Stati Generali dello Spazio: i principali player italiani a confronto

Domenico Letizia

27 Novembre 2020 - 18:40

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Focus degli Stati Generali dello Spazio, primo storico incontro tra i protagonisti dell’economia dello spazio in Italia: ecco com’è andata e quale futuro possibile per il settore

Stati Generali dello Spazio: i principali player italiani a confronto

Gli Stati Generali dello Spazio vedono per la prima volta in Italia i principali player del mondo dell’aerospazio incontrarsi da remoto per dare vita a quattro tavole rotonde dedicate ai temi dell’aerospazio, della ricerca spaziale, e della space-economy.

L’evento ha lanciato un importante approfondimento su tematiche suddivise in macrosettori quali Istituzioni e imprese a confronto, i rapporti tra imprenditoria e istituzioni negli orizzonti del settore, i progetti spaziali, la progettualità e la concretezza del futuro imminente in termini di space in Italy.

I progetti spaziali, la filiera completa e le applicazioni, le competenze HR, le nuove esperienze, le nuove competenze e la necessità di un settore in forte espansione rappresentano obiettivi economici che fanno gola alle imprese.

Prospettive future in Italia

Nell’analizzare le opportunità in rapporto al futuro imminente dello space in Italy, si è svolto un dibattito importante che ha visto la presenza di autorevoli protagonisti del settore quali Giuseppe Aridon di Telespazio, David Avino di Argotec, Emanuele Castagno della società “Rina”, Massimo Claudio Comparini di Thales Alenia Space Italia e Luca del Monte dell’European Space Agency.

Il digitale ha rappresentato una rivoluzione nel settore, perché attraverso le reti e le piattaforme gestite dai grandi operatori si è riusciti a integrare le tecnologie spaziali in settori quali l’agricoltura, il controllo, il monitoraggio, l’ideazione di market place per le imprese, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, senza dimenticare l’innovazione e la capacità dei sistemi tecnologici di potersi autogestire.

Ovviamente, ci sono anche nuovi rischi attorno al comparto, come quelli legati al settore informatico e alle capacità di poter gestire tali sistemi informatici senza particolari preoccupazioni. Pensiamo alla valorizzazione delle tecnologie di bordo, le capacità di calcolo che possono svilupparsi direttamente a bordo dei veicoli e il settore della comunicazione, con la possibilità di operare servizi adatti all’evoluzione tecnologica dell’attualità.

La forza dei prossimi anni sarà quella di creare satelliti molto piccoli e contemporaneamente altamente tecnologizzati. Un sistema intorno al mondo dei satelliti che insegue prospettive di estrema efficienza e affidabilità così come tutti i servizi frutto di tale evoluzione tecnologica.

Lo sforzo dei prossimi anni consisterà nell’intraprendere una cooperazione internazionale trasparente, per evitare rischi di cyber security che potrebbero generarsi dall’istallazione di processori o sistemi di fabbricazione cinese o americana in sistemi satellitari europei, e quindi dedicare la giusta attenzione al tema della sicurezza e dei rischi dello spionaggio industriale.

Gli interventi e gli scenari

In occasione del dibattito online, Giuseppe Aridon di Telespazio ha ribadito come di fatto la sfida dei prossimi anni “sia già iniziata”:

“Stanno emergendo nuovi servizi grazie alla gestione dei satelliti soprattutto in rapporto alla sicurezza in orbita e per rendere più confortevole la vita dell’uomo. Avere accesso ai dati, come quelli forniti dai satelliti e dall’innovazione dei droni, vuol dire migliorare la vita degli uomini. Pensiamo all’industria italiana all’avanguardia in molti di tali settori, una sfida futura che è già presente e che bisogna valorizzare e rafforzare.”

Successivamente, Massimo Claudio Comparini di Thales Alenia Space Italia ha evidenziato come il comparto stia scrivendo una parte importante dell’economia italiana:

“Le future sfide dell’osservazione della Terra e le nuove opportunità della comunicazione stanno scrivendo la storia dell’economia ponendo la rete spaziale al centro dell’iniziativa dei governi. Anche l’ambito delle osservazioni spaziali e le prossime missioni robotiche su Marte saranno sempre più al centro delle politiche economiche di privati e governi. Le costruzioni dei satelliti rappresentano sfide enormi per l’impresa italiana e se pensiamo all’enorme filiera che vi è dietro questo mondo, dai progettisti a coloro che costruiscono antenne oppure chi costruisce quadri di gestione, riusciamo a comprendere la forza di un patrimonio di esperienze e conoscenze che le imprese italiane già possiedono”.

David Avino di Argotec ha posto l’attenzione sul futuro dell’esplorazione affermando, ponendo l’accento sul concetto di cooperazione:

“La Luna è sicuramente un obiettivo della nostra attualità, da svilupparsi tramite la cooperazione. Non possiamo accedere e non possiamo pensare alle nuove esplorazioni come singolo stato o impresa. L’Italia ha recentemente sottoscritto un accordo importante con gli Stati Uniti per ritornare sulla Luna e svolgere una nuova missione con l’utilizzo di tecnologia italiana. Se mettiamo al centro l’uomo siamo consapevoli che stiamo lavorando per un progresso comune con l’idea di migliorare le applicazioni di cui necessitiamo tutti i giorni nella nostra quotidianità”.

Interessante e atteso è stato l’intervento di Luca del Monte dell’European Space Agency che ha ribadito l’importanza del comparto concentrandosi anche sui numeri dal forte impatto:

“L’Italia è divenuto un partner finanziario dell’Agenzia con un contributo del 16% del bilancio dell’Agenzia Spaziale. Parliamo di progetti che girano intorno al valore di 666 milioni di euro che la nostra agenzia potrà spendere per rafforzare la ricerca e la tecnologia italiana. I settori dell’esplorazione spaziale, i voli umani e robotici rappresentano il futuro della ricerca e dell’economia. Pensiamo all’evoluzione e alla continua innovazione dei razzi Vega progettati e costruiti dall’eccellenza italiana Avio e al ritorno economico e d’immagine che tali eccellenze generano per la nostra Italia. La prossima sfida è rappresentata dalle missioni spaziali intorno alla Luna e la raccolta dei campioni per la ricerca da Marte. Prospettive importanti che vedono l’Italia leader nell’elaborazione di idee, progettazione di alcune applicazioni e comparti tecnologici di estrema importanza”.

La conclusione del dibattito è stata affidata a Emanuele Castagno della società “Rina”, che ha soffermato l’attenzione sulle novità dell’economia dello spazio:

“L’importanza della tecnologia per la space economy come canale per l’innovazione e l’evoluzione delle nostre conoscenze. Noi aiutiamo le imprese civili con la tecnologia spaziale perché attraverso tale ambiti possiamo ottimizzare il lavoro delle imprese e i singoli processi di produzione. Il trasferimento tecnologico è importante anche per l’analisi dei dati. Voglio riportare l’esempio di un’impresa che seguiamo che sta utilizzando i dati elaborati attraverso l’analisi satellitare per migliorare l’efficienza e la sicurezza nella produzione delle auto”.

L’intera comunità europea deve rafforzare e sviluppare una propria capacità e indipendenza in tema di tecnologie strategiche per la difesa e la sicurezza, valorizzando una visione autonoma nel settore dello spazio, collocandosi nel più ampio contesto transatlantico e proiettandosi anche nel futuro della ricerca scientifica e dell’evoluzione tecnologica e spaziale.

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