Quanto guadagna Maria Adinolfi? Stipendio e patrimonio del giornalista ed ex deputato

Emanuele Di Baldo

21 Settembre 2026 - 12:59

Il giornalista, blogger e politico, fondatore de Il Popolo della Famiglia, finisce in carcere (con l’accusa di truffa aggravata) per aver usato i social durante i domiciliari

Quanto guadagna Maria Adinolfi? Stipendio e patrimonio del giornalista ed ex deputato

Dai domiciliari a Regina Coeli per qualche post sui social. Da oggi, lunedì 21 settembre, Mario Adinolfi è in carcere: il gip di Roma ha disposto l’aggravamento della misura cautelare dopo la «reiterata e sistematica violazione» del divieto di usare dispositivi telefonici e informatici, salvo che per parlare con il proprio difensore. Numeri alla mano, secondo l’ordinanza il leader del Popolo della Famiglia avrebbe pubblicato 49 articoli sul suo blog Substack e 23 post su Facebook, con cadenza quotidiana. L’ultimo proprio mentre la Guardia di Finanza gli notificava il provvedimento, con tanto di foto dell’ordinanza. «Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook», il suo commento. Adinolfi era ai domiciliari dall’8 luglio 2026, accusato di truffa aggravata e continuata per il presunto sistema della Scommessa Collettiva. Ma quanto guadagna davvero e cosa sappiamo del suo patrimonio?

Chi è Mario Adinolfi? Biografia e carriera tra giornalismo e idee politiche

Romano, figlio di un attore e dirigente pubblico e di madre australiana, Adinolfi è da oltre trent’anni una delle figure più divisive del dibattito pubblico italiano. Laureato in Lettere alla Sapienza, muove i primi passi nel giornalismo cattolico, collaborando con Avvenire, Europa, Il Popolo, La Discussione e Radio Vaticana. Giornalista professionista, tra il 1997 e il 2001 lavora al Tg1, per poi dedicarsi a conduzione e scrittura di programmi radiofonici e televisivi.

Il percorso politico è un vero e proprio slalom. Dopo gli inizi nella Democrazia Cristiana, diventa uno dei più giovani dirigenti nazionali del Partito Popolare e presidente dei Giovani Popolari. Nel 2001 fonda Democrazia Diretta e si candida a sindaco di Roma, con un consenso marginale. Tra i promotori del Partito Democratico, nel 2007 corre alle primarie con la lista Generazione U (poco meno di seimila voti), entra nell’Assemblea costituente e nella commissione per lo statuto. Sfiora la Camera nel 2008 e ci arriva nel 2012, subentrando a Pietro Tidei, eletto sindaco di Civitavecchia.

Poi la rottura con i dem e la svolta identitaria. Nel 2016 fonda il Popolo della Famiglia, movimento di ispirazione cattolica tradizionale in prima linea contro unioni civili e gestazione per altri, ma mai capace di tradurre la visibilità del leader in risultati elettorali significativi. Nel 2022 promuove Alternativa per l’Italia con Simone Di Stefano, già esponente di CasaPound, su posizioni critiche verso governo Draghi e Green Pass: anche qui, consenso limitato. Negli ultimi anni i suoi cavalli di battaglia sono stati il sostegno a Israele, l’identità cristiana dell’Europa e il contrasto all’immigrazione irregolare. Il tutto condito da una passione mai nascosta: il poker, di cui si è raccontato giocatore professionista.

Quanto guadagna Mario Adinolfi? Cosa sappiamo sul patrimonio tra rumors, controversie e cause legali

Chiariamo subito che non esistono dati ufficiali su redditi e patrimonio di Adinolfi. Esistono però alcune cifre documentate, e raccontano una storia a dir poco particolare.

La più «pulita» arriva dalla TV. All’Isola dei Famosi 2025, secondo quanto rivelato da Alberto Dandolo sul settimanale Oggi, Adinolfi era il naufrago più pagato dell’edizione, con 15mila euro a settimana, più di Patrizia Rossetti (12mila) e Loredana Cannata (8mila). Dopo cinque settimane in Honduras l’incasso stimato era di circa 75mila euro, destinato a salire a 120mila in caso di permanenza fino alla finale, prevista per il 3 luglio. Poi c’è il poker, dal quale lo stesso Adinolfi ha sostenuto sul suo blog di aver ricavato guadagni significativi, senza però cifre verificabili.

Il nodo vero, però, è la Scommessa Collettiva: un club privato con quote annuali o trimestrali tra 3mila e 10mila euro, che prometteva rendimenti fino al 40% annuo grazie ad algoritmi e a un «team di esperti». Agli Europei di calcio era spuntata persino una quota «Vip Plus» da 9.500 euro, con maggiorazione promessa del 150%, al 200% in caso di vittoria dell’Italia. Secondo la procura di Roma, sui conti dell’indagato sarebbero transitati oltre 4,7 milioni di euro in cinque anni, con un danno vicino ai 5 milioni e 400mila euro di evasione fiscale contestata. Solo una parte sarebbe finita davvero in scommesse: il resto, per il gip, in orologi, lingotti, monete straniere, quadri, imbarcazioni e viaggi alle Maldive e in Egitto.

Il paradosso? Sulla carta Adinolfi non possiede immobili né partecipazioni societarie: risulta intestatario solo di un’auto, mentre sono in corso accertamenti su conti esteri, come in Lituania. Per il giudice, un’evidente strategia per disperdere il patrimonio. Adinolfi ha sempre respinto ogni accusa: tutte le contestazioni restano da accertare in sede processuale.