Tasse sul lavoro e sulla casa: le novità fiscali del piano sul Recovery Fund

Riduzione delle tasse sul lavoro, riforma dei valori catastali per una tassazione più equa della casa, lotta ai contanti per contrastare l’evasione fiscale: sono queste alcune delle novità fiscali indicate nel piano dell’Italia sul Recovery Fund, approvato il 9 settembre 2020.

Tasse sul lavoro e sulla casa: le novità fiscali del piano sul Recovery Fund

Dalle tasse sul lavoro a quelle sulla casa, con il semprevivo obiettivo di traghettare i consumatori verso l’addio ai contanti: sono questi alcune delle novità fiscali indicate dal piano dell’Italia sul Recovery Fund.

I dettagli sono contenuti nelle Linee guida per la definizione del Piano Nazionale per la ripresa e la resilienza, approvato il 9 settembre 2020 dal Comitato Interministeriale per gli Affari Europei.

La riduzione del cuneo fiscale, mediante la riforma dell’Irpef, resta al centro degli obiettivi di riforma del Governo. Il Piano riporta le Raccomandazioni dell’Europa all’Italia, tra cui la riforma del catasto per una più equa tassazione sulla casa.

La necessità di combattere l’evasione fiscale resta poi centrale. Una prova arriva anche dalle recenti dichiarazioni del Premier Conte sul bonus bancomat, che premierà proprio chi dirà addio ai contanti in favore dei pagamenti digitali.

Per la riforma fiscale, viene fissato a fine 2020 il termine per la presentazione della legge delega. Entro la fine del 2021 dovrà debuttare la nuova Irpef.

Tasse sul lavoro: le novità fiscali del piano sul Recovery Fund. Taglio al cuneo fiscale strutturale con riforma Irpef

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia è stato presentato il 9 settembre 2020 dal Comitato interministeriale per gli affari europei. Nel documento vengono indicati le missioni e le azioni del Recovery Plan italiano, che verranno discusse in Parlamento in vista della presentazione alla Commissione Europea a gennaio 2021.

Il Piano sul Recovery Fund dell’Italia si basa su sei pilastri fondamentali. Le novità fiscali vengono definite come “politiche di supporto”, necessarie quindi per sostenere l’intera struttura prevista.

Nelle pagine del documento, vengono riportate le Raccomandazioni inviate dalla Commissione Europea all’Italia nel 2019. Meno tasse sul lavoro, riduzione delle agevolazioni e nuovi valori catastali per una tassazione più equa sulla casa sono alcuni dei punti centrali.

Come più volte evidenziato dallo stesso Governo e dal Ministro dell’Economia Gualtieri, la riforma Irpef e la riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro sono alcuni dei punti fondamentali sui quali intervenire.

L’obiettivo è alleggerire il peso del fisco in busta paga, ma anche favorire le nuove assunzioni con una revisione complessiva del sistema dell’Irpef.

Per quel che riguarda i tempi, la dead line per presentare la legge delega della riforma fiscale viene fissata alla fine del 2020, ma la nuova Irpef vedrà la luce solo entro la fine del 2021, con l’emissione dei decreti attuativi.

Tasse sulla casa, la riforma del catasto entra nel Recovery Plan dell’Italia?

C’è poi il tema delle tasse sulla casa. La riforma del catasto entra nelle Linee guida elaborate dal Comitato interministeriale; non viene indicata come uno dei progetti da collegare al Piano per la ripresa post-Covid, ma è riportata nelle Raccomandazioni 2019 dell’Europa all’Italia.

La necessità di rivedere i valori catastali è nota da anni, ma nessun Governo si è voluto assumere il compito rischioso di passare dalle parole ai fatti. Il motivo è presto detto: si rischia di aumentare le tasse sulla casa per molti contribuenti.

Gli attuali valori catastali sono ormai obsoleti, non rispecchiano il reale valore degli immobili e si basano su regole di determinazione ampiamente criticate (ad esempio, basandosi sui vani e non sui metri quadri dell’immobile).

La conseguenza è che non sono in grado di leggere il reale valore degli immobili, determinando uno squilibrio nel calcolo delle tasse sulla casa.

Era vicinissimo a portare a compimento la riforma del catasto il Governo Renzi, nel 2015, ma è stato proprio l’ex Premier a bloccare in extremis la legge delega che avrebbe rivisto i valori catastali.

Un blocco motivato dalle previsioni circa la variazione di gettito, con quelle che l’allora presidente della Commissione Finanze della Camere, Capezzone, definì “stime agghiaccianti”.

Nonostante gli aspetti negativi, la riforma del catasto sarebbe quantomai necessaria per un sistema di tassazione più equo dei patrimoni. Sarà il Governo Conte II ad assumersene i rischi?

Non solo tasse. Nelle Linee guida anche la semplificazione fiscale e la lotta all’evasione fiscale

La messa a punto di un sistema più equo di tassazione, dai redditi da lavoro ai patrimoni, si accompagna alla semplificazione fiscale.

Anche qui, è necessario evidenziare che di semplificazione si parla ormai da anni. Si attendeva con l’avvento del Fisco digitale, ma dalla data di avvio della fatturazione elettronica prima e dello scontrino elettronico poi, nulla è cambiato.

La semplificazione degli adempimenti per i contribuenti e le imprese è tuttavia indicata come uno degli obiettivi da perseguire per aumentare l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario, l’aumento dell’offerta di lavoro e degli investimenti da parte delle imprese.

C’è poi il tema della lotta all’evasione fiscale, da perseguire anche mediante politiche di riduzione dell’uso del denaro contante e promuovendo l’uso dei pagamenti digitali.
L’obiettivo è garantire la piena tracciabilità delle transazioni, anche per migliorare le attività di controllo da parte delle autorità incaricate.

Una serie di novità per le quali i primi cardini saranno stabiliti con la legge delega della riforma fiscale, attesa entro la fine del 2020, ma per la cui operatività ci sarà un anno di tempo a disposizione.

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