Altro che BTP Valore. 8 BTP per guadagnare oltre il 3,5% netto, con scadenza entro 10 anni

Flavia Provenzani

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Otto BTP a tasso fisso con scadenza entro il 2036 e rendimento netto oltre il 3,5%. Ecco prezzi, cedole, duration e rischi di ciascun titolo.

Altro che BTP Valore. 8 BTP per guadagnare oltre il 3,5% netto, con scadenza entro 10 anni

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Il decennale italiano rende intorno al 4,5% lordo e lo spread con il Bund si muove sui 110 punti base. Per chi cerca un rendimento netto superiore al 3,5% non serve quindi spingersi sulle scadenze trentennali, dove ogni movimento dei tassi pesa in modo pesante sul prezzo. Basta restare dentro i dieci anni.

Abbiamo selezionato otto BTP che oggi superano quella soglia restando su durate gestibili per un risparmiatore privato. I prezzi e i rendimenti sono quelli rilevati alla chiusura del MOT di mercoledì 14 ottobre 2026, l’ultima seduta disponibile prima dell’apertura di oggi.

I BTP con rendimento oltre il 3,5% netto. I criteri di selezione

Abbiamo considerato solo titoli della Repubblica Italiana, tassati al 12,5% ed esclusi dall’asse ereditario ai fini dell’imposta di successione. Sono rimasti fuori i bond di altri Stati che sul MOT offrono rendimenti netti superiori, come Romania e Cipro, che pagano di più proprio perché il mercato attribuisce loro un rischio di credito più alto.

Dentro il perimetro dei titoli italiani abbiamo tenuto solo i BTP a tasso fisso. Sono esclusi quindi BTP Valore, BTP Più e BTP Futura, perché la loro struttura a cedole crescenti e gli eventuali premi fedeltà rendono più difficile il confronto (il premio, tra l’altro, spetta solo a chi sottoscrive in emissione e tiene il titolo fino a scadenza). Sono esclusi anche i BTP Italia e i BTP€i, il cui rendimento dipende dall’inflazione futura e non si può paragonare a quello di un titolo a cedola fissa.

Gli ultimi due criteri riguardano la scadenza e la liquidità: la scadenza massima è ottobre 2036 e tutti i titoli scelti hanno scambi medi superiori a 2,5 milioni di euro al giorno nelle ultime venti sedute, quindi si comprano e si vendono senza differenze eccessive tra prezzo di acquisto e di vendita.

Il vero rischio è la durata, non lo Stato

Per un BTP il rischio che il risparmiatore sente davvero, prima ancora del rischio di default, è quello di tasso. Se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo dei titoli già in circolazione scende, e scende tanto di più quanto più lontana è la scadenza. L’indicatore che lo misura è la duration modificata, che indica di quanti punti percentuali cala, in modo approssimativo, il prezzo del titolo per ogni punto percentuale di aumento dei tassi.

Facciamo un esempio. Il BTP ottobre 2036 è stato collocato in asta il 28 agosto a un prezzo di 99,56. Ieri chiudeva a 95,86, cioè 3,7 punti in meno in sette settimane, perché nel frattempo i rendimenti sono saliti. Per chi tiene il titolo fino a scadenza la perdita resta solo sulla carta, perché il rimborso avviene comunque a 100, ma chi invece dovesse vendere prima la subirebbe davvero.

Per questo la selezione si ferma al 2036. Le scadenze 2040-2055 arrivano a rendimenti netti del 4,2-4,5%, ma hanno una duration compresa tra 10 e 15 anni. Un rialzo dei tassi di un punto costerebbe a chi li possiede tra il 10% e il 15% del capitale.

Titolo ISIN Prezzo Rend. lordo Rend. netto Duration mod.
BTP 15/11/2031 3,15% IT0005619546 96,23 4,02% 3,52% 4,48
BTP 15/07/2032 3,25% IT0005647265 95,81 4,12% 3,61% 5,03
BTP 01/09/2033 2,45% IT0005240350 89,87 4,20% 3,70% 6,06
BTP 01/11/2033 4,35% IT0005544082 100,70 4,28% 3,72% 5,78
BTP 01/03/2034 4,2% IT0005560948 99,60 4,31% 3,77% 6,12
BTP 01/07/2034 3,85% IT0005584856 97,08 4,35% 3,80% 6,37
BTP 01/08/2035 3,65% IT0005631590 94,47 4,46% 3,91% 7,18
BTP 01/10/2036 4% IT0005729931 95,86 4,57% 4,00% 7,89

Prezzi di chiusura (ultimo prezzo) sul MOT del 14 ottobre 2026. Rendimenti effettivi a scadenza calcolati con regolamento a T+2, al netto della ritenuta del 12,5% e al lordo di commissioni e imposta di bollo. Elaborazioni su dati Borsa Italiana.

Gli 8 BTP con rendimento netto oltre 3,5% e scadenza entro 10 anni

BTP novembre 2031 (IT0005619546). È il titolo più corto della lista e quello che supera la soglia del 3,5% netto con il margine più stretto, al 3,52%. Ha però la duration più bassa del gruppo, 4,48: con un rialzo dei tassi di un punto la perdita teorica sul prezzo si fermerebbe intorno al 4,5%. Paga cedole semestrali a maggio e novembre. Per chi vuole il rendimento più alto possibile senza andare oltre i cinque anni, è il punto di partenza naturale.

BTP luglio 2032 (IT0005647265). Con nove mesi di durata in più rispetto al precedente, il rendimento netto sale al 3,61%. Il prezzo di 95,81 incorpora un guadagno in conto capitale di oltre 4 punti al rimborso. Ieri sono passati di mano oltre 18 milioni di euro nominali, un dato che lo colloca tra i titoli più scambiati della fascia a sei anni.

BTP settembre 2033 (IT0005240350). Emesso nel 2017, quando i tassi erano molto più bassi, ha una cedola del 2,45% e quota a 89,87. Una parte consistente del suo rendimento netto (3,70%) non arriva dalle cedole ma dal rimborso a 100. Questa struttura interessa a chi ha minusvalenze da recuperare: per chi compra sul mercato secondario, la differenza tra prezzo di acquisto e rimborso genera una plusvalenza che può compensare perdite pregresse sul conto titoli.

BTP novembre 2033 (IT0005544082). Il profilo è opposto a quello del 2033 di settembre. La cedola è alta, 4,35% lordo, e il prezzo è leggermente sopra la pari, a 100,70. Il flusso cedolare è quindi più generoso e il rimborso a scadenza comporterà una piccola perdita in conto capitale. Il rendimento netto complessivo è del 3,72%. È adatto a chi privilegia l’incasso periodico, con cedole a maggio e novembre.

BTP marzo 2034 (IT0005560948). Quota praticamente alla pari, a 99,60, quindi cedola e rendimento quasi coincidono: 4,2% di cedola lorda, 4,31% di rendimento lordo, 3,77% netto. È il titolo più «trasparente» della lista: chi lo compra sa che il ritorno arriverà quasi interamente dalle cedole, pagate a marzo e settembre.

BTP luglio 2034 (IT0005584856). A meno di otto anni dalla scadenza, offre il 3,80% netto, con una duration di 6,37. Il prezzo di 97,08 aggiunge circa 3 punti di guadagno al rimborso rispetto a una cedola del 3,85%. Le date di stacco cedola, gennaio e luglio, lo rendono utile per chi vuole distribuire gli incassi lungo l’anno insieme ad altri titoli della lista.

BTP agosto 2035 (IT0005631590). Qui il rendimento netto si avvicina al 4%, fermandosi al 3,91%. Il costo è una duration che sale a 7,18. Quota a 94,47, con oltre 5 punti di sconto rispetto al rimborso, e paga cedole a febbraio e agosto.

BTP ottobre 2036 (IT0005729931). Il benchmark decennale chiude la selezione. È l’unico titolo entro i dieci anni che raggiunge il 4% netto, a fronte di una duration di 7,89, la più alta del gruppo. È anche il più liquido: ieri ha scambiato oltre 23 milioni di euro nominali. Come visto sopra, ha già perso 3,7 punti dal collocamento di fine agosto. Per chi entra oggi questo calo si traduce in un rendimento più alto, ma ricorda bene quanto può muoversi il prezzo di un decennale.

Quanto resta davvero in tasca?

I rendimenti netti della tabella tengono conto della ritenuta del 12,5% su cedole e scarto di rimborso. Non includono invece l’imposta di bollo sul deposito titoli, pari allo 0,20% annuo del controvalore, né le commissioni della banca o del broker. Su un investimento di medio-lungo periodo il bollo toglie quindi circa due decimi di punto all’anno al rendimento effettivo.

Un esempio sul BTP ottobre 2036: con 10.000 euro al prezzo di 95,86 si acquistano circa 10.432 euro di valore nominale, rateo di interessi escluso, mentre la cedola netta annua vale circa 365 euro. Alla scadenza del 2036 il rimborso a 100 aggiunge circa 432 euro di plusvalenza lorda, poco più di 378 euro dopo la ritenuta.

E il BTP Valore di ottobre?

Dal 19 al 23 ottobre il Tesoro colloca un nuovo BTP Valore a cinque anni, con cedole crescenti e scadenza ottobre 2031. I tassi minimi garantiti saranno comunicati domani, venerdì 16 ottobre. Il metro di paragone è il rendimento netto dei BTP di pari durata già quotati: nella nostra tabella, il 3,52% del novembre 2031.

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