Secondo acconto IRPEF, come ridurlo entro il 10 ottobre?

Patrizia Del Pidio

1 Ottobre 2026 - 14:16

Scadenza 10 ottobre per ridurre o azzerare il secondo acconto IRPEF in busta paga o pensione. Come inviare la comunicazione al sostituto d’imposta.

Secondo acconto IRPEF, come ridurlo entro il 10 ottobre?

Anche se la scadenza per la trasmissione del modello 730/2026 è ormai passata, il mese di ottobre rappresenta l’ultima possibilità per i lavoratori dipendenti e pensionati di ridurre o azzerare il secondo acconto Irpef. Il datore di lavoro o l’ente previdenziale provvederà a trattenere dallo stipendio o dalla pensione di novembre il secondo acconto delle imposte sul reddito conseguito nel 2026, in base a quanto dichiarato per il 2025.

Se, però, i redditi rispetto all’anno precedente sono diminuiti, si ha la possibilità di comunicare al datore di lavoro di voler pagare un importo più basso (o addirittura azzerarlo) per il secondo acconto di novembre. La comunicazione, però, ha un termine e si deve provvedere a effettuarla entro il 10 ottobre 2026.

Acconto Irpef novembre 2026, con che meccanismo si calcola?

Il calcolo dell’acconto Irpef solitamente avviene con il metodo storico, ovvero si basa sui redditi percepiti nell’anno precedente, dando per scontato che i redditi dell’anno in corso saranno molto simili (ipotesi del tutto plausibile nel caso di dipendenti e pensionati).

Può capitare, però, che rispetto all’anno precedente si abbia nell’anno in corso un reddito minore (in caso di Naspi, per esempio, o nel caso si vada in pensione): in questo caso la legge consente al contribuente di utilizzare per calcolare gli acconti il metodo previsionale. Con questo metodo è possibile ricalcolare l’imposta dovuta su quanto si presume sia il guadagno per l’anno in corso e si evita di versare allo Stato più imposte di quelle che realmente si dovrebbero pagare (in questo caso si genererebbe un credito di imposta recuperabile solo l’anno successivo con la dichiarazione dei redditi).

Riduzione secondo acconto Irpef o azzeramento

La scadenza del 10 ottobre riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati che hanno già presentato il modello 730 e ricevono i conguagli in busta paga o sul cedolino della pensione tramite il sostituto d’imposta.

In questo caso è possibile comunicare entro il 10 ottobre al sostituto d’imposta la riduzione o l’azzeramento del secondo acconto. In quali casi è conveniente effettuare la comunicazione? Ridurre o azzerare l’importo da versare a novembre conviene:

  • a chi ha avuto nel 2026 un periodo di cassa integrazione, aspettativa non retribuita o cambio di contratto (con condizioni peggiorative);
  • a chi ha avuto l’interruzione della locazione di un immobile, anche con cedolare secca;
  • a chi ha sostenuto durante l’anno spese detraibili rilevanti (spese mediche o di ristrutturazione) che inevitabilmente andranno ad abbattere l’imposta da pagare per i redditi dell’anno in corso.

Comunicazione riduzione acconto 730

Per fare in modo che il datore di lavoro o l’ente previdenziale non proceda automaticamente a trattenere l’importo del secondo acconto Irpef dalla busta paga di novembre si deve presentare un’apposita richiesta entro il 10 ottobre 2026. La richiesta deve essere inoltrata con modalità tracciabili come PEC, Raccomandata A/R, consegnata a mano con ricevuta firmata o tramite sistemi gestionali interni all’azienda o all’ente previdenziale.

Nella comunicazione l’interessato dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità di voler ridurre o non effettuare il versamento del secondo acconto Irpef o della cedolare secca per l’anno 2026.

Applicare il metodo previsionale è una responsabilità totale del contribuente. Se dal calcolo dovesse poi emergere che l’acconto versato è inferiore a quanto realmente dovuto, l’Agenzia delle Entrate applicherà sanzioni amministrative del 30% sull’importo non versato e interessi di mora calcolati sui giorni di ritardo.

Argomenti

# IRPEF