Vaccino obbligatorio per nuove categorie di lavoratori: chi è a rischio

Chiara Esposito

19 Dicembre 2021 - 10:10

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Al vaglio estensione dell’obbligo vaccinale lavorativo per frenare i contagi. I professionisti interessati sarebbero quelli a contatto con il pubblico.

Vaccino obbligatorio per nuove categorie di lavoratori: chi è a rischio

La Presidenza del Consiglio ha ufficialmente annunciato che, a poche ore dalla vigilia di Natale, giovedì 23 dicembre, si terrà la cabina di regia sulla pandemia e che a presiedere l’incontro di palazzo Chigi sarà il premier Mario Draghi. La notizia è stata accompagna con la dichiarazione d’intenti del Governo di offrire alla popolazione una panoramica complessiva sullo stato della pandemia nel Paese così come in rapporto alla condizione europea, vista la prevalenza della variante Omicron in tanti paesi.

Sulla base dei dati raccolti nei prossimi giorni, ma specialmente durante il flash-survey del 20 dicembre, verranno annunciate e disposte poi anche le eventuali restrizioni da applicare nel periodo immediatamente successivo al weekend natalizio.

La discussione attuale dei vertici vede, tra le voci in elenco, anche la possibile estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie di lavoratori. Dopo l’ampliamento del 15 dicembre del range di professionisti che devono necessariamente essere immunizzati per proseguire nella loro consueta attività, potrebbe arrivare adesso un ulteriore decreto sul tema. Dalle anticipazioni pervenute fino ad oggi si evidenzia in particolare l’attenzione dell’esecutivo per le professioni a contatto con il pubblico relative al settore della PA.

L’obbligo vaccinale lavorativo, fotografia attuale

Prima di capire in che modo potrebbe evolversi la situazione osserviamo lo stato attuale delle cose.

L’obbligo vaccinale, che si estendeva alle solo categorie delle professioni sanitarie, ha recentemente visto ampliarsi la sua platea con l’aggiunta dei seguenti settori professionali:

  • personale amministrativo della sanità;
  • docenti e personale amministrativo della scuola;
  • militari forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria);
  • personale del soccorso pubblico.

La data di inizio è stata quella del 15 dicembre, in concomitanza con l’entrata in vigore dell’obbligo anche della terza dose di richiamo per gli stessi lavoratori che avevano fatto da apripista (medici, infermieri e farmacisti).

Ovviamente è concesso un certo arco temporale di tolleranza per adeguarsi alla normativa visto che, a partire dalla data indicata, occorrerà essere vaccinati o avere una prenotazione per vaccinarsi nel range di 20 giorni.

La prospettiva post natalizia: PA in testa

Le valutazione della politica sulle strette nel periodo festivo non riguardano soltanto i lavoratori viste le considerazioni che si stanno elaborando su mascherine all’aperto, diminuzione della validità temporale del Green Pass e obbligo di un tampone per i luoghi aperti al pubblico particolarmente affollati, ma di certo quella sugli obblighi vaccinali è la misura che più farebbe discutere.

Il governo Draghi sta infatti valutando l’eventuale ulteriore estensione dell’obbligo vaccinale a particolari categorie che svolgono attività a stretto contatto con il pubblico e l’opinione più diffusa, anche vista la ragionevolezza della considerazione, è che tale estensione riguarderà in particolare l’ambito della Pubblica Amministrazione in quanto direttamente collegata alla struttura statale e più facilmente monitorabile.

I rischi per chi non aderirà alla possibile nuova normativa saranno probabilmente equiparabili a quelli che attualmente disciplinano i trasgressori del settore scolastico, sanitario e delle forze dell’ordine.

Da una circolare del Viminale si legge chiaramente che i no vax non saranno licenziati, ma saranno sospesi senza stipendio rischiando quindi di restare a casa senza reddito fino alla fine dell’emergenza, oggi prorogata fino alla fine di marzo 2022.

Di certo per confermare questa prospettive è necessario attendere le comunicazioni ufficiali di Draghi ma, proprio in virtù del forte aumento dei casi e soprattutto della retorica della responsabilità civile, ci sono alte probabilità che si proceda lungo questa via.

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