Il piano dell’UE per fregare Ungheria e Polonia e escluderle dal Recovery Fund

Mario D’Angelo

3 Dicembre 2020 - 19:20

3 Dicembre 2020 - 19:21

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Secondo El Pais la Commissione europea sta elaborando un piano per risolvere lo stallo sul Recovery Fund provocato dall’opposizione di Budapest e Varsavia

Il piano dell'UE per fregare Ungheria e Polonia e escluderle dal Recovery Fund

Ore furiose in Commissione europea per risolvere lo stallo sul Recovery Fund. Secondo indiscrezioni di stampa, l’organo esecutivo europeo sarebbe al lavoro per preparare un nuovo fondo da 750 miliardi per escludere Polonia e Ungheria, che fanno opposizione sullo Stato di diritto.

Come la Commissione vuole escludere Polonia e Ungheria dal Recovery Fund

Piovono le critiche sull’Ue per i ritardi del Recovery Fund, annunciato come un importante e tempestivo piano di aiuti in vista della crisi dovuta alla pandemia di coronavirus e ancora bloccato fra sospetti e veti incrociati.

Lo stallo si è creato con il veto di Varsavia e Budapest sull’accordo del bilancio europeo 2021-2027 (sul quale è necessaria l’unanimità). Il loro obiettivo è impedire l’approvazione del nuovo regolamento, che vincola i fondi europei al rispetto dello Stato di diritto.

Da un lato, quindi, la Germania lavora a un patto dietro le quinte con i due Paesi, dall’altro la Commissione prepara il piano B: se le chiamate “ufficiose” fra Angela Merkel e Viktor Orban non avranno successo, l’Europa passerà alle maniere forti.

Queste consistono, secondo il quotidiano spagnolo El Paìs, nell’esclusione dei due Paesi dal fondo. “La Commissione è convinta si possa replicare esattamente il fondo da 750 miliardi di euro e mettere a disposizione i soldi nei tempi previsti”, scrive il quotidiano. A quel punto si potrebbe decidere se redistribuire in toto i fondi che sarebbero andati a Polonia e Ungheria oppure ridurli.

Recovery Fund, lo stallo va risolto entro il 10 dicembre

Una linea dura che prende sempre più piede, perché la questione va risolta e va risolta in fretta: probabilmente già entro il 10 dicembre, data del prossimo vertice europeo.

Si è detto sicuro della mediazione europea il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “C’è uno stallo per un veto incomprensibile, sbagliato e improprio che non riguarda il dossier su cui i Paesi stanno mettendo il veto, auspichiamo che verrà superato nel prossimo Consiglio europeo, sono fiducioso che alla fine i due Paesi non riusciranno a bloccare il varo di un programma storico”.

Sulla possibilità che si superi in questo modo la questione dell’unanimità è intervenuto il vicepresidente del parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5S), perché le decisioni europee “non possono essere continuamente ostaggio della Polonia e Ungheria di turno”.

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