Azioni Leonardo, dopo il -2,5% arriva la commessa da 3,7 miliardi sui carri armati: cosa aspettarsi oggi

Ufficio Studi Money.it

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Ieri Leonardo è stata la peggiore del FTSE MIB, frenata dalla ripresa dei negoziati sull’Ucraina. A mercati chiusi la notizia della maxi commessa con Rheinmetall per l’Esercito.

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Leonardo riparte stamattina da 48,04 euro, dopo una seduta, quella di mercoledì 21 ottobre, chiusa in calo del 2,51%. È stato il risultato peggiore del FTSE MIB in una giornata in cui l’indice ha guadagnato lo 0,80%, trainato da altri nomi, come riportato da Piazza Affari chiude in rialzo: FTSE MIB a +0,80% con Prysmian e Banco BPM in testa.

A pesare sul titolo è stato soprattutto il ritorno della diplomazia sull’Ucraina. Paradossalmente (ma non troppo) per un titolo come Leonardo la pace è una prospettiva negativa.

Proprio mercoledì l’inviato statunitense Steve Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo per presentargli una proposta di pace aggiornata, e dal Cremlino è arrivata la disponibilità a riprendere i colloqui a tre con Washington e Kiev. Per i titoli della difesa europea ogni spiraglio negoziale si è tradotto, finora, in vendite.

La seduta di oggi, però, si apre con un elemento in più. A mercati chiusi, secondo quanto riportato da Milano Finanza, la joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles si è aggiudicata dall’Esercito italiano commesse per circa 3,7 miliardi di euro: una notizia che i prezzi di mercoledì non potevano incorporare.

Il contesto: i negoziati sull’Ucraina e la commessa sui carri armati

L’incontro di San Pietroburgo è arrivato dopo il vertice di Oslo del 20 ottobre, dove Witkoff aveva visto i leader ucraini ed europei. Secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov e ripreso dalla stampa internazionale, Putin si è detto disponibile «in linea di principio» a un tavolo a tre a livello di delegazioni, che potrebbe tenersi ad Abu Dhabi a metà novembre; Zelensky chiede invece di partire non oltre l’inizio del mese.

Come gesto di buona volontà, Mosca ha rilasciato un cittadino statunitense detenuto in Russia. Gli ultimi colloqui mediati dagli Stati Uniti risalgono a febbraio e le posizioni delle parti restano distanti: il mercato, però, ha scelto di prezzare lo scenario negoziale. Già in mattinata, tra i titoli della difesa, le vendite avevano colpito anche Fincantieri.

È un copione già visto nel 2026, l’anno in cui il comparto ha perso slancio dopo il rally del 2025: a fine giugno, per esempio, la scelta di Berlino di rinunciare alle fregate F126 aveva trascinato al ribasso Rheinmetall e, con lei, anche Leonardo.

La notizia arrivata dopo la chiusura va nella direzione opposta. Le commesse riguardano due programmi dell’Esercito: l’Army Armoured Combat System (A2CS), con 30 veicoli da combattimento per la fanteria e 48 piattaforme corazzate cingolate, e il primo ordine per il nuovo carro armato principale destinato a sostituire gli Ariete, un programma che prevede 270 mezzi. Il valore complessivo dei due programmi è stimato in circa 23 miliardi di euro, con scadenze fino al 2037 per il carro e al 2040 per l’A2CS. Il quadro dei finanziamenti si è appena rafforzato: a metà ottobre Bruxelles ha dato il via libera al piano italiano per la difesa nell’ambito di Safe, con prestiti per 8 miliardi.

Secondo gli analisti citati da Milano Finanza, la commessa può sostenere le stime sugli ordini 2026, che Leonardo dovrebbe confermare con i conti del terzo trimestre attesi il 4 novembre. Un appuntamento che, insieme all’evoluzione dei negoziati, sarà il prossimo vero test per il titolo.

Com’è andata la seduta di mercoledì

Leonardo ha chiuso a 48,04 euro contro i 49,27 della seduta precedente. Il titolo ha aperto già a 48,04, sotto il minimo di martedì, e ha poi oscillato tra un minimo di 47,63 e un massimo di 49,34, per tornare in chiusura esattamente sul prezzo d’apertura, nella parte bassa del range di giornata.

Gli scambi sono stati pari a 1.140.387 pezzi, sotto la media di 1.618.515 delle ultime 20 sedute: il calo, dunque, non è stato accompagnato da volumi particolarmente alti, un segnale di alleggerimento più che di fuga dal titolo.

Sull’orizzonte breve il quadro resta misto. A una settimana Leonardo segna +1,64%, mentre il FTSE MIB è a -0,35%. A un mese la performance è di -3,74%, a un anno di -4,88%.

Il quadro tecnico

Il prezzo si trova sotto tutte le principali medie mobili. Quella a 20 sedute passa a 48,10, a ridosso della chiusura; più in alto si incontrano la media a 50 sedute a 51,00, quella a 100 a 51,70 e quella a 200 a 54,05. L’RSI a 14 sedute è a 45,6, in una zona neutrale, mentre lo stocastico segna %K 52,1 e %D 67,8. Tra prezzo e RSI si legge una divergenza rialzista.

Il MACD è a -0,518, sopra la linea del segnale a -0,878, con un istogramma di 0,361. L’ADX a 14 sedute è a 34,1 e indica un trend definito, ma +DI è a 18,6 e -DI a 20,3, con la componente ribassista leggermente più forte. L’ATR a 14 sedute vale 1,39, pari al 2,89% del prezzo.

Per la seduta di oggi i supporti sono a 47,33 e 46,62; più in basso i minimi relativi degli ultimi mesi indicano 45,28 e 44,25. Le resistenze sono a 49,04 e 50,04, seguite dai massimi relativi a 50,57 e 51,28. Le bande di Bollinger (20, 2) sono comprese tra 45,70 e 50,49. I ritracciamenti di Fibonacci del movimento al rialzo tra 44,25 e 60,78 collocano il 61,8% a 50,56, il 50% a 52,52 e il 38,2% a 54,47.

Trend, estremi a 52 settimane e volatilità

Sul medio periodo la pendenza della regressione a 60 sedute è di -0,40% al giorno, con un R² di 0,77: la direzione ribassista è quindi piuttosto regolare. Il minimo a 52 settimane è 44,25, il massimo 66,26, e il massimo ribasso dell’ultimo anno è stato di -28,73%. Il titolo, al momento, si colloca nella parte bassa di questo intervallo.

La volatilità giornaliera media a 20 sedute è dell’1,92%. Su base annualizzata si attesta al 31,09% sulle ultime 20 sedute e al 27,88% sulle ultime 60. Il beta a un anno rispetto al FTSE MIB è 0,62, con una correlazione di 0,26: il legame con l’indice è dunque contenuto, e la seduta del 21 ottobre, con Leonardo in calo e il listino in rialzo, ne è un esempio. L’esponente di Hurst, a 0,53, descrive un andamento vicino a un percorso casuale. Il ciclo dominante dei prezzi è di circa 116 sedute e il titolo si trova vicino al minimo del ciclo.

Cosa guardare oggi

Solo pochi giorni fa Money.it si chiedeva se per le azioni Leonardo e Cucinelli si aprisse la strada verso €60 e €100. La seduta di mercoledì ha riportato il titolo a confronto con i suoi fattori di rischio, ma la commessa annunciata a mercati chiusi offre un argomento concreto a chi guarda agli ordini più che alla diplomazia. In apertura il primo riferimento è la resistenza a 49,04 euro: un ritorno sopra quel livello, e sopra la media a 20 sedute, segnalerebbe che il mercato dà più peso al portafoglio ordini che ai negoziati. Al contrario, la rottura del supporto a 47,33 riporterebbe nel mirino i minimi di area 45-44 euro.

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