Web tax, è rottura fra USA e UE: Washington ha chiuso la trattativa. E ora?

Ancora tensioni sulla web tax: gli Stati Uniti hanno interrotto la trattativa con Bruxelles. Cosa sta succedendo?

La web tax ancora una volta al centro delle tensioni fra gli Stati Uniti e l’Unione europea.

Dopo le minacce di inizio mese, Washington ha scelto di interrompere la trattativa con Bruxelles, rendendo lo spettro dei dazi sempre più concreto.

Le reazioni del Vecchio Continente non sono tardate ad arrivare e il dibattito sulla web tax, mai del tutto sopito, si è riacceso.

Web tax, novità: è rottura fra USA e UE

Gli Stati Uniti hanno abbandonato il tavolo dell’OCSE, al quale si erano seduti assieme ai colleghi europei per tentare di trovare una soluzione alla spinosa questione della web tax, e sono tornati a minacciare l’introduzione di dazi contro il Vecchio Continente.

A comunicare le ultime novità e l’inattesa decisione è stato il segretario al Tesoro USA, Steven Mnuchin, tramite una lettera indirizzata ai ministri delle finanze di Italia, Francia, Spagna e Regno Unito.

Nel testo, l’uomo ha ribadito la necessità di concentrarsi su argomenti più importanti della web tax (come la lotta al coronavirus) e ha definito la questione “un’inutile distrazione”.

“Gli Stati Uniti restano contrari a tasse sui servizi digitali o misure simili unilaterali. Come abbiamo ripetutamente detto. Se i Paesi decideranno di adottare questo tipo di tasse, gli USA risponderanno con misure commisurate.”

La reazione dell’UE

La scelta di Washington ha immediatamente suscitato reazioni di disapprovazione dall’altro lato dell’Atlantico. A commentare la vicenda il commissario Paolo Gentiloni, il quale ha ribadito che se le parti non troveranno un’intesa sulla web tax entro fine anno, l’UE andrà avanti da sola con una proposta tutta europea.

Non meno ferma la posizione dell’Italia, che ha tirato dritto nonostante la rottura decisa dagli Stati Uniti.

“Nonostante l’emergenza COVID-19, con Francia, Spagna e UK siamo determinati a continuare a lavorare per una soluzione entro il 2020, come deciso dal G20,”

ha tuonato il ministro dell’economia Gualtieri rispedendo al mittente le minacce sui dazi.

Voci di disapprovazione anche dalla Francia, dove il ministro delle finanze Bruno le Maire si è detto rammaricato e ha definito la scelta americana una mera provocazione.

Le novità sul fronte web tax, insomma, hanno inevitabilmente riacceso lo scontro fra gli USA e l’Unione europea.

Argomenti:

Stati Uniti Web tax

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