Solare ed eolico potrebbero innescare una cascata di cambiamenti nel sistema energetico, accelerando la diffusione di auto elettriche, pompe di calore e tecnologie pulite.
La transizione energetica potrebbe essere arrivata a un punto di svolta, in cui il cambiamento può avvenire con maggiore rapidità e diventare sempre più difficile da fermare. Questo perché le diverse innovazioni sono in grado di rafforzarsi a vicenda.
È questo il meccanismo dei cosiddetti ‘positive tipping points’, i punti di svolta positivi analizzati in un nuovo report dell’University of Exeter e dell’Earthshot Prize. Lo studio ha individuato ben 51 aree nelle quali determinate condizioni possono favorire una trasformazione più rapida e autoalimentata. Tra queste, l’elettricità pulita occupa una posizione di particolare rilievo.
Perché energia solare ed eolica possono accelerare la transizione energetica?
Per capire come un’innovazione possa aiutare l’altra bisogna partire da un principio abbastanza semplice. Quando una tecnologia diventa più economica e viene adottata su larga scala, può attirare nuovi investimenti, favorire ulteriori miglioramenti e contribuire a ridurne ancora i costi.
È quanto sta accadendo con il solare e, in diversi mercati, con l’energia eolica. L’aumento della capacità installata ha contribuito alla riduzione dei costi e, di conseguenza, ha reso le rinnovabili ancora più competitive, creando così le condizioni per una maggiore diffusione. Secondo il report, in molti importanti mercati solare ed eolico hanno già superato punti di svolta positivi. L’aspetto cruciale è che la crescita dell’elettricità pulita non rimane confinata al settore della produzione energetica.
Inoltre, solare ed eolico hanno una caratteristica fondamentale che può favorirne la competitività rispetto ai combustibili fossili. Una volta realizzato l’impianto, infatti, la produzione di elettricità non richiede l’acquisto continuo di carbone, gas o petrolio come combustibile. Il costo dell’energia dipende quindi soprattutto dall’investimento iniziale, dalla gestione dell’impianto e dalle infrastrutture necessarie per portare l’elettricità dove serve.
Più energia rinnovabile può spingere anche auto elettriche e pompe di calore
L’aspetto più interessante dello studio è la possibilità che la trasformazione del sistema energetico produca effetti ben oltre la produzione di elettricità. Quando le rinnovabili diventano più competitive, può diventare più conveniente sostituire progressivamente tecnologie che utilizzano direttamente combustibili fossili con soluzioni alimentate dall’elettricità. È il caso delle auto elettriche al posto dei veicoli con motore a combustione, delle pompe di calore per il riscaldamento degli edifici e, in prospettiva, di alcune applicazioni industriali.
Auto elettriche e pompe di calore, per esempio, possono diventare più convenienti in un sistema nel quale l’elettricità viene prodotta sempre più da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, la crescita della domanda di elettricità per queste applicazioni può sostenere ulteriormente gli investimenti nella produzione da fonti pulite.
In questo modo si crea un meccanismo circolare, nel quale una maggiore disponibilità di energia rinnovabile favorisce l’elettrificazione, mentre una maggiore elettrificazione aumenta la domanda di energia pulita. Il report stima che politiche coordinate a sostegno dell’elettricità pulita, dei trasporti e del riscaldamento potrebbero anticipare di 2-8 anni i punti di svolta in questi settori. Il cambiamento dunque non deve necessariamente procedere settore per settore, ma può accelerare quando le diverse trasformazioni iniziano a sostenersi a vicenda.
Il vero ostacolo resta la rete elettrica
Tuttavia, affinché questo effetto domino possa svilupparsi, non basta installare più pannelli solari e più turbine eoliche. La produzione rinnovabile è variabile e spesso si trova lontano dai luoghi in cui l’elettricità viene consumata. Diventano quindi fondamentali reti più estese e flessibili, sistemi di accumulo e infrastrutture capaci di gestire una quantità crescente di energia prodotta da fonti non programmabili.
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Questo è proprio uno dei punti critici individuati dal report dell’University of Exeter e dell’Earthshot Prize. La transizione verso l’elettricità pulita è ostacolata dalla lentezza delle autorizzazioni e dall’espansione delle reti, soprattutto nelle economie più ricche, mentre in altre aree del mondo il problema risiede soprattutto nella scarsità degli investimenti. L’Africa, per esempio, pur disponendo di una quota molto elevata delle migliori risorse solari mondiali, riceve meno del 2% degli investimenti globali nell’energia pulita.