Attesa febbrile per verdetto S&P pesa su banche, ma mercato monetario ha gli anticorpi

Il mercato interbancario, quello nel quale i nostri istituti di credito si scambiano i denari secondo le condizioni dettata direttamente da Francoforte, sembrerebbe avere gli anticorpi necessari per rimanere immune alle tensioni osservabili sull’obbligazionario, a sua volta sotto pressione per lo scontro aperto sui conti pubblici tra Roma e Bruxelles

Attesa febbrile per verdetto S&P pesa su banche, ma mercato monetario ha gli anticorpi

La febbrile attesa per il verdetto dell’agenzia di rating Standard & Poor’s atteso questa sera a mercati già chiusi, pesa sulle Borse, sul differenziale di rendimento fra le curve dei tassi di Italia e Germania e non solo. Come mostrato nella grafica preparata dall’Ufficio studi di Money.it la term structure del debito italiano comincia ad accusare le pressioni mostrando anche una leggera inversione sulle scadenze inferiori ai dieci anni.


L’evoluzione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato italiani: fine 2017 (in giallo), un mese fa (verde tratteggiato), oggi (verde continuo)

Nel frattempo continuano gli attriti politici fra Italia ed Unione Europea a proposito della manovra proposta dal Governo Conte. Da ieri poi si sono aggiunte anche le polemiche nei confronti del presidente Bce Mario Draghi, il cui atteggiamento tenuto ieri nel corso della conferenza stampa post riunione del Consiglio direttivo è stato giudicato dagli esponenti del Governo M5S-Lega come irresponsabile verso gli italiani. “Secondo me siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente”, avrebbe dichiarato a tal proposito il vicepremier Di Maio.

Tassi overnight sotto controllo: non c’è situazione di stress su mercato interbancario

In questo quadro Piazza Affari si avvia ad una chiusura di seduta molto dura, con i titoli bancari pesantemente colpiti dalla crisi spread, ma c’è chi non la vede così nera. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters questa mattina alcuni tesorieri di primari istituti di credito italiani ritengono che i tassi a brevissimo siano ancora schiacciati sul riferimento di -0,40% della Banca centrale europea sui depositi overnight, sia per quanto riguarda il comparto pronti contro termine che quello cash.


Ci sono circa 35 diversi tassi Libor, che possono avere una diversa scadenza. Il tasso più utilizzato è il Libor a tre mesi in dollari Usa. OIS sta per “Overnight Index Swap” è un contratto swap attraverso cui l’acquirente paga il tasso fisso e riceve la media ponderata del tasso variabile Eonia

Dunque il mercato interbancario, quello nel quale i nostri istituti di credito si scambiano i denari secondo le condizioni dettata direttamente da Francoforte, sembrerebbe avere gli anticorpi necessari per rimanere immune alle tensioni osservabili sull’obbligazionario, a sua volta sotto pressione per lo scontro aperto sui conti pubblici tra Roma e Bruxelles.

“L’eccesso di liquidità nel sistema bancario italiano e della zona euro continua ad essere il driver principale dei tassi a brevissimo e grazie a questo cuscinetto, originato dalle operazioni straordinarie messe in campo dalla Banca centrale europea negli ultimi anni, l’eccesso di liquidità nel sistema bancario italiano rimane intorno a 70 miliardi di euro”, ha stimato un tesoriere interpellato dall’agenzia di stampa.

I tassi ufficiali del Libor vengono monitorati attentamente dai mercati, in quanto vengono usati come tassi benchmark da banche e altre istituzioni finanziarie, per determinare i tassi sui prestiti, sui mutui, e su altri prodotti finanziari. Per ora quindi la situazione dei mercati dell’Eurozona sembra ancora sotto controllo. Guardando il progresso di oltre 30 punti percentuali compiuto dal Libor-OIS spread da inizio ottobre, però, il rischio di una nuova crisi di liquidità come quella di marzo scorso (vedere picco sul grafico), rimane certamente in agguato.

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