Europee 2019 Repubblica Ceca: exit poll, sondaggi e risultati

Urne aperte in Repubblica Ceca per le elezioni europee 2019 dove si voterà nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 maggio: gli exit poll, i sondaggi prima del voto e gli orari dell’inizio dello spoglio dei risultati.

Europee 2019 Repubblica Ceca: exit poll, sondaggi e risultati

Ha preso il via in Repubblica Ceca il voto per le elezioni europee 2019, con i seggi che rimarranno aperti nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 maggio. Per i risultati invece si dovrà attendere lo spoglio di domenica sera.

Aspettando gli exit poll, non sorridono al primo ministro Andrej Babiš i sondaggi della vigilia: il suo partito ANO, liberale e che governa appoggiato dal centrosinistra, sarebbe sempre la prima forza politica in Repubblica Ceca ma con una percentuale molto inferiore rispetto al passato.

L’altro dato significativo evidenziato dai sondaggi per queste elezioni europee è poi la continua crescita dei Pirati, che vengono dati come secondo partito del paese di poco sopra i Conservatori di ODS, mentre sarebbe in calo la destra di Libertà e Democrazia Diretta.

Risultati europee 2019 Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca per le elezioni europee si voterà venerdì 24 e sabato 25 maggio. Sono 10 le principali liste in campo in questo voto comunitario.

ListaGruppoRisultato
ANO ALDE /
Pirati Non Iscritti /
Socialdemocratici S&D /
ODS ECR /
SPD ENF /
Partito Comunista Sinistra /
KDU–ČSL PPE /
STAN-Top 09 EPP /
Zelení Verdi /
Cittadini Liberi EFDD /

Nel suo complesso la Repubblica Ceca in queste elezioni andrà a eleggere 21 deputati, tramite un sistema elettorale proporzionale con voto di preferenza mentre la soglia di sbarramento è fissata al 5%.

Lo scenario in Repubblica Ceca

La situazione in Repubblica Ceca può essere definita un po’ lo specchio di come sia cambiata la politica in Europa. A Praga infatti è primo ministro Andrej Babiš, uno degli uomini più ricchi del paese alle prese anche con problemi giudiziari in merito a presunte frodi su fondi comunitari.

Babiš nel 2012 ha fondato il partito ANO di stampo liberale (fa parte dell’ALDE), prendendo il 18% alle elezioni del 2013 e andando al governo insieme ai Socialdemocratici (ČSSD) con il ruolo di ministro delle Finanze.

Alle elezioni del 2017 invece i ruoli si sono invertiti, con ANO che prende il 30% e ora Andrej Babiš governa con l’appoggio dei Socialdemocratici e quello esterno del Partito Comunista (KSČM), che ha imposto al primo ministro una serie di misure come l’aumento del salario minimo.

In questo contesto all’opposizione ci sono i conservatori ed euroscettici del Partito Democratico Civico (ODS), la destra anti immigrati e islam di Libertà e Democrazia Diretta (SPT) e il Partito Dei Pirati.

I Pirati in Repubblica Ceca sono nati nel 2009 sulla scia del movimento che originariamente ha preso piede in Svezia. Oltre alla loro opposizione al copyright, è la democrazia diretta il cavallo di battaglia del partito guidato da Ivan Bartoš.

In sostanza anche a Praga c’è una sostanziale crisi dei partiti tradizionali, che hanno lasciato il campo a forze politiche nuove e di stampo marcatamente populista.

I sondaggi

Se da una parte in Parlamento Andrej Babiš può contare su una maggioranza risicata e che necessita dell’appoggio dei Comunisti, dall’altra i sondaggi in vista delle elezioni europee danno in difficoltà ANO.

Il partito del primo ministro, secondo un sondaggio del 16 maggio realizzato dall’istituto Phoenix, sarebbe in testa ma in calo al 19%. In crescita pure ODS anche se lontano dai vecchi fasti, mentre come secondo partito in Repubblica Ceca emergerebbero proprio i Pirati.

In calo invece la destra di SPD, i Socialdemocratici e i Comunisti, con quest’ultimi due che non sembrerebbero trarre giovamento dal sostegno al governo Babiš.

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