Obbligo di Pos per professionisti e commercianti: parte il ricorso al Tar

Valentina Brazioli

29 Marzo 2014 - 19:03

condividi

Obbligo di Pos professionisti e commercianti, quando pensavamo che la questione fosse definitivamente chiarita, ecco scattare il ricorso al Tar. Che cosa sta succedendo? Scopriamolo insieme.

Obbligo di Pos professionisti e commercianti: ce ne siamo occupati molto spesso, dall’origine dell’imposizione, passando per i tentativi di abrogarla all’interno del dibattito parlamentare sulla legge di stabilità, fino a quello che pensavamo essere la conclusione della vicenda: la proroga dell’obbligo al 30 giugno del 2015 sancita attraverso il classico decreto Milleproroghe di fine anno.

Le proteste dei professionisti: dalle proposte emendative fino al Tar

Che i professionisti avessero mal digerito il doversi dotare di un dispositivo per accettare pagamenti tramite carte di debito per incassare le proprie parcelle professionali lo avevamo raccontato già da tempo: l’intero impianto della norma, con le sue contraddizioni e i suoi costi, è al centro delle polemiche già da mesi. Evidentemente, né la proroga è bastata a calmare gli animi, né la bocciatura delle varie proposte emendative presentate in Parlamento è riuscita a far desistere dal loro intento chi era evidentemente disposto a ricorrere alla carte bollate pur di far valere i propri diritti. E’ di ieri, infatti, la notizia che il Consiglio nazionale degli architetti ha presentato un apposito ricorso sul tema proprio al Tribunale amministrativo del Lazio. Un’iniziativa che, a quanto pare, non rimarrà isolata ma è anzi destinata a essere affiancata da ricorsi analoghi che verranno presentati dalle altre categoria che appartengono alla Rete delle professioni tecniche, tra le prime a schierarsi contro un provvedimento considerato un balzello costo e inutile a carico dei professionisti e dei loro clienti.

Obbligo di Pos: come nasce, come cambia

Ripercorrendo brevemente la storia di quest’obbligo, ricordiamo solo che è entrato in vigore ufficialmente quest’anno, ma con tutta una serie di misure transitorie. Innanzitutto, tra il 28 marzo e il 30 giugno 2014 sarebbero stati chiamati ad adempiere al dovere di dotarsi di dispositivo Pos solo i professionisti che l’anno scorso avessero registrato un fatturato superiore ai 200 mila euro. Inoltre, l’obbligo di accettare questo tipo di pagamenti si applicava solo per importi superiori ai 30 euro. Insomma, qualche modifica per venire incontro alle esigenze dei piccoli studi professionali era stata messa a punto, ma a quanto pare è proprio l’intero impianto normativo a non convincere il settore.

Le proteste del Consiglio nazionale degli architetti

Un regalo alle banche che non porterà alcun beneficio in termini di tracciabilità dei pagamenti, realizzabile attraverso altri strumenti come quello del bonifico. Questo, in breve, il severo giudizio emanato dal Consiglio nazionale degli architetti, promotore del ricorso al Tar del Lazio. Non resta, quindi, che aspettare per sapere se la giustizia amministrativa riconoscerà valide queste argomentazioni.

Argomenti

Iscriviti a Money.it