Il rialzo di Amplifon non nasce da una notizia della società, ma dai conti dell’azienda che sta comprando. Giovedì 5 novembre il titolo è tra i migliori del FTSE MIB: poco dopo le 11 passa di mano a 12,21 euro, in rialzo del 3,87% sugli 11,76 euro della chiusura di ieri, dopo un massimo a 12,355 e un minimo a 11,80. L’indice, nello stesso momento, guadagnava appena lo 0,1%.
La spinta arriva da Copenaghen. In mattinata GN Store Nord ha diffuso i risultati del terzo trimestre, che comprendono quelli di GN Hearing, la divisione apparecchi acustici che Amplifon ha accettato di rilevare a marzo. Secondo Reuters i numeri sono andati oltre le attese, e alla Borsa danese il titolo GN sale di più del 10%.
Cosa dicono i conti di GN Hearing
Tra luglio e settembre GN Hearing, che nel bilancio del gruppo danese figura ormai tra le attività in dismissione, ha fatturato 1.831 milioni di corone danesi, contro i 1.747 di un anno prima, come si legge nel comunicato di GN. La crescita organica, quella che non tiene conto di cambi e acquisizioni, è stata del 5% su una base di confronto già alta: nel terzo trimestre 2025 era stata del 7%.
A migliorare di più è la redditività. L’EBITA rettificato, cioè il risultato operativo prima degli ammortamenti sugli intangibili e al netto delle voci non ricorrenti, sale a 396 milioni di corone da 241, e il margine passa dal 13,8% al 21,6%. Dal calcolo restano fuori 89 milioni di costi una tantum legati alla separazione della divisione da GN. Contandoli, l’EBITA si ferma a 307 milioni.
Il motore è ReSound Sensia, la nuova famiglia di apparecchi lanciata gradualmente dal 20 agosto, a partire da Stati Uniti, Germania e Austria. Nel rapporto trimestrale allegato al comunicato GN descrive una crescita diffusa tra regioni e canali, frutto della «strong initial reception» del prodotto. Il +2% organico che compare nel titolo del comunicato riguarda invece le attività che il gruppo danese tiene per sé, Enterprise e Gaming, e non la divisione ceduta.
Il confronto con l’estate rende il dato più pesante. Nel secondo trimestre la divisione aveva registrato una crescita organica negativa del 2%, e il 20 agosto, giorno di quei conti, le azioni Amplifon erano scese fino al 4,5%. Il ritorno in positivo attenua, almeno per ora, uno dei timori sull’attivo in arrivo.
Perché conta per Amplifon
L’operazione è grande. Secondo il comunicato Amplifon del 16 marzo, GN Hearing vale circa 2,3 miliardi di euro senza cassa e senza debito: Amplifon pagherà 1,69 miliardi in contanti, soggetti agli aggiustamenti al closing, e consegnerà a GN 56 milioni di azioni di nuova emissione.
Il conto industriale si regge sulle sinergie, stimate in 60-80 milioni di euro netti a livello di EBITDA entro la fine del 2029. Arriveranno in gran parte dall’internalizzazione: Amplifon oggi compra gli apparecchi da altri produttori e, una volta chiusa l’operazione, potrà spostare una quota crescente dei volumi su quelli fatti in casa. Se il catalogo di GN torna a crescere, l’ipotesi diventa più credibile.
Sui tempi GN non cambia linea. Il closing è atteso verso fine anno, subordinato alle consuete autorizzazioni regolatorie e al completamento della separazione della divisione. «We remain on track to successfully close the Hearing transaction towards the end of the year», scrive il CEO Peter Karlstromer nel rapporto: la tabella di marcia, in altre parole, resta quella di fine 2026.
Il rimbalzo dopo il crollo del 30 ottobre
Tutto questo arriva a una settimana dal tonfo di fine ottobre. Il 30 ottobre Amplifon aveva chiuso a 11,13 euro, in calo del 14,81%, all’indomani di una trimestrale che non aveva convinto il mercato. Pesavano i ricavi dei nove mesi quasi fermi (+0,9% a cambi costanti, nonostante una crescita organica del 3,5%), la diluizione dovuta agli aumenti di capitale e l’assenza di numeri sul 2027. Le stime per l’anno in corso sono invece rimaste quelle: nel comunicato sui risultati la società ha confermato una crescita organica superiore al 3% e un margine EBITDA rettificato in aumento di circa 100 punti base.
Gli analisti leggono la seduta in chiave positiva. Equita, che sul titolo ha un giudizio buy, definisce i dati di GN Hearing «rassicuranti e coerenti con le nostre stime annuali», riferisce Reuters. Banca Akros, citata da Teleborsa, trova la redditività di Amplifon nel terzo trimestre leggermente inferiore alle attese, ma giudica eccessiva la reazione del titolo ai conti. Conferma la raccomandazione accumulate con un prezzo obiettivo di 14 euro e vede di nuovo un’opportunità interessante ai livelli attuali.
Il quadro tecnico
Il recupero era cominciato prima di oggi: dagli 11,13 euro del 30 ottobre il titolo era già risalito a 11,76 alla chiusura di mercoledì. Con il rialzo di giovedì si porta sopra la media mobile a 50 sedute, che ieri passava a 12,03 euro, ma resta sotto quella a 20 sedute, a 12,44. È il primo ostacolo e il massimo di giornata, a 12,355, non l’ha raggiunto. Più in alto c’è il massimo relativo di 12,58.
Sotto, il riferimento resta la chiusura di ieri a 11,76. Gli indicatori calcolati sui dati di mercoledì descrivevano una fase ancora correttiva, con l’RSI a 14 sedute a 43,5 e il MACD in territorio negativo: un primo segnale di cambio della tendenza di breve sarebbe una chiusura sopra la media a 20 sedute.
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