Bank of England: la riunione di agosto riassunta in 7 punti

La riunione BoE di agosto fra tassi di interesse, inflazione e conferenza stampa di Mark Carney. Un evento ricco di spunti da monitorare, soprattutto dalla sterlina inglese.

Bank of England: la riunione di agosto riassunta in 7 punti

La riunione della Bank of England di agosto ha partorito l’atteso rialzo dei tassi di interesse, facendo vacillare la sterlina, confermando le stime del mercato e lasciando la porta aperta alla conferenza stampa di Mark Carney, tradotta in italiano in tempo reale nelle righe seguenti.

Il meeting di oggi, risultato più hawkish del previsto, è stato sin da subito considerato come uno degli appuntamenti più importanti dell’intero mese, un evento da monitorare soprattutto in virtù del previsto ritocco del costo del denaro.

Neanche la Fed ieri sera è riuscita a scalzare la BoE dal trono delle banche centrali più monitorate: il FOMC ha lasciato invariati sia i tassi che la forward guidance dando vita ad un vero e proprio non-evento e rinviando i fuochi d’artificio a settembre.

Nella giornata di oggi, giovedì 2 agosto, la riunione della Bank of England - e anche la successiva conferenza stampa di Mark Carney - hanno fornito numerosi spunti di discussione non soltanto sui tassi di interesse, ma anche sul fronte inflazione (con il report trimestrale) e sulla Brexit. Di conseguenza anche la sterlina inglese è finita sotto la lente e non appena la decisione è stata resa nota (ore 13:00) è balzata sia contro l’euro che contro il dollaro statunitense per poi successivamente crollare.

La riunione BoE di agosto in 7 semplici punti

  1. Tassi di interesse in salita dallo 0,50% allo 0,75%
  2. Altri rialzi saranno necessari, ma graduali
  3. QE fermo a 435 miliardi di sterline
  4. Brexit condizionerà la politica monetaria
  5. L’incertezza non è sparita
  6. Il Regno Unito è più in grado di assorbire gli shock oggi
  7. L’inflazione è tornata verso il target

L’aumento operato dal comitato ha condotto i tassi ai livelli di febbraio 2009. In quell’occasione la banca centrale ha tagliato drasticamente il costo del denaro dall’1,00% allo 0,50%. Proprio per questo, ha fatto notare Russell Silberston, Head of Multi-Asset Absolute Return di Investec AM, l’odierna decisione della BoE lascia intendere che ci stiamo lasciando alle spalle l’eredità di quegli anni.

Secondo l’esperto, le odierne decisioni dell’istituto hanno trovato ragion d’essere non tanto nel versante della domanda, bensì in quello dell’offerta.

“Possiamo guardare all’offerta come a una sorta di “limite di velocità” economico che negli anni recenti ha visto un crollo fino a circa l’1,5% per anno, da un 2%-2,5% annuo.

Ci sono diverse spiegazioni per questa discesa, ma il collasso della produttività, legata all’industria manifatturiera e ai servizi finanziari, è uno dei driver principali del crollo. Questo limite di velocità più basso implica che anche con una crescita economica modesta, la capacità di riserva sarà esaurita più rapidamente, aumentando la pressione inflazionistica.”

Ad influenzare le scelte dell’istituto centrale, dunque, sono stati sia la citata carenza di capacità, sia i timori relativi ad un aumento dell’inflazione.

La conferenza stampa di Mark Carney minuto dopo minuto

13:37 - Fine della conferenza stampa

Carney e i suoi possono andare in vacanza. La riunione BoE di agosto e la conferenza stampa si sono ufficialmente concluse.

14:28 - Tassi e Brexit

Se il comitato capirà che è arrivato il momento di abbassare i tassi lo farà.

14:24 - Ancora divorzio al centro del dibattito

Carney ricorda che dal referendum ad oggi il comitato ha reagito al rallentamento dell’economia e allo shock derivante dal deprezzamento della sterlina. Il dilemma è stato: aumentare i tassi per combattere l’inflazione e perdere posti di lavoro, o accettare un’inflazione più elevata e più posti di lavoro. La seconda opzione è stata la prescelta.

14:18 - Quanto è rischioso alzare i tassi data la Brexit?

Una cosa importante da riconoscere è che la Brexit potrebbe concludersi in modi diversi. In molti di questi outcome i tassi di interesse devono essere alzati comunque. Brexit non significa abbassare i tassi a prescindere.

14:14 - La guerra commerciale

D: “Quanto è vulnerabile in questo senso il Regno Unito? ”
R: “In queste previsioni abbiamo già considerato alcuni dei dazi annunciati. Non abbiamo calcolato il tweet della scorsa notte, ma le tariffe precedenti sono già state inserite nelle nostre stime”.

Il Regno Unito potrebbe essere colpito dalla guerra commerciale, sia dal punto di vista della fiducia dei consumatori sia da quella dei mercati finanziari. Secondo le simulazioni della BoE, però, il conflitto potrebbe avere un impatto inferiore all’1% del Pil nei prossimi 3 anni.

14:09 - L’incertezza

Carney conferma ancora l’alto grado di incertezza oggi presente nell’economia britannica. Quando ci sarà più chiarezza sulla Brexit, in particolar modo, la BoE sarà in grado di parlare in modo più dettagliato.

14:06 - Ancora neutral rate

Quanto è utile? Carney rivela di non averne parlato per 4 anni ma conferma di aver studiato a lungo questa misura e promette informazioni future.

Per Investec AM, che si è basata sul pricing attuale, il tasso è all’1,8%, probabilmente troppo basso, ammette il gestore che aggiunge:

“La Banca ha ora indicato tassi di interesse nominali neutrali vicini al 2,5%. Tutto ciò farà aumentare in maniera significativa i rendimenti dei titoli di Stato britannici a più lunga scadenza nei prossimi mesi.”

14:03 - La reazione del mercato valutario

La sterlina inglese non arresta la discesa. Contro il dollaro sta perdendo lo 0,78%, mentre contro l’euro un più contenuto 0,25%.

14:00 - Cosa ha spinto BoE ad alzare i tassi

D: “Cosa avete visto nel mercato del lavoro che vi ha spinto ad alzare all’unanimità?”
R: “Non voglio entrare nelle dinamiche specifiche della votazione perché quando parlo rappresento l’intero comitato. Non c’è stato solo il mercato del lavoro, ma il miglioramento generalizzato dell’economia e abbiamo preso in considerazione elementi che si erano già delineati a maggio”.

13:56 - La mission della BoE

Il meglio che la Bank of England può fare è tenere l’economia sulla strada giusta e l’inflazione vicina al target.

13:52 - Il pound preoccupato da Brexit

Continuano le domande sulla capacità delle famiglie di assorbire i mutamenti di politica monetaria. La sterlina sta intanto continuando a risentire delle dichiarazioni sulla Brexit.

13:49 - Il Regno Unito è più forte

Carney parla di come l’economia si oggi più in grado di assorbire gli shock e ricorda che l’accessibilità delle famiglie ai mutui è del 7%.

13:47 - La sterlina torna giù

Dopo aver sfondato quota 1.3125 la sterlina inglese è crollata ai livelli precedenti l’annuncio sui tassi di interesse. Al momento sta scambiando a 1.30 contro il dollaro USA.

13:44 - Iniziano le domande

Si chiede a Carney se le famiglie sono davvero pronte a tutto questo. Obiettivo della guidance BoE, ricorda il governatore, è stato quello di “abituare” le famiglie e i consumatori al cammino della politica monetaria.

13:42 - Per concludere

Se l’economia continuerà a svilupparsi secondo le previsioni, il restringimento della politica monetaria permetterà all’inflazione di tornare intorno al 2%. Tutto dipenderà dal modo in cui famiglie e mercati in generale risponderanno alla Brexit. La banca è preparata ad ogni evenienza, anche all’ipotesi di un’uscita disordinata.

Il comitato risponderà a qualsiasi cambiamento di outlook. La politica monetaria non deve correre, ma camminare.

13:39 - Il neutral rate della Bank of England

Qual è livello appropriato cui far arrivare i tassi di interesse? Il cosiddetto neutral rate non è una guida diretta della politica monetaria, ma è un modo di misurare se la stessa politica è stimolante o restrittiva.

13:37 - La Brexit

La Brexit continuerà a condizionare la politica monetaria della Bank of England. Non è una previsione ma una constatazione di quanto il divorzio tra Regno Unito e Ue influenzerà i consumatori e non solo. I negoziati stanno entrando in una fase critica. L’outlook può cambiare da un momento all’altro.

13:36 - Il mercato del lavoro

La crescita dei salari ha trovato ragion d’essere nella competizione per gli impiegati. L’aumento dall’1,3% precedente al 2,5% attuale non sarà l’ultimo.

13:35 - L’inflazione

L’inflazione è scivolata verso il target del 2%. Il suo posizionarsi al di sopra di esso è stato determinato dalla debolezza della sterlina e dai prezzi degli energetici. Le pressioni inflazionistiche nazionali stanno migliorando mentre si sta riducendo l’impatto della valuta.

13:33 - Le condizioni dell’economia

La crescita è rimbalzata nel secondo trimestre dell’anno. Il settore costruzioni e le vendite al dettaglio sono migliorate ai massimi pluriennali.

13:32 - Addio alla politica accomodante?

Non del tutto. Un modesto restringimento è appropriato, secondo la BoE.

13:30 - Conferenza stampa al via

Il governatore comincia con la lettura delle decisioni prese e va indietro nel tempo parlando dei tempi di crisi.

La riunione BoE sotto la lente: tutte le novità

Non soltanto la Bank of England ha alzato i tassi di interesse nella sua riunione di agosto, ma essa ha altresì scelto di farlo all’unanimità. Chi aveva previsto spaccature interne al comitato si è dovuto ricredere e tutti e 9 i membri hanno compreso la necessità di ritoccare all’insù il costo del denaro.

Un tono hawkish, quello della banca centrale, confermato anche dalla dicitura:

“i policy maker della BoE concordano nel ritenere che ulteriori rialzi si riterranno necessari.”

I citati rialzi, hanno precisato i membri, saranno comunque limitati e graduali.

Dal comunicato è emerso anche un sintetico riferimento alla Brexit. Secondo la BoE il processo di divorzio e gli sviluppi da esso derivanti saranno in grado di influenzare l’outlook economico.

Le previsioni sul meeting di agosto

Esattamente come accaduto con la Federal Reserve di Mark Carney, le previsioni del mercato sull’odierna riunione della Bank of England sono sembrate sin da subito concordi. Mentre nel primo caso, però, gli esperti hanno prezzato il sostanziale immobilismo della Fed, nel secondo hanno concordato circa un rialzo dei tassi di interesse.

Le stime del consensus sono state confermate e il costo del denaro nel Regno Unito è salito oggi dallo 0,50% allo 0,75%. Si tratta del livello più alto dalla crisi finanziaria scoppiata ormai quasi un decennio fa.

Vale comunque la pena di precisare che non è stata soltanto la decisione sui tassi di interesse a rubare la scena nella riunione BoE di agosto. Ancora una volta il mercato ha osservato con ansia le divisioni interne al comitato di politica monetaria che, secondo le previsioni avrebbe dovuto spaccarsi così:

  • 0 voti per il ribasso dei tassi
  • 2 voti per il mantenimento dello status quo
  • 7 voti per il rialzo dei tassi

Tra i sorvegliati speciali anche il tono, la forward guidance, della BoE. A tal proposito in molti si sono domandati quando la banca centrale inizierà a delineare il neutral rate, ossia il livello al quale concludere il ciclo di rialzi.

L’inflazione e il mercato del lavoro

Il mercato ha creduto nell’odierno ritocco dei tassi nonostante le ultime letture sull’inflazione (di poco sotto le attese), facendo leva sulla crescita economica registrata nel secondo trimestre dell’anno.

I prezzi al consumo sono risultati più deboli soprattutto a causa delle tariffe aeree più basse e dalle variazioni registrate nel settore abbigliamento. Tendenze temporanee, insomma, che potrebbero presto permettere all’inflazione di recuperare slancio.

La riunione della Bank of England di oggi, secondo le previsioni, avrebbe alzato i tassi di interesse anche sulla scia dei miglioramenti osservati nel mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione ormai sceso al 4,2% e con un costo unitario vicino al 3%.

In attesa del meeting e della conferenza stampa di Carney il cambio sterlina dollaro è sceso dello 0,18%, mentre l’EURGBP è avanzato dello 0,07%.

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