In una recente interpellanza urgente presentata alla Camera dei Deputati, il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, è stato chiamato a rispondere sullo stato di attuazione delle Zone Franche Urbane, uno strumento potenzialmente rivoluzionario che potrebbe aprire la strada a innovative politiche di fiscalità differenziata nel Sud d’Italia che necessita, oggi più che mai, di misure concrete a sostegno dell’imprenditoria.
ZFU: definizione
La zona franca urbana è un’area infra-comunale a cui si attribuiscono mezzi eccezionali per favorirne la rivitalizzazione economica, in considerazione anche delle sue potenzialità di sviluppo inespresse. La scelta delle aree è avvenuta sulla base di parametri socio economici: numero di abitanti per quartieri, numero di disoccupati e numero di persone uscite anticipatamente dal percorso formativo scolastico. Scopo della legge è quello di accordare un regime di esonero contributivo e fiscale alle piccole e micro imprese delle ZFU individuate nelle regioni Calabria, Campania e Sicilia, e in via sperimentale, nel territorio dei comuni della provincia di Carbonia-Iglesias. L’iniziativa prende spunto dall’esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, iniziata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri.
Gli incentivi
Le agevolazioni previste nelle ZFU consistono in:
- Esenzione IRPEF e IRES: l’esenzione prevede un tetto massimo di 100.000 euro per periodo d’imposta ed è totale per i primi 5 anni. Scende al 60% dal sesto al decimo anno, al 40% per undicesimo e dodicesimo anno e, infine, al 20% per il biennio successivo.
- Esenzione IRAP: esenti i primi cinque periodi d’imposta, entro il limite massimo di valore della produzione netta di 300.000 euro.
- Esenzione IMU: quattro anni di esenzione, compresi tutti gli immobili situati nella ZFU di proprietà dell’impresa e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica.
- Esonero versamento contributi previdenziali: l’esenzione segue lo stesso procedimento delle imposte sui redditi, e sarà applicabile ai contratti a tempo indeterminato oltre che a quelli a tempo determinato, ma della durata minima di un anno. Il 30% degli assunti deve risiedere nel Sistema Locale di Lavoro in cui ricade la ZFU.
La dotazione finanziaria decisa dal Governo e stanziata nel Piano di Azione e Coesione in favore degli interventi da attuare nell’ambito delle ZFU, ammonta a 303 milioni di euro ed è integrabile con risorse messe a disposizione dalle Regioni interessate. Una misura che rappresenta un significativo passo avanti di questo Governo nel mettere a punto strumenti utili a combattere il progressivo impoverimento dei territori nel Sud d’Italia.
Il caso francese
Recenti studi realizzati dal Ministre déléguée à la Cohésion sociale et à la Parité mettono in luce i successi ottenuti dalle ZFU. Nelle 44 ZFU di prima generazione, infatti, il numero delle imprese è più che raddoppiato nel periodo tra 1999 e 2004. Ancora migliori i dati relativi alle 42 ZFU di seconda generazione (create nel 2003), dove nel 2005 la crescita economica è stata cinque volte superiore a quella di altre zone. Positivo anche l’impatto sull’occupazione: si registra che nelle ZFU il numero degli occupati è quasi triplicato e l’84% dei nuovi assunti ha avuto contratti a tempo indeterminato.
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