Quanto guadagna un arbitro?

Un arbitro di calcio in Italia può lavorare a livelli diversi e guadagnare cifre diverse a seconda delle partite cui presiede. Un’ulteriore differenza va fatta tra arbitri nazionali e internazionali ma coloro che arrivano a lavorare ad alti livelli sono pochissimi.

Quanto guadagna un arbitro?

Molti ragazzi sognano di lavorare nel molto del calcio ma non tutti riescono a diventare calciatori; una buona alternativa professionale è quella dell’arbitraggio. Prima di intraprendere questa carriera è bene capire quanto guadagna un arbitro. Infatti gli stipendi sono molto diversi a seconda della categoria di riferimento.

Il calcio è lo sport più diffuso e sentito nel nostro Paese e anche gli arbitri italiani sono tra i più preparati e apprezzati al mondo: questo mestiere è sempre più richiesto in Italia e riconosciuto dagli organismi internazionali UEFA e FIFA. Ma non tutti gli arbitri hanno guadagni alti e soddisfacenti.

La maggior parte degli arbitri italiani fruisce rimborsi minimi con cui a malapena è possibile coprire le spese necessarie agli spostamenti; questo dipende principalmente dal livello della partire arbitrate.

Giovanissimi e allievi

Si può fare una stima abbastanza precisa di quanto può guadagnare un arbitro italiano a seconda del livello delle partite che presiede. Il grado da cui tutti gli arbitri iniziano è quello delle categorie di giovanissimi e allievi. Per questa categoria i guadagni relativi agli spostamenti effettuati per le trasferte sono i seguenti:

  • 30 euro fino a 25 km dalla sede arbitrale;
  • 38 euro fino a 50 km;
  • 42 euro fino a 75 km;
  • 52 euro fino a 100 km;
  • 57 euro fino a 150 km;
  • 68 euro fino a 200 km;
  • 78 euro fino a 250 km;
  • 88 euro fino a 300 km.

I rimborsi corrisposti per questo lavoro sono veramente irrisori e spesso non coprono neanche le spese per gli spostamenti: lavorare in questa categoria serve principalmente ad imparare il più possibile. Va anche detto a proposito che è raro essere chiamati per spostamenti superiori a 50 km poiché le sedi arbitrarie sono molto diffuse con una media di una per provincia; pertanto è più semplice che venga chiamato un professionista più vicino.

Per approfondimenti sul percorso da seguire per diventare un arbitro di calcio rimandiamo al nostro articolo sul tema.

Serie D e Lega Pro

Cambia poco la situazione per quanto riguarda le partite di Serie D ossia quelle a un gradino più in basso rispetto al calcio professionistico. In questa categoria i guadagni previsti sono quelli sopra indicati e in aggiunta talvolta vengono corrisposti dei buoni pasto rispetto alle categorie più basse.

Subito dopo la Serie D troviamo la Lega Pro, il campionato di livello più basso tra quelli professionistici: in questo caso inizia ad esserci una sostanziale differenza rispetto alle categorie precedenti.

Un arbitro di Lega Pro guadagna 200 euro per trasferta ai quali si sommano due buoni pasto da 30 euro cadauno più 0,21 centesimi di euro per km percorso; inoltre in questa categoria è molto frequente dover effettuare spostamenti importanti che superano anche i 600 km e che si calcolano a partire dal domicilio dell’arbitro.

Serie B

I guadagni si fanno veramente interessanti quando si passa in Serie B: per ogni gara un arbitro riceve il corrispettivo di circa 1.700 euro più i rimborsi al chilometro uguali a quelli degli arbitri di Lega Pro.

Arbitrare in Serie A e Serie B è molto remunerativo ma solo in pochissimi ci riescono: in tutto queste sezioni includono poco più di un centinaio di arbitri su un totale nazionale di 20.000 professionisti.

Serie A

L’arbitro di Seria A ha un vero e proprio stipendio che ammonta a 30.000 euro l’anno a cui bisogna aggiungere 10.000 euro allo scattare della venticinquesima gara diretta nella stessa stagione.

Chi arbitra anche le gare internazionali guadagna fino a 80.000 euro l’anno ma gli arbitri a questo livello sono veramente pochissimi. Ci sono poi altri incentivi per chi presiede più di 70 gare in Serie A: in questo caso si arrivano a guadagnare intorno ai 70.000 euro.

Al di là di questi emolumenti fissi bisogna aggiungere i gettoni di presenza che ammontano a:

  • 3.800 euro in Serie A;
  • 4.800 euro e 5.800 euro per le fasi finali Uefa.

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