Pensione reversibilità figli invalidi: serve la convivenza con il genitore?

Lorenzo Rubini

17 Settembre 2021 - 19:41

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Per avere diritto alla pensione di reversibilità è necessaria la convivenza con il genitore? Scopriamo cosa prevede la normativa.

Pensione reversibilità figli invalidi: serve la convivenza con il genitore?

La pensione di reversibilità può spettare anche ai figli maggiorenni invalidi qualora siano totalmente e permanentemente inabili al lavoro e mantenuti dal genitore al momento del decesso. Cerchiamo di capire cosa comporta l’essere mantenuti dal genitore rispondendo ad un lettore di Money.it che ci chiede:

“Salve sono un invalido 100% inabile al lavoro per una cardiomiopatia dilatativa, attualmente ho la residenza diversa da mia madre pensionata, mi mantengo con la misera pensione d’invalidità, nel articolo spiega che devo essere a carico di mia madre al momento del decesso, ma se sposto la residenza con mia madre perdo l invalidità e a 32 anni non mi sembra bello dovermi farmi mantenere da mia madre, quindi chiedo se nella mia attuale situazione, mi spetterebbe la pensione di reversibilità di mia madre? Ed eventualmente quali sarebbero i requisiti per poterla percepire? Faccio una premessa, spero mai ne dovrò avere bisogno, ma dato la mia salute precaria, meglio essere informato in merito, grazie in anticipo”.

Pensione di reversibilità figli inabili

La pensione di reversibilità spetta ai figli maggiorenni qualora al momento del decesso del genitore siano inabili al lavoro e mantenuti dallo stesso.

La normativa di riferimento parla di figli inabili a carico del genitore deceduto ma il concetto di “a carico” per quel che riguarda le pensioni ai superstiti è diverso da quello applicato ai fini fiscali per l’IRPEF. Ai fini fiscali è a carico un figlio che abbia redditi inferiori ai 2840,51 euro (4000 euro se ancora non ha compiuto i 24 anni).

Nel caso della pensione di reversibilità, invece, la definizione è più larga. L’articolo 13 del Regio decreto 636 del 1939 prevede che “ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli di età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro … si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa”.

Il sostentamento dichiarato dalla normativa, prevede che il figlio non sia autosufficiente a livello economico e che il pensionato deceduto provvedesse al suo mantenimento.

Per non essere autosufficiente dal punto di vista economico per la pensione ai superstiti i figli maggiorenni inabili devono avere un reddito non superiore a quello fissato per il diritto alla pensione di invalidità al 100% (ovvero circa 1250 euro mensili) o nel caso dell’inabile titolare di indennità di accompagnamento un reddito non superiore a quello fissato per il riconoscimento della pensione di invalidità totale aumentato dell’indennità di accompagnamento (circa 1720 euro mensili).

Inoltre deve risultare il mantenimento da parte del genitore che, se convivente si da per scontato, se non convivente deve essere dimostrato comparando i redditi del pensionato e del superstite per capire se poteva concorrere al mantenimento il genitore per il figlio.

Non è necessario, quindi, che sposti la residenza con quella di sua madre per il diritto alla pensione di reversibilità, ma deve poter dimostrare che sua madre fino alla morte ha provveduto al suo mantenimento.

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