IRAP, taglio dimezzato, probabile rinvio sulle rendite finanziarie. E l’Irpef? Tutte le novità

Scende dal 10% al 5% il taglio IRAP promesso dal Governo. Possibile rinvio dell’aumento sulle rendite finanziarie, e ulteriore ridimensionamento della riduzione IRPEF. Ecco come potrebbero frantumarsi le promesse di Renzi

Cominciano a sgretolarsi le promesse che Matteo Renzi aveva fatto in pompa magna tre settimane fa.
Il 12 marzo scorso infatti, nel corso di una conferenza stampa seguita da tutta la nazione, l’allora neo Premier ha elencato tutte le riforme e tutte le misure che il Governo avrebbe messo in atto nei successivi mesi.

Dal taglio dell’IRAP per le imprese a quello dell’IRPEF per le famiglie; dalle riforme costituzionali a alla riduzione del cuneo fiscale, passando per scuola, casa, pagamento dei debiti della PA, ecc.

Sin dal primo momento erano stati molti quelli che avevano manifestato dubbi sulle sue parole. L’enigma principale si basava sulle coperture. L’esecutivo dove avrebbe trovato i soldi per finanziare tutti quei provvedimenti?

Archiaviata la possibilità di innalzare al limite il deficit dopo il Niet di Bruxelles, pian piano sembra che le intenzioni del Governo si stiano frantumando di fronte ad un muro di realtà troppo difficile da scalare.

IRAP
I conti pubblici continuano ad essere il principale problema dell’Italia, nonostante il lavoro del commissario Cottarelli per ridurre le spese continui incessantemente.

I soldi però, attualmente e come ampiamente previsto non ci sono. Dunque le promesse si ridimensionano. Sembra probabile infatti che il taglio dell’IRAP annunciato poche settimane fa venga ridotto, almeno per il 2014, dal 10% al 5%, mentre l’aliquota passerà dal 3,9% al 3,7%. Le imprese quest’anno non vedranno alcun giovamento, i benefici della misura ci saranno solamente con il saldo dell’imposta nel 2015.

La riduzione dell’IRAP del 10% potrebbe invece manifestarsi solo nel prossimo esercizio fiscale, insieme al conseguente ridimensionamento dell’aliquota al 3,5%.

Rendite finanziarie
Conseguentemente a quanto appena affermato, il Governo Renzi potrebbe decidere di rinviare al 1°gennaio 2015 anche un’altra delle misure promesse lo scorso 12 marzo: l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie, titoli di Stato esclusi, dal 20% al 26%.

Altro provvedimento che ha fatto molto discutere a causa del peso ineguale che esso potrebbe comportare, danneggiando solo i piccoli risparmiatori, ma anche dell’impatto che esso potrebbe avere sul mercato italiano, in ripresa dopo anni e anni di difficoltà.

E l’IRPEF?
Il taglio dell’IRPEF sembrerebbe attualmente confermato, ma anche in questo caso si parla di un ridimensionamento delle detrazioni che potrebbero coinvolgere solo determinate categorie di reddito e solo i lavoratori dipendenti.

Il Governo sembra inoltre convinto di voler portare avanti la promessa degli 80 euro in più in busta paga per i redditi fino a 1.500 euro (lordi) al mese, ma anche qui potrebbe essere ristretto il numero dei cittadini che beneficeranno della misura.

Nonostante non ci sia ancora la conferma e il Governo Renzi stia valutando il da farsi, la filosofia sostenuta nelle ultime ore sembra essere la seguente: meno soldi dalla spending review uguale meno tagli alle tasse.

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