Arrivano nuovi controlli sugli abbonamenti Spotify. Sotto la lente i piani Family e Duo

Andrea Fabbri

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Spotify segue l’esempio delle piattaforme di streaming video e impone nuovi controlli sugli abbonamenti condivisi. Come funzionano e cosa cambia per gli utenti

Arrivano nuovi controlli sugli abbonamenti Spotify. Sotto la lente i piani Family e Duo

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A ottobre è andato in scena il nuovo capitolo della “battaglia” delle piattaforme di streaming contro la condivisione degli abbonamenti.

Dopo Netflix e Disney+, anche Spotify, la più importante piattaforma mondiale di streaming musicale, ha deciso di intensificare i controlli sulla condivisione del piano Family. Ha introdotto un nuovo sistema di verifica e sanzioni, estese anche al piano Duo, per chi “porta” l’abbonamento fuori dal proprio nucleo familiare.

Come funzionano i nuovi controlli

Il nuovo sistema di verifica di Spotify, illustrato nella sezione Supporto del sito della piattaforma, richiede la presenza di due persone nello stesso luogo. Sullo smartphone del gestore del piano viene generato un QR code dinamico, che il membro chiamato alla verifica deve scansionare con il proprio telefono entro sette giorni dall’arrivo della notifica.

Il codice cambia ogni pochi secondi. Fare uno screenshot e inviarlo a chi, in realtà, non vive sotto lo stesso tetto diventa così inutile.

Il sistema serve a dimostrare che gli utenti condividono davvero l’abitazione, come già previsto dalle condizioni del servizio. Chi non completa la verifica entro il tempo stabilito, o non la supera, perde l’accesso al piano condiviso e subisce una restrizione di 12 mesi, durante i quali non può aderire a un diverso abbonamento Family o Duo.

I dubbi sul sistema di verifica

Gli utenti esclusi tornano alla versione gratuita di Spotify. Possono rientrare nello stesso piano Family o Duo, ma per 12 mesi dalla verifica non riuscita non possono aderire a un piano condiviso diverso. Resta invece la possibilità di utilizzare il piano gratuito o sottoscrivere un abbonamento individuale.

Il nuovo metodo di controllo lascia però una notevole incognita. I membri dello stesso nucleo familiare che si trovano fuori casa per studio o per lavoro rischiano di non riuscire a completare la verifica entro la settimana.

Il legame di parentela, infatti, non basta a soddisfare il requisito della residenza comune previsto dalle condizioni del servizio.

Perché Spotify ha deciso di aumentare i controlli

Tra le ragioni che hanno spinto Spotify a inasprire i controlli, oltre al rispetto delle regole contrattuali, ci sono anche motivazioni prettamente economiche. Nel nostro Paese, ad esempio, l’abbonamento Premium Family ha un prezzo mensile di 20,99 euro e permette di collegare fino a 6 account. Il Premium Duo costa 16,99 euro per 2 account, mentre il Premium Individual costa 11,99 euro.

Verifiche più severe potrebbero quindi spingere sempre più persone a sottoscrivere piani individuali, con un notevole aumento dei ricavi. È di questa opinione, ad esempio, Goldman Sachs. Nel report annuale Music in the Air, pubblicato il 15 ottobre 2026, la banca d’affari ha sottolineato che regole più rigide sui piani familiari possono portare a maggiori ricavi per le piattaforme di streaming musicale senza incidere in modo significativo sulla domanda. Il passaggio da un piano condiviso a uno individuale potrebbe far salire sensibilmente i ricavi medi per abbonato.

Non che le piattaforme rivali di Spotify siano molto più permissive. YouTube Music effettua controlli elettronici ogni 30 giorni per verificare che tutti i membri del gruppo familiare risiedano allo stesso indirizzo del gestore. Apple Music, invece, non ricorre ai QR code ma richiede la creazione e la configurazione di un gruppo di In famiglia di Apple.

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