Strategie di trading: l’Average True Range per costruire le posizioni

Ecco come utilizzare l’Average True Range o ATR per impostare gli stop e costruire le posizioni.

Strategie di trading: l'Average True Range per costruire le posizioni

L’Average True Range (ATR) è un indicatore che si basa sulla differenza di prezzo tra due giorni di trading, ed è legato alla volatilità. Mostreremo come sia possibile utilizzare l’ATR per impostare gli stop e costruire le posizioni.

L’approfondimento è a cura di Traders’ Magazine Italia.

L’entità dei movimenti del mercato, chiamata anche volatilità, cambia costantemente. A volte i prezzi fluttuano in modo particolarmente consistente, altre volte molto poco. Ciò influenza molto il trading. Se, ad esempio, i trader collocano lo stop troppo vicino in un momento in cui il prezzo fluttua, lo stop potrebbe attivarsi in seguito a un movimento casuale. Se lo collocano troppo lontano, nel peggiore dei casi potrebbero verificarsi delle ingenti perdite che sarebbe stato possibile evitare.

L’Average True Range è un buon metodo per limitare le perdite o per determinare il valore di una posizione. Permette così di adattarsi automaticamente all’ambiente del mercato.

Average True Range

È una misura della volatilità, cioè il range delle fluttuazioni di un mercato. Il range è l’intervallo tra il massimo e il minimo in un giorno di trading. Per esempio, se il DAX apre a 11.500 punti, poi si alza fino a 11.550 di massimo, poi cala a 11.490, si rialza nuovamente e chiude a 11.535, il margine è di 60 punti: la differenza tra il massimo e il minimo, 11.550 - 11.490.

I prezzi di apertura e di chiusura non hanno alcun ruolo nella determinazione del range. Con un ATR di 60 punti siamo, comunque, in una fase del mercato piuttosto tranquilla. Se c’è un forte movimento nel mercato, questo valore può raggiungere anche punte di 300. Per determinare l’ATR, è fondamentale che la formazione dell’opinione sul mercato non avvenga esclusivamente durante gli orari del trading.

Al contrario, questo processo ha luogo precisamente nei momenti in cui i mercati sono chiusi. Questo trova la sua espressione nel prezzo di chiusura, che spesso risulta in salti nel prezzo (i cosiddetti gap). Per esempio, se il DAX chiude un giorno a 11.500 punti e apre il giorno successivo a 11.535, possiamo dire che durante la notte c’è stato un effetto positivo sul mercato azionario.

I partecipanti al mercato sono collettivamente preparati a pagare di più per l’indice rispetto al prezzo di chiusura del giorno precedente. Nel caso del True Range, includiamo la variazione di prezzo che avviene durante la notte. In un secondo passo, possiamo calcolare l’ATR come una media. Normalmente, la media viene effettuata su un periodo di 14 giorni di trading.

Calcolo

In modo concreto, il true range viene calcolato come il più grande tra i seguenti tre valori: la distanza tra il massimo e il minimo di uno stesso giorno, la distanza tra la chiusura di un giorno ed il massimo del successivo, e la distanza tra la chiusura di un giorno e il minimo del successivo.

Le tre varianti sono mostrate in figura 1. La lettera D descrive il più grande tra i tre range. In D1, il range giornaliero si estende al range del giorno precedente, ed è in questo caso più grande degli altri due valori relativi al calcolo dell’ATR. Quindi, il true range in D1 corrisponde al range giornaliero. In D2 e in D3 ci sono dei gap che devono essere presi in considerazione per calcolare il true range.

In D2, la distanza tra il prezzo di chiusura del giorno precedente e il massimo del giorno corrente è il più grande dei tre valori; in D3 lo è la distanza tra il prezzo di chiusura del giorno precedente e il minimo del giorno corrente. Durante il periodo di smoothing, ci vuole un po’ di tempo affinché si sviluppi un corso per l’ATR.

La figura 2 mostra lo sviluppo dell’indicatore nel grafico DAX. La scala a destra nel grafico inferiore mostra i valori dell’ATR espressi in punti. È chiaro come il valore dell’ATR possa variare. Ciò si vede soprattutto nel caso di forti cali del prezzo, come nel gennaio 2016, in cui l’ATR è aumentato, mentre durante i movimenti verso l’alto più lunghi (da febbraio 2016) in genere diminuisce. Ciò avviene perché i forti movimenti verso il basso sono in genere più veloci dei corrispondenti movimenti verso l’alto.

Determinazione della posizione

Come è possibile usare l’ATR per il trading? Prima di tutto, è un ottimo strumento per valutare i rischi e le opportunità di uno strumento di trading. Più alto è l’ATR nel passato, maggiore è la probabilità che in futuro ci siano ampi movimenti di prezzo. Dal momento che un intervallo ha sempre un valore positivo, l’ATR è sempre maggiore di zero, indipendentemente dal tipo di trend. Se ci sono solo piccole fluttuazioni, il valore è vicino a zero.

Molti trader determinano la loro posizione basandosi sul livello di stop al quale il trade viene chiuso nell’eventualità di una perdita. Per ogni trade viene identificato un rischio, che non dovrebbe essere superiore al 2% del portafoglio. Nel passo successivo vengono determinati il prezzo al quale il trader vuole fare il suo ingresso nel mercato, e il prezzo al quale colloca lo stop loss.

L’importo che desideriamo rischiare viene dunque diviso per la differenza tra l’ingresso e lo stop loss. Il numero risultante dà la grandezza ideale della posizione per il corrispondente trade:

Quantità = Rischio per posizione/(prezzo ingresso - prezzo di stop)

Determinazione della grandezza della posizione usando l’ATR

Possiamo utilizzare l’ATR per determinare la grandezza di una posizione. Al posto della regola sulla percentuale, possiamo prendere in considerazione anche la volatilità attuale del mercato, cioè il rischio generale. Sostanzialmente, utilizziamo il valore dell’ATR basato sul momento effettivo del trade.

Per esempio, se un trader sta cercando dei segnali nel grafico a un’ora, l’ATR della barra del prezzo è il riferimento per impostare lo stop. Inoltre, bisogna tenere in considerazione i caratteristici valori di ATR di ciascuna attività sottostante.
Adesso impostiamo il nostro stop sulla base della volatilità prevalente. A questo scopo, impostiamo il doppio ATR come stop iniziale.

Guardiamo un esempio:

  • Capitale: 10.000 euro
  • Rischio per posizione: 2%
  • Rischio assoluto: 200 euro
  • Prezzo di ingresso: 100 euro
  • ATR: 3 euro
  • Rischio per azione: 6 euro (2 * ATR)
  • Quantità = 200 euro / (100 euro - 94 euro) = 33
  • Grandezza ideale della posizione: 33 azioni

Più lungo è l’orizzonte dell’investimento, più grandi sono la volatilità e il rischio (figura 3). Dunque, bisognerebbe impostare la propria gestione del rischio e del denaro in base alla volatilità.

Conclusioni

In linea di principio, lo stop non dovrebbe essere troppo vicino al prezzo attuale, perché i trader potrebbero essere stoppati in modo casuale. Allo stesso modo, lo stop non dovrebbe essere troppo lontano, perché altrimenti il potenziale dei trade non sarebbe abbastanza attraente.

L’ATR fornisce ai trader uno strumento per collocare gli stop nel modo più ragionevole possibile sulla base della volatilità prevalente. Tuttavia, è bene ricordare che l’ATR in sé non garantisce un profitto.

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