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Erdogan vince referendum: conseguenze su lira turca, mercato e investitori

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Erdogan vince referendum: conseguenze su lira turca, mercato e investitori

Referendum Turchia: le conseguenze della vittoria di Erdogan sulla lira turca. Riuscirà il presidente a convincere gli investitori?

Referendum Turchia: quali le conseguenze della vittoria di Erdogan sulla lira turca e quali invece gli effetti dal punto di vista degli investitori?

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha ufficialmente vinto il tanto atteso referendum costituzionale che gli ha conferito nuovi e più ampi poteri. Mentre l’esito del referendum ha avuto immediate conseguenze sulla lira turca, per il presidente ora il passo più importante sarà quello di superare i timori e le paure degli investitori, ma in che modo?

Prima di vincere il referendum, Erdogan è riuscito a sopravvivere al fallito colpo di stato della scorsa estate che non solo ha avuto terribili conseguenze sulla lira turca (praticamente crollata), ma ha aperto le porte ad un periodo di forte instabilità, di repressione e di vera e propria epurazione della Turchia da parte del presidente.

L’esito di questo referendum costituzionale ha sia sancito la discussa e osteggiata vittoria del presidente Erdogan, sia avuto conseguenze molto differenti sull’andamento della lira turca che ha ripreso a guadagnare terreno contro il dollaro statunitense. Vediamo allora di seguito quali sono state le conseguenze della vittoria di Erdogan al referendum costituzionale, non solo sulla lira turca, ma anche sull’azionario e sugli investitori.

Erdogan vince referendum: conseguenze su lira turca e azionario

La lira turca ha guadagnato circa mezzo punto percentuale contro il dollaro statunitense, mentre gli investitori sono tornati a respirare e il mercato azionario ha ripreso a guadagnare un po’ di terreno. I mercati hanno temuto più una sconfitta che una vittoria di Erdogan.

Questo perché nel primo caso, una bocciatura del referendum costituzionale avrebbe potuto avere delle conseguenze terribili e ripercussioni da parte dello stesso governo di Erdogan. Si pensi soltanto che dal colpo di stato di luglio, che ha fatto sprofondare la lira turca, ad oggi le autorità hanno arrestato più di 47.000 persone con accuse specifiche.

“Dopo il risultato del referendum ci aspettiamo un leggero rally degli asset turchi, dato che la grande incertezza legata ad una vittoria del “No” è stata scongiurata,”

hanno scritto gli analisti di Commerzbank.

Nella sessione di ieri il cambio USD/TRY è crollato del 2,21%, mentre l’euro-lira turca è scivolato dello 0,75%. In rialzo l’intero azionario turco, con il BIST 100 a +0.66% sulla Borsa di Istanbul.

Referendum Turchia, conseguenze: le previsioni degli analisti

Ogni guadagno, sia da parte della lira turca, sia da parte del mercato azionario, sarà limitato secondo gli analisti. Per sfruttare al meglio i nuovi poteri vinti con il referendum dei giorni scorsi, il presidente Erdogan dovrà guadagnarsi anche le elezioni in Turchia del 2019 e secondo gli esperti questo avrà come conseguenza l’estensione dello stato di emergenza e minori prospettive di riforma.

Insomma, le iniziali conseguenze sulla lira turca e sul mercato azionario potrebbero avere vita breve secondo gli analisti. Saranno ancora 3 i fattori cui gli investitori guarderanno con attenzione. Vediamoli di seguito.

Turchia e investitori: le elezioni 2019

Come già emerso dal risultato del referendum costituzionale dei giorni scorsi, la Turchia appare oggi un Paese profondamente diviso. Più del 48% dei votanti ha detto “No” alla riforma voluta da Erdogan ed è per questo che, nonostante il referendum sia ormai alle spalle, il periodo di incertezza politica continuerà ad avere conseguenze sulla stessa lira turca e sulle decisioni degli investitori.

Come già accennato, per completare la vittoria, Erdogan dovrà ottenere anche le elezioni 2019 dato che il passaggio ad una presidenza esecutiva come quella delineata dal referendum non sarà immediato ma diverrà effettivo dopo le prossime consultazioni, hanno fatto notare gli analisti.

Una nuova vittoria di Erdogan alle elezioni in Turchia nel 2019 sarà però messa in discussione da diversi fattori, in primis la credibilità dello stesso presidente al quale è stato attribuito il merito del boom economico turco degli ultimi 15 anni. Ad oggi, però, la situazione appare cambiata, soprattutto con riferimento alla lira, e la crescita della Turchia non rispecchia più i livelli del 2003, anno in cui Erdogan è diventato primo ministro.

Anche gli investimenti esteri in Turchia sembrano aver subito una pesante battuta d’arresto e sono scesi dai $22 milioni del 2007 ai $17 milioni del 2015. Per non parlare poi della lira turca che negli ultimi 12 mesi ha perso più del 22% contro il dollaro statunitense.

Turchia e investitori: la questione europea e le conseguenze del referendum

Nel 2005 la Turchia ha dato inizio ai negoziati per entrare a far parte dell’Unione Europea ma i progressi sono stati davvero invisibili. L’esito del referendum costituzionale, che ha fatto comunque rialzare la testa alla lira turca, potrebbe avere delle conseguenze negative sulla questione europea e di conseguenza sulle scelte degli investitori.

Gli osservatori internazionali si sono già espressi in modo pungente sulla consultazione referendaria turca e sulla vittoria del presidente Erdogan. La Merkel, ad esempio, ha ricordato al presidente vincitore che la Turchia, come membro potenziale dell’UE, ha il dovere di salvaguardare i diritti basilari e la democrazia.

A pesare sulle relazioni Turchia-UE e di conseguenza sulle scelte degli investitori potrebbe anche essere il profondo desiderio di Erdogan di reintrodurre la pena di morte, una volontà resa più facile dall’esito del referendum costituzionale. Il presidente francese Hollande ha già avvertito che un qualsiasi referendum in Turchia volto a restaurare la pena di morte costituirà una rottura con i valori e gli impegni dell’Unione Europea. Anche in questo caso le conseguenze sulla lira turca, sul mercato e per gli investitori potrebbero essere evidenti.

Turchia e investitori, conseguenze del referendum: la Russia

La Turchia e la Russia hanno una relazione piuttosto altalenante che tuttavia risulta vitale soprattutto per Erdogan. Dalla crisi ucraina del 2014 fino all’appoggio russo ad Assad, i motivi di contrasto tra i due Paesi sono stati molteplici. Nonostante questo la Russia e la Turchia appena uscita dal referendum sono profondamente legate dal punto di vista commerciale.

Il Paese di Erdogan basa la sua economia sul turismo, sul commercio e sulle risorse energetiche, e la Russia è sempre stata uno dei suoi maggiori partner commerciali. Milioni e milioni di turisti russi hanno fatto guadagnare miliardi di dollari all’economia di Erdogan. Nonostante il Cremlino si sia detto rispettoso dell’esito del referendum in Turchia, i delicati rapporti tra Erdogan e Putin saranno un altro elemento da monitorare da parte degli investitori, poiché essi potranno essere in grado di determinare l’andamento della lira turca e del mercato.

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