato sulle azioni Banco BPM

Ma cosa cambia per l’investitore?

Jefferies ha confermato il giudizio Hold (mantenere il titolo), ma ha ridotto il prezzo obiettivo da 16,60 a 15,30 euro.

Ciò significa tre cose:

  • La valutazione della banca è diventata meno ottimistica: Jefferies ritiene che il valore teorico delle azioni sia inferiore rispetto alla stima precedente.
  • Il potenziale rialzo si è ridotto: con il titolo a circa 13,50 euro, il target aggiornato implica un rialzo teorico del 13,3%, contro il 23% circa che risultava dal precedente target di 16,60 euro.
  • Non è un invito a vendere: mantenere il giudizio Hold significa che Jefferies non ha modificato la raccomandazione in senso negativo fino a suggerire una vendita.

La revisione di Jefferies riflette diversi fattori: i minori ricavi attesi dall’attività di trading, penalizzata dai maggiori costi dei certificates, compensano in parte i benefici previsti dai tassi di interesse più elevati.

A pesare sulla valutazione sono inoltre le limitate prospettive di crescita del titolo al di fuori di possibili operazioni di aggregazione bancaria.

Banco BPM: non solo target price su azioni, Jefferies taglia anche EPS con incognite OPS di MPS

Oltre a tagliare il target price, gli analisti di Jefferies, nel report diffuso oggi, hanno bocciato anche le previsioni sull’EPS del periodo compreso tra il 2026 e il 2028: il downgrade, pari a -3%, è stato motivato tra i vari fattori anche con la prospettiva di ricavi più bassi della divisione del trading, a causa dei costi dei certificati più elevati. Fattore negativo che dovrebbe compensare l’effetto invece positivo legato alle stime di tassi di interessi più alti, decisi dalla BCE.

Jefferies non poteva inoltre non riflettere sulle conseguenze delle partite del risiko bancario su Banco BPM: da un lato, la banca rimane attenzionata in quanto oggetto dei “rumor relativi alle operazioni di M&A nel settore bancario italiano”.

Dall’altro lato, rimane l’incognita sui piani del suo maggiore azionista, ovvero dei francesi di Crédit Agricole, che si sono detti più propensi a uno scenario di aggregazione tra la banca e la sua controllata Crédit Agricole Italia che ad aderire all’OPS di MPS.

Tutto, mentre in attesa dell’assemblea straordinaria degli azionisti di MPS del prossimo 29 ottobre 2026, si mette in evidenza la difficoltà del CEO del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio a fare approvare l’OPS promossa su BPM (e anche su Banca Generali) dai soci.

Un numero crescente di azionisti di MPS sta riconoscendo infatti una maggiore attrattività dell’OPAS di Intesa Sanpaolo tesa alla sua conquista, rispetto al progetto dell’AD Lovaglio.

Jefferies ha menzionato questi interrogativi scrivendo inoltre che, “al di là delle possibili operazioni di M&A, la società presenta meno catalyst rispetto ad altre banche mid-cap, a fronte di una valutazione più elevata (un rapporto P/E al 2028 pari a 9,6x, contro l’8,3x di Intesa Sanpaolo e il 9,4x di BPER Banca)”.

Conto alla rovescia per i conti di BPM il prossimo 5 novembre. Equita cauta su impatto rialzi tassi BCE

Nel frattempo, sale la trepidazione per i conti del terzo trimestre e dei primi nove mesi che saranno annunciati dalla banca, il prossimo 5 novembre 2026.

In evidenza la nota di Equita, che ha sottolineato che Banco BPM dovrà attendere ancora prima che i rialzi dei tassi di interesse annunciati dalla BCE si riflettano sulla sua redditività, citando anch’essa previsioni che indicano un trend negativo per la divisione di trading.

“Non ci attendiamo un trimestre particolarmente brillante sul fronte dei ricavi, sia per effetto della stagionalità estiva sia perché i benefici derivanti dall’incremento dei tassi di interesse sono attesi manifestarsi pienamente solo nei prossimi trimestri”.

Le commissioni di Banco BPM sono attese in flessione dell’8% su base trimestrale, a causa della tipica stagionalità negativa che caratterizza il trimestre dell’anno, così come si rileva un contributo più basso dalle performance fees di Anima (€35 milioni nel secondo trimestre del 2026).

Su base annua, le commissioni sono stimate in crescita low single digit. Il contributo dell’assicurazione è atteso inferiore ai 30 milioni di euro, rispetto ai 46 milioni del secondo trimestre, mentre i ricavi da trading sono previsti negativi per -12 milioni di euro, a causa dell’ aumento del costo dei certificates legato all’ncremento dei tassi di interesse.

Va ricordato che, per trading bancario, si fa riferimento a un insieme di attività finanziarie che possono comprendere l’acquisto e la vendita di azioni, obbligazioni, valute e altri strumenti finanziari; le operazioni sui mercati per conto dei clienti e le attività di market making, cioè la fornitura di prezzi di acquisto e vendita per determinati strumenti.

I ricavi possono derivare dagli spread tra prezzi di acquisto e vendita, dai risultati delle operazioni, dalle variazioni di valore degli strumenti finanziari e da altre componenti contabilizzate nell’area di negoziazione.

Utili, margine netto di interesse, ricavi, LLPs di Banco BPM: le previsioni di Equita

Le previsioni di Equita sui risultati di bilancio di Banco BPM relativi al terzo trimestre del 2026 sono le seguenti:

  • Margine netto di interesse: €798 milioni, in rialzo del 2% su base trimestrale e del 5% su base annua.
  • Ricavi totali: €1,483 miliardi, in calo dell’11% su base trimestrale e in progresso del 2% su base annua.
  • Utile operativo: €798 milioni (in flessione del 18% su base trimestrale e in rialzo del 4% su base annua.
  • LLPs: accantonamenti per € 76 milioni (30 punti base);
  • Utile netto: €446 milioni, in calo dell’1% su base annua.

Alla luce delle previsioni, Equita ha annunciato di avere rivisto al ribasso le stime sugli utili dell’intero 2026 dell’1%.

Allo stesso tempo, i suoi analisti hanno aggiunto che, nonostante un terzo trimestre relativamente meno brillante, il management di Banco BPM confermerà la guidance di utile del 2026 superiore agli €1,95 miliardi (rispetto alle attese della SIM pari a €2,02 miliardi).

Equita ha infine sottolineato che le azioni Banco BPM trattano a P/E per il 2027 e 2028 pari rispettivamente a 10,1 e 9,6 volte.

Attenzione alle previsioni di Equita e Jefferies sull’utile netto di BPM del terzo trimestre

Per concludere, esaminando i report di Jefferies e di Equita emerge che la distinzione importante è che 440 milioni di utile netto nel terzo trimestre del 2026 sono la stima di Jefferies, mentre l’utile netto di 446 milioni è previsto da Equita: sono due previsioni indipendenti per il terzo trimestre 2026, da confrontare con i 581 milioni di utile netto registrati da Banco BPM nel secondo trimestre.

Il calo atteso rispetto al trimestre precedente è quindi rispettivamente di circa il 24,3% e del 23,2%; il confronto va però contestualizzato perché il secondo trimestre aveva beneficiato anche del dividendo ricevuto dalla partecipazione in MPS.

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