Colf e badanti: le sanzioni per chi assume in nero

Cosa rischia chi assume una collaboratrice domestica non in regola? Nessuna sanzione se la colpa è della cooperativa, ma multe pesanti per le famiglie che assumono in nero.

Cosa succede quando si assume una colf o una badante non in possesso di un regolare contratto? Se il controllo dell’Ispettorato del Lavoro rileva delle irregolarità nel contratto di una collaboratrice domestica sono previste delle sanzioni elevate, ma non sempre sono comminate alla famiglia.

Mentre sono stati approvati i nuovi strumenti per la regolarizzazione del lavoro nero alternativi ai voucher lavoro - il Libretto Famiglia e nuovi voucher PrestO - l’Ispettorato del Lavoro ha fatto chiarezza su cosa succede quando si ricorre ai servizi di una collaboratrice domestica affidandosi ad una cooperativa non in regola con i permessi.

Con la nota n° 5617 pubblicata il 21 giugno 2017 l’Ispettorato ha fatto chiarezza sul fatto che non ci sono sanzioni per la famiglia che usufruisce dei servizi offerti da una colf e una badante rivolgendosi ad una cooperativa priva delle autorizzazioni necessarie.

L’Ispettorato quindi ha precisato che nel caso dopo un controllo venga rilevata l’irregolarità della società alla quale ci si è rivolti, priva dell’autorizzazione necessaria per l’intermediazione di manodopera, la famiglia o il datore di lavoro privato non corrono il rischio di essere sanzionati.

Come si legge nella nota suddetta, infatti, la sanzione amministrativa si applica solo nei confronti del “somministratore” (la società) e non in quelli “dell’utilizzatore”. D’altronde non potrebbe essere altrimenti visto che le famiglie, pur applicando la diligenza media, non hanno a disposizione gli strumenti necessari per la verifica del possesso dei requisiti necessari da parte dell’associazione alla quale si rivolgono.

Eppure il chiarimento dell’Ispettorato del Lavoro è stato fondamentale perché fino ad oggi le sanzioni erano comminate anche alle famiglie e a tutti coloro che usufruivano dei servizi di colf e badanti irregolari.

Nessuna sanzione per le famiglie all’oscuro delle irregolarità

È il d.lgs n°276 del 2003 a prevedere che per lo svolgimento delle attività di somministrazioni di manodopera, e per l’intermediazione delle stesse, siano necessarie delle autorizzazioni e l’iscrizione all’apposito albo.

Lo stesso decreto stabilisce in maniera chiara quali sono le sanzioni per chi mette su una cooperativa per la gestione del lavoro di colf e badanti senza le opportune autorizzazioni: 50 euro al giorno per ogni lavoro occupato.

Il problema è che la stessa sanzione era prevista anche nei confronti della famiglia, anche se questa era all’oscuro dell’irregolarità dell’associazione alla quale ci si è rivolti.

Tuttavia questa norma è parsa subito poco logica: sanzionare una famiglia - tra l’altro al pari di chi ha commesso l’irregolarità - solamente per non aver verificato la regolarità della cooperativa era piuttosto esagerato.

Pensiamo ad esempio agli anziani che si rivolgono in buona fede per ricevere il sostegno di una badante: come si può chiedere loro di effettuare una ricerca approfondita sulle autorizzazioni della cooperativa?

Ecco perché la nota dell’Ispettorato del Lavoro è così importante: poiché fa chiarezza sul fatto che solo chi commette l’irregolarità è sanzionabile dal punto di vista amministrativo.

Sanzioni per chi assume una colf o badante in nero

Il discorso è differente qualora sia la stessa famiglia ad assumere in nero una collaboratrice domestica. In tal caso, infatti, si applicano le stesse sanzioni previste per il lavoro in nero dal Decreto Semplificazioni (d.lgs. 151/2015).

La sanzione varia a seconda del numero di giorni di impiego in nero; ad esempio, entro i 30 giorni l’importo della sanzione va da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 9.000€.

Da 1 a 2 mesi, invece, l’importo massimo della sanzione può salire a 18mila euro (per un minimo di 3mila), mentre per il periodo successivo ai 60 giorni la multa va dai 6.000 ai 36.000 euro.

Ed anche nel caso delle colf e delle badanti bisogna fare particolare attenzione al possesso del permesso di soggiorno. L’assunzione in nero di una collaboratrice domestica non in regola con il permesso, infatti, comporta un aumento della sanzione amministrativa del 20%.

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