Ruth Bader Ginsburg, la vera storia: chi è la protagonista del film “Una giusta causa”

Luna Luciano

08/03/2022

08/03/2022 - 21:22

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Ruth Bader Ginsburg è stata una famosa giudice della Corte costituzionale degli Usa e pioniera delle lotte femministe. Ecco chi è la protagonista del film Una giusta causa

Ruth Bader Ginsburg, la vera storia: chi è la protagonista del film “Una giusta causa”

Volto delle lotte femministe e per la parità dei diritti negli Stati Uniti. Ruth Bader Ginsburg è stata una delle prime donne ammesse alla facoltà di giurisprudenza in America e non ha mai smesso di esercitare la propria professione per favorire la parità di genere. La Bader è stata la seconda donna giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.

In occasione dell’8 marzo, la Giornata internazionale dei diritti della donna e non della “festa della donna” - perché non c’è niente da festeggiare se ancora oggi bisogna lottare per i propri diritti - la storia di Ruth Bader Ginsburg non può che essere fonte d’ispirazione. È per questo che Rai1 ha deciso di trasmettere il film a lei dedicato Una giusta causa, che ripercorre la storia della Giudice della Corte costituzionale. Ecco, quindi, chi è Ruth Bader Ginsburg, la vera storia dietro il film Una giusta causa.

Chi è Ruth Bader Ginsburg: la vera storia dietro il film “Una giusta causa”

Ruth Bader Ginsburg è stata una pioniera delle lotte femministe negli anni ’60. Contro ogni discriminazione, la Bader si è sempre battuta per la parità dei diritti ed è così che il film Una giusta causa cerca di renderle omaggio: ricordando la sua storia e “le giuste cause” per cui ha lottato.

Nata il 15 marzo del 1933 a New York da Nathan e Cecelia Bader, ebrei immigrati da Odessa (Ucraina). A 21 anni Ruth Bader si è diplomata alla Cornell University nel 1954, arrivando prima nella sua classe. Dopo essersi sposata con Martin D. Ginsburg, Ruth lavora per l’Amministrazione di Sicurezza Sociale iniziando il corso di laurea in giurisprudenza all’Harvard Law School dove compare tra le sole 9 studentesse in una classe di circa 500 persone. Nel 1959 completa i suoi studi, laureandosi in giurisprudenza, ma nonostante varie lettere referenziali, non riesce a trovare un lavoro perché donna.

È in quel momento che Ruth comincia a battersi per un giusta causa. Sostenuta dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, Ruth aprì un processo per discriminazione di genere riuscendo a vincerlo e creando un precedente nella storia legale americana.

Ruth Bader Ginsburg: la carriera e le lotte femministe

Durante la sua carriera la Bader non ha mai smesso di portare avanti le lotte femministe. Dal 1963 al 1972 la Bader Ginsburg conquista la cattedra presso la Rutgers University, con uno stipendio molto più basso rispetto ai suoi colleghi maschi. Eppure, accanto alla sua lotta per una retribuzione paritaria, la Ginsburg ha proseguito la sua carriera e dal 1972 al 1980 insegna alla Columbia University: è stata la prima donna con la cattedra e co-autrice del primo libro scolastico di legge sulla discriminazione sessuale.

Negli anni ’70, è stata anche direttrice del Women’s Rights Project dell’American Civil Liberties Union (ACLU), per il quale ha sostenuto sei casi storici sull’uguaglianza di genere dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Nel 1980 il Presidente Jimmy Carter la nomina giudice della Corte d’appello degli Stati Uniti d’America per il Distretto della Columbia, dove lavora fino alla sua nomina presso la Corte suprema degli Stati Uniti d’America nel 1993. Nominata da Clinton, è stata poi confermata dal Senato con 96 voti a favore e 3 contrari. Soprannominata Notorious Rbg, la Bader si è spenta a 87 anni il 18 settembre 2020 a causa di un cancro al pancreas.

Le cause giuste di Ruth Bader Ginsburg: quali sono?

La Ginsburg ha portato avanti molte “cause giuste”, come ricorda il film a lei dedicato Per una giusta causa. Cruciale fu il suo lavoro all’American Civil Liberties Union. Brillante l’intuizione di utilizzare il 14° emendamento della Costituzione americana, il quale stabilisce che tutti sono uguali davanti alla legge, per contestare l’iniquità di leggi sessiste.

Ecco alcune sue cause giuste:

  • Caso di Sally Reed (1971). Sally Reed, madre divorziata di un adolescente che era deceduto nella casa del padre, a cui era stata affidata la custodia dopo la separazione. Alla donna le era stato impedito di recuperare gli effetti personali del figlio in base a una legge dell’Idaho che specificava che quando due parti erano ugualmente qualificate per ricevere la proprietà di una persona deceduta “gli uomini devono essere preferiti alle donne”. Bader Ginsburg ha portato il caso davanti alla Corte Suprema, sostenendo che vi era un’aperta violazione del 14° emendamento.
  • Il caso della Virginia Military Institute (1996): l’accademia militare era l’ultima scuola ad accesso esclusivamente maschile. Grazie al suo attivismo e la sua opera legislativa Rbg ha costretta a cambiare le sue policy.

Ultime vittorie della Ginsburg risalgono agli ultimi anni: nel 2015 con l’introduzione dei matrimoni dello stesso sesso negli Stati Uniti e quello che punisce le discriminazioni sul posto di lavoro in base all’orientamento sessuale nel 2020.

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