MIUR: Bussetti (non) parla dello stipendio dei docenti

Il Ministro Marco Bussetti glissa sul tema dello stipendio dei docenti; neppure il Governo del cambiamento metterà mano alle retribuzioni?

MIUR: Bussetti (non) parla dello stipendio dei docenti

Nella giornata di oggi - mercoledì 11 luglio 2018 - il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è atteso al Senato per presentare le linee programmatiche del MIUR.

L’incontro avrà luogo non prima delle 16:30, ma nel frattempo possiamo anticiparvi alcuni argomenti che verranno affrontati in aula; nelle ultime ore, infatti, il neo Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è intervenuto nel programma radiofonico “La Radio Ne Parla” di Radio Rai 1, facendo una rapida panoramica sugli argomenti di cronaca. Nel dettaglio il Ministro ha parlato di edilizia scolastica (“Ci saranno più risorse per la messa in sicurezza”), degli alunni stranieri, dei diplomati magistrali (“Stiamo lavorando per risolvere la situazione”) e sull’assunzione di nuovi Dirigenti Scolastici e insegnanti di sostegno.

C’è un tema però che Bussetti non ha voluto affrontare: quello relativo allo stipendio degli insegnanti.

Bussetti (non) parla delle retribuzioni degli insegnanti

Il tema dello stipendio degli insegnanti è da sempre fonte di discussione se non altro perché questi appaiono inadeguati all’importanza del ruolo. Basta fare un confronto con lo stipendio degli insegnanti in Europa, infatti, per capire quanto i docenti italiani siano sottopagati.

Neppure il recente rinnovo del contratto è riuscito a colmare questo gap, visto che gli incrementi stipendiali mensili nella maggior parte dei casi non superano gli 80€.

In campagna elettorale il Movimento 5 Stelle ha più volte promesso una maggiore valorizzazione economica per il ruolo degli insegnanti, ponendo come obiettivo quello di un rinnovo del contratto che riconosca loro un incremento di stipendio migliore rispetto a quello previsto dal recente accordo.

A tal proposito nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione ha confermato il fatto che i docenti italiani sono sottopagati rispetto agli insegnanti europei, pur dovendo prendere atto però che viste le difficoltà finanziarie che il nostro Paese si trova ad affrontare sarà difficile equiparare le retribuzioni.

Secondo Bussetti gli insegnanti meriterebbero uno stipendio pari a quello di “medici e magistrati”, ma ciò - almeno nell’immediato - non è possibile.

Sullo stesso argomento Bussetti è tornato nella recente intervista di Radio Rai 1. Anzi, in realtà in questo caso il Ministro dell’Istruzione ha preferito evitare di affrontare il tema stipendi, pur riconoscendo “il valore e l’opera importante svolta dai docenti nelle nostre scuole”.

Stipendi insegnanti: non è cambiato nulla?

Le parole di Bussetti ci sembrano un deja-vu; d’altronde non è la prima volta che dall’Amministrazione arrivano attestati di stima per il ruolo ricoperto dal corpo docenti salvo poi precisare che un riconoscimento economico tale da equiparare lo stipendio con la media europea non è possibile vista la mancanza di risorse.

Insomma, un “vorrei ma non posso” su cui anche Bussetti sembra essere d’accordo; la speranza degli insegnanti e di tutto il personale impiegato nelle scuole è che questo sentore venga smentito dai fatti, con il Governo che metterà mano alle casse dello Stato già a partire dalla prossima contrattazione (per il nuovo CCNL 2019-2021) così da riconoscere loro un’adeguata valorizzazione economica.

Le parole, o meglio, il silenzio del Ministro dell’Istruzione però non fanno presagire nulla di buono; vedremo se i fatti ci smentiranno e se già oggi, nel corso dell’interrogazione al Senato, Bussetti farà chiarezza sugli stipendi futuri.

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