Come ormai sappiamo, il MEF ha annunciato una nuova emissione del BTP Valore, uno dei titoli di Stato più apprezzati dai piccoli risparmiatori italiani, a cui è espressamente rivolto. Sebbene i tassi di interesse di questa nuova emissione non siano stati ancora comunicati, le attuali condizioni di mercato fanno ipotizzare un rendimento a scadenza superiore rispetto a quello offerto nelle precedenti edizioni. Il titolo avrà una durata di 5 anni e, osservando i rendimenti oggi disponibili sul mercato, un BTP con una scadenza analoga offre un rendimento intorno al 4%. È quindi ragionevole attendersi livelli simili anche per questa nuova emissione.
Tuttavia, è importante ricordare che, una volta terminato il periodo di collocamento, il prezzo del titolo potrà oscillare sia al rialzo sia al ribasso sul mercato secondario. Questo perché il suo valore sarà influenzato principalmente dall’andamento dei tassi di interesse. In particolare, se i tassi dovessero scendere, il prezzo del BTP tenderebbe a salire; al contrario, un aumento dei tassi potrebbe determinare una diminuzione del suo valore.
Ma di quanto potrebbe variare il prezzo del titolo al variare dei tassi di interesse? Per stimarlo esiste un indicatore molto utile che ogni investitore dovrebbe conoscere: la duration modificata. Vediamo insieme di cosa si tratta.
Duration modificata: l’indicatore che misura quanto può variare il prezzo di un BTP
La relazione tra tassi di interesse e prezzo delle obbligazioni è un tema che abbiamo già approfondito in un articolo dedicato, al quale rimandiamo per chi desidera approfondire l’argomento prima di proseguire con la lettura.
In estrema sintesi, tra tassi e prezzi delle obbligazioni esiste una relazione inversa: quando i tassi di interesse salgono, il prezzo delle obbligazioni tende a scendere; quando i tassi diminuiscono, il prezzo delle obbligazioni tende a salire.
A questo punto, però, sorge una domanda fondamentale per ogni investitore: di quanto può variare concretamente il prezzo di un’obbligazione quando i tassi si muovono?
Per rispondere esiste un indicatore particolarmente utile: la duration modificata. Si tratta di una misura finanziaria che consente di stimare la sensibilità del prezzo di un’obbligazione alle variazioni dei tassi di interesse.
Senza addentrarci eccessivamente negli aspetti tecnici, la duration modificata dipende principalmente da tre fattori:
- La scadenza del titolo;
- L’ammontare delle cedole pagate;
- Il rendimento a scadenza.
In termini pratici, questo indicatore ci dice di quanto, in percentuale, potrebbe variare il prezzo di un’obbligazione a fronte di una variazione dell’1% dei tassi di interesse.
In altre parole, conoscendo la duration modificata di un titolo, possiamo stimare rapidamente quale potrebbe essere l’impatto sul suo prezzo in caso di rialzo o ribasso dei tassi. Naturalmente, la stessa logica può essere applicata anche a variazioni inferiori all’1%, semplicemente proporzionando il risultato. Ma come funziona nella pratica? Facciamo un esempio concreto.
Duration modificata dei BTP: un esempio pratico per stimare il rischio tassi
Per comprendere meglio come utilizzare la duration modificata, prendiamo come esempio il seguente titolo: Btp Tf 2,25% St36 Eur.
Sul sito di Borsa Italiana, tra le informazioni disponibili, è possibile trovare anche il valore della sua duration modificata che, al momento della rilevazione, è pari a 8,43.
Ma cosa significa concretamente questo numero?
La duration modificata fornisce una stima della variazione percentuale del prezzo del titolo a fronte di una variazione dell’1% dei tassi di interesse. Nel nostro esempio, una duration modificata pari a 8,43 suggerisce che, in caso di aumento dei tassi dell’1%, il prezzo del BTP potrebbe diminuire di circa l’8,43%.
Allo stesso modo, se i tassi di interesse dovessero ridursi dell’1%, il prezzo del titolo potrebbe aumentare di circa l’8,43%.
Lo stesso ragionamento può essere applicato anche a variazioni più contenute. Ad esempio, un incremento dei tassi dello 0,25%, come è recentemente avvenuto, potrebbe tradursi in una riduzione del prezzo di circa il 2,1%, mentre una diminuzione della stessa entità potrebbe generare un apprezzamento analogo.
È importante ricordare che si tratta di una stima teorica. Nella realtà, l’andamento delle obbligazioni non dipende esclusivamente dalle variazioni dei tassi ufficiali, ma soprattutto dalle aspettative degli operatori sui futuri movimenti dei tassi, dall’inflazione attesa e dal contesto economico generale. Per questo motivo, i movimenti effettivi dei prezzi possono differire da quelli stimati attraverso la duration modificata.
Ciò non toglie che questo indicatore rappresenti uno strumento particolarmente utile per l’investitore. Con un semplice dato è infatti possibile comprendere quanto un’obbligazione sia esposta al rischio di tasso e confrontare tra loro titoli con caratteristiche differenti. In generale, maggiore sarà la duration modificata, maggiore sarà la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi di interesse e, di conseguenza, maggiore sarà la volatilità potenziale del titolo.
La duration modificata non consente di prevedere il futuro, ma permette di avere un’idea immediata di quanto il prezzo di un’obbligazione potrebbe reagire ai movimenti dei tassi: un’informazione preziosa da considerare prima di investire.
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