C’è un titolo che viene spesso accostato a Leonardo, ma che da inizio anno ha fatto decisamente meglio. Eppure, per anni, è stato considerato di secondo piano, quasi una scommessa marginale rispetto ai grandi nomi della difesa e dell’aerospazio europeo. Stiamo parlando di Avio. Un titolo che a fine 2024 era stato letteralmente colpito e affondato da un aumento di capitale, e che oggi si ritrova con un rimbalzo che ha sorpreso anche gli operatori più esperti.
Ma davvero ha senso considerare Avio come una sorta di alternativa a Leonardo? E soprattutto: il mercato sa davvero cosa sta facendo quando prezza Avio a multipli così elevati?
Cosa fa Avio e perché è un titolo particolare
Avio è un gruppo industriale altamente specializzato nel settore della propulsione aerospaziale. Il suo core business ruota attorno allo sviluppo e alla produzione di motori e sistemi di propulsione per l’accesso allo spazio, con un ruolo centrale nei programmi europei, in particolare quelli legati al lanciatore Vega. A differenza di Leonardo, che è un conglomerato della difesa con esposizione a elicotteri, elettronica, cybersecurity e aeronautica militare, Avio è una realtà molto più focalizzata e, proprio per questo, strutturalmente più volatile.
Questa specializzazione estrema rende Avio un titolo a elevata leva operativa. Piccole variazioni nei volumi, nei programmi istituzionali o nei flussi di finanziamento pubblico possono generare impatti molto amplificati sui conti economici. È uno dei motivi per cui il mercato, storicamente, le ha sempre riconosciuto uno sconto rispetto ai grandi player della difesa.
Il paragone con Leonardo: perché sono comparabili
Il paragone tra Avio e Leonardo nasce da una matrice comune: entrambi operano in settori strategici, fortemente influenzati da spesa pubblica, geopolitica e programmi sovranazionali. Quando aumenta la tensione globale, il mercato tende a rivalutare tutto ciò che ruota attorno a difesa, sicurezza e spazio. Tuttavia, mentre Leonardo rappresenta una sorta di “blue chip” del comparto, Avio è percepita come una scommessa più pura, meno diversificata e quindi più rischiosa.
Proprio questa differenza spiega perché, nei momenti di euforia settoriale, Avio possa sovraperformare in modo molto più violento. Il titolo reagisce in maniera non lineare alle aspettative, soprattutto quando il sentiment sul settore diventa improvvisamente costruttivo.
La botta di fine 2024: perché l’aumento di capitale ha fatto crollare il titolo
A fine 2024 Avio ha subito una forte correzione in seguito a un aumento di capitale. Questo è un passaggio chiave da comprendere. Quando una società annuncia un aumento di capitale, il mercato reagisce quasi sempre in modo negativo perché si verifica una diluizione degli utili per azione. In altre parole, gli stessi utili futuri vengono divisi su un numero maggiore di azioni, riducendo il valore teorico di ciascuna.
In aggiunta, l’aumento di capitale viene spesso interpretato come un segnale di fragilità finanziaria o di bisogno urgente di liquidità. Anche quando l’operazione è strategica, il mercato tende a penalizzare il titolo nel breve periodo. Avio non ha fatto eccezione, registrando una discesa rapida e profonda.
Il rimbalzo a V e il +30% da inizio anno
Dopo la fase di panic selling, Avio ha però messo in scena una classica ripresa a V. Questo tipo di rimbalzo è tipico dei titoli piccoli e poco liquidi, dove il flusso di notizie smette di peggiorare e basta un miglioramento marginale delle aspettative per innescare ricoperture e nuovi acquisti.
Il recupero è stato rapido e potente, tanto da portare il titolo a segnare circa un +30% da inizio anno. Un movimento che si inserisce in un contesto di crescente instabilità geopolitica, con tensioni che spaziano dal Venezuela alle nuove paure legate a Groenlandia e Iran. In questi scenari, lo spazio e la difesa tornano improvvisamente centrali nelle strategie di allocazione.
Ancora più impressionante è il dato di medio periodo: dal 2025 la performance supera il 229%, un numero che rimane straordinario anche tenendo conto del crollo di fine 2024.
Valutazioni estreme: cosa significa un P/E TTM a 221x
Qui emerge il punto più delicato. Oggi Avio viene prezzata dal mercato con un P/E TTM intorno a 221x. Questo significa che, sulla base degli utili degli ultimi dodici mesi, il mercato sta pagando oltre duecento volte gli utili annuali della società. Per un titolo industriale, si tratta di un livello estremamente elevato.
In condizioni normali, i titoli industriali maturi e ciclici scambiano su multipli molto più contenuti, spesso tra 10x e 20x gli utili. Anche le società industriali di qualità elevata difficilmente superano i 25x in modo strutturale. Un P/E a 221x non riflette quindi gli utili attuali, ma una scommessa molto aggressiva su utili futuri in forte crescita.
In pratica, il mercato sta anticipando un cambio di scala del business, un’accelerazione significativa dei programmi spaziali e una redditività futura completamente diversa da quella storica. È una narrativa potente, ma anche estremamente fragile se le aspettative non dovessero essere rispettate.
Opportunità o rischio mascherato?
Avio ha dimostrato di poter sovraperformare Leonardo in termini di rendimento, ma lo ha fatto al prezzo di una volatilità molto più elevata e di valutazioni che incorporano aspettative quasi perfette. Non è un titolo per chi cerca stabilità o visibilità sugli utili. È, piuttosto, un termometro del sentiment su spazio, difesa e geopolitica.
Il punto non è se Avio sia “cara” o “a buon mercato”, ma quanto margine di errore il mercato stia concedendo a questa storia. E quando il margine di errore è così ridotto, il rischio diventa parte integrante dell’investimento.