Ecobonus 110% e passaggio al mercato libero: proroghe necessarie, ecco perché

Intervista a Davide Crippa, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera: possibile proroga per il passaggio al mercato libero, superbonus fino al 2024.

Ecobonus 110% e passaggio al mercato libero: proroghe necessarie, ecco perché

Money.it ha intervistato il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa. Un’intervista che si concentra sul settore dell’energia, in virtù di una risoluzione appena depositata in commissione Attività produttive alla Camera che punta a mantenere le garanzie del regime di maggior tutela per la fornitura di energia a microimprese e clienti domestici anche nella fase di passaggio al mercato libero, dal primo gennaio 2022.

Il tema del passaggio dal mercato tutelato a quello libero, infatti, è molto dibattuto in questi giorni, così come altri argomenti afferenti al settore energetico.

Ad esempio, il Superbonus al 110%, ma anche possibilità di prevedere ulteriori sconti per quegli esercenti penalizzati dalla restrizioni introdotte causa COVID-19.

Temi sui quali abbiamo avuto il piacere di discutere con l’onorevole Davide Crippa, da sempre particolarmente attivo in questo ambito.

Buongiorno Onorevole Crippa. Come prima cosa ricordiamo a chi ci legge cosa sta succedendo nel settore energetico. La normativa - in ultima istanza la Legge 28 febbraio 2020, n.8 - ha previsto il progressivo passaggio dal mercato tutelato a quello libero, stabilendo le date dalle quali i servizi di tutela di prezzo non saranno più disponibili: 1° gennaio 2021 per le PMI, 1° gennaio 2022 per le famiglie.

In questi giorni una risoluzione del Movimento 5 Stelle depositata in commissione Attività produttive alla Camera punta a mantenere le garanzie del regime di maggior tutela per la fornitura di energia a microimprese e clienti domestici anche nella fase di passaggio totale al mercato libero, ossia dal 1° gennaio 2022.

Può spiegare a privati e professionisti, molti dei quali non hanno ancora ben capito cosa cambia con il passaggio dal mercato tutelato a quello libero, il perché di questa vostra richiesta e soprattutto quali sono le “garanzie” che rischiano di sparire una volta che questa trasformazione sarà completata.

I servizi di tutela (mercato tutelato) sono i servizi di fornitura di energia elettrica e gas naturale con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’ ARERA.

A partire dal primo gennaio 2022 le microimprese e i clienti domestici dovranno decidere quale venditore e quale tipo di contratto scegliere tra quelli disponibili sul mercato libero, selezionando l’offerta più adatta. In considerazione della delicatezza di questa fase di passaggio, abbiamo pensato di favorire una transizione graduale mantenendo delle importanti tutele per gli utenti: un meccanismo temporaneo di fissazione dei prezzi al prezzo unico nazionale (PUN) e un rafforzamento della campagna informativa così che tutti possano avere il tempo di conoscere le varie possibilità a disposizione.

Guardando alla situazione italiana, infatti, nonostante il miglioramento e le misure assunte negli ultimi anni, esiste ancora un gap con gli altri Paesi europei per quanto riguarda il prezzo dell’energia elettrica. Un divario che danneggia la competitività delle microimprese e riduce il potere d’acquisto delle famiglie.

Nel mercato libero al momento non c’è un sufficiente livello di concorrenza e c’è invece un’alta concentrazione di mercato.

Tradotto: i benefici in bolletta per chi sceglie il mercato libero sono ancora molto lontani dall’essere concreti. Per i clienti domestici, infatti, il prezzo medio del mercato libero continua ad essere maggiore di quello del regime tutelato di circa il 26% e molti degli utenti che scelgono il mercato libero, tornano poi al regime tutelato non trovando lì degli effettivi vantaggi.

È per questo che la nostra idea di stabilire un meccanismo temporaneo di fissazione dei prezzi al prezzo unico nazionale può assicurare ai consumatori di riuscire a mantenere delle importanti tutele e allo stesso tempo evitare aumenti ingiustificati del prezzo dell’energia.

Il problema è di tipo informativo. Se ad oggi chiedessimo agli italiani se sono a conoscenza di questo passaggio solamente una piccola parte risponderebbe in maniera positiva, e ancora meno saprebbero spiegare concretamente cosa cambierà. Come pensate di colmare questa carenza? Anche perché sono anni che il passaggio dal mercato tutelato a quello libero è in programma e mai è stata avviata una campagna informativa in grado di raggiungere un ampio spettro di popolazione.

Già da tempo l’ARERA ha messo a disposizione dei consumatori degli strumenti per accompagnare i clienti finali nel percorso di superamento della tutela di prezzo e migliorare la comprensione e la partecipazione al mercato libero.

Tuttavia, le varie campagne informative che sono state avviate nel tempo spesso non sono riuscite a raggiungere i cittadini che non conoscono le condizioni economiche del proprio contratto di fornitura e la differenza tra mercato libero e tutelato.

Proprio per questo motivo la risoluzione chiede il rafforzamento delle iniziative di comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario: ai consumatori servono informazioni imparziali ed esaustive per valutare le diverse proposte contrattuali e i venditori che meglio soddisfino ogni esigenza.

Restando nel campo dell’energia le chiedo se state pensando a delle misure, magari da introdurre con la prossima Legge di Bilancio, per abbassare i costi della fornitura di luce e gas per quegli esercizi che ancora oggi pagano le conseguenze del COVID-19.

Pensiamo a quei locali a cui nelle prossime settimane è stata imposta la chiusura anticipata; questi lamentano di come a fronte di una riduzione degli incassi non segua un calo di costi di gestione. Cosa si sente di rispondere loro?

Con il decreto Rilancio abbiamo previsto un taglio degli oneri di sistema per le piccole e medie imprese da 600 milioni di euro. Un intervento importante arrivato in un periodo di assoluta emergenza. Il nostro obiettivo è continuare a prevedere dei meccanismi di agevolazione sui costi fissi dell’energia, anche grazie a misure fiscali da inserire già nella prossima legge di Bilancio, per sostenere le attività che più delle altre hanno subito gli effetti della pandemia.

Sarà sicuramente necessario individuare in maniera più selettiva le imprese a cui destinare queste misure, anche in considerazione dell’effettivo orario di attività e le eventuali chiusure anticipate.

Uno dei provvedimenti che sta riscuotendo maggior successo tra quelli adottati dal Governo per far fronte alla crisi economica c’è l’Ecobonus 110%.

Tuttavia, non possiamo non notare come anche in questo caso intervenga la burocrazia a placare gli entusiasmi, in quanto anche per accedere all’Ecobonus è richiesta una serie di adempimenti che genera non poca confusione. State pensando alla possibilità di semplificare questa procedura?

Il Superbonus al 110% è una vera rivoluzione perché consentirà di dare slancio all’economia puntando su interventi di efficientamento energetico e di miglioramento anti-sismico degli edifici.

Inoltre migliorerà l’impatto ambientale delle nostre abitazioni e ci aiuterà a risparmiare sulle spese energetiche. Sappiamo bene che perché questo obiettivo venga raggiunto serve chiarezza normativa ai cittadini, serve superare una stratificazione normativa che va avanti dal 1996.

Il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli ha già tracciato la strada per farlo: l’ipotesi è quella di un testo unico che rappresenti il riferimento normativo per tutti i bonus dedicati al settore dell’edilizia e che aiuterà cittadini e imprenditori a sfruttare al meglio le opportunità offerte da queste norme pensate per rilanciare il settore e riqualificare le abitazioni.

A tal proposito, è appena stata avviata la procedura per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate necessaria per fruire della detrazione. Molti però non hanno ancora capito cosa fare e per quali lavori è possibile fruire di questa misura. Può spiegare ai nostri lettori come e chi può fare i lavori in casa gratis?

Il meccanismo fiscale che abbiamo introdotto è pensato per fare in modo che il costo dei lavori di efficientamento energetico, come il cappotto termico, o l’adeguamento antisismico sia coperto interamente dalla detrazione.

Questa detrazione potrà essere poi ceduta come credito d’imposta alle imprese che effettuano i lavori: il cittadino avrà quindi uno sconto in fattura del 100% mentre il 10% extra andrà all’azienda. Sul sito del MiSE sono già presenti tutti i decreti attuativi che contengono i requisiti e la procedura per accedere alla misura e alcuni chiarimenti forniti dall’ENEA sui bonus.

Siamo consapevoli, però, che l’informazione dei cittadini su questo tema deve essere intensificata perché è fondamentale. È per questo che nel corso dell’esame in Parlamento del Decreto Agosto, convertito in legge il 13 ottobre alla Camera, abbiamo presentato un ordine del giorno a firma Luca Sut che impegna il governo a favorire iniziative di comunicazione istituzionale per dare notizie puntuali e verificate a cittadini, condomini e professionisti e sensibilizzarli sulle opportunità e le novità introdotte dal superbonus 110%.

In ultimo le chiedo se c’è la possibilità concreta di una proroga di questa misura dopo il 2021, ossia se c’è la possibilità di prevedere un periodo più lungo, ad esempio un triennio...

Come già messo in evidenza dal ministro Patuanelli, il Superbonus al 110% è una misura che può davvero contribuire a migliorare i nostri edifici nel senso della riqualificazione energetica e degli interventi antisismici. Per farlo, però, non è sicuramente sufficiente l’arco temporale finora previsto, fino al 2021. L’intenzione concreta nostra e del governo è assolutamente quella di prorogare la misura anche sfruttando le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund europeo.

Nella risoluzione di maggioranza approvata il 13 ottobre alla Camera sulla relazione che contiene le priorità di utilizzo del Recovery Fund abbiamo proposto di stabilizzare per tre anni il Superbonus al 110%, puntando quindi a garantire ai cittadini questa possibilità fino al 2024.

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