In arrivo nuove pandemie e virus a causa del riscaldamento globale: l’allarme

Martino Grassi

10/08/2021

10/08/2021 - 10:35

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Nel corso dei prossimi anni potranno arrivare nuove pandemie e nuovi virus a causa del surriscaldamento globale. Il virologo Fabrizio Pregliasco lancia l’allarme.

In arrivo nuove pandemie e virus a causa del riscaldamento globale: l'allarme

A causa del riscaldamento globale arriveranno nuove pandemie e nuovi virus. È questo l’allarme lanciato da Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.

L’ultimo rapporto dell’Onu sul clima ha fotografato una situazione molto preoccupante, mettendo in luce tutte le criticità che il nostro pianeta sarà chiamato ad affrontare negli anni che verranno. Delle gravi ripercussioni, secondo il virologo, ci saranno anche sul fronte medico e non è da escludersi la possibile nascita o lo sviluppo di nuovi patagoni.

Riscaldamento globale: nuove pandemie in arrivo

“Una Terra sempre più calda sicuramente può incidere su modificazioni della presenza e del tipo di agenti virali e batterici con cui ci ritroveremo a combattere. Qualche altra pandemia c’è da aspettarsela. È chiara la situazione secondo Fabrizio Pregliasco, che sottolinea come la storia sia “costellata di queste situazioni”. Se le temperature della Terra continueranno a salire non è da escludersi la diffusione di altre malattie che potrebbero dare il via a nuove pandemie.

In sostanza, con il surriscaldamento globale saranno probabili “scenari in cui possono diffondersi le malattie vettoriali, che inquietano, e che sono quelle che si diffondono attraverso zanzare e altri vettori che sono un tipici delle zone calde. Lo si è già visto con la febbre del Nilo occidentale che ora ci ritroviamo un po’ in tutto il Nord Italia”. Una delle principale conseguenze dell’aumento delle temperature infatti può essere la creazione di nuovi ecosistemi e “condizioni che facilitano la diffusioni degli agenti e dei vettori”.

10 anni per salvare il pianeta

Anche Oltremanica, il governo britannico si è soffermato sulla questione climatica, mai tanto importante come al giorno d’oggi, sottolineando come si abbiano a disposizione solamente 10 anni per evitare il peggio. Il report dell’Onu infatti è un serio avvertimento sul come le attività dell’uomo stiano effettivamente “danneggiando il pianeta a ritmo allarmante”, commenta il premier Boris Johnson, nonché presidente della conferenza internazionale sul clima CoP 26 in programma a Glasgow a novembre.

Il premier britannico ha inoltre precisato che il documento dell’Onu è “una lettura che fa riflettere”, un campanello d’allarme che dovrà spingere tutto il mondo “ad agire in vista del cruciale vertice nel quale ci incontreremo a Glasgow. È chiaro che il prossimo decennio sarà decisivo per assicurare un futuro al nostro pianeta”.

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