Azioni STMicroelectronics sotto i 39 euro, il crollo dei chip travolge anche Piazza Affari. Cosa aspettarsi ora?

Ufficio Studi Money.it

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STMicroelectronics perde oltre il 3% dopo il crollo dei chip a Wall Street. Cosa pesa sul titolo, cosa dicono gli analisti e quali livelli guardare in vista dei conti del 29 ottobre.

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STMicroelectronics si muove sui 38,73 euro alle 15.20 di oggi, in calo del 3,02% rispetto alla chiusura del giorno prima, ferma a 39,935 euro. Il titolo ha toccato in mattinata un massimo a 40,28 per poi scivolare progressivamente, scendendo anche sotto il minimo di 39,05 segnato prima di mezzogiorno, e si ritrova così sui livelli più bassi della giornata, in una Piazza Affari frenata da tecnologici, lusso e banche.

Il ribasso si somma a una seduta già pesante, con il titolo STM che il 22 ottobre 2026 ha chiuso con un -4,98% e ai prezzi attuali la performance a una settimana scende a -4,32%, quella a un mese a -14,16%. Dal massimo a 52 settimane di 70,86 euro il titolo ha ormai lasciato sul terreno il 45,34%, anche se a un anno il saldo resta ampiamente positivo, con un rialzo dell’80,88% che ricorda da quali altezze sia partita la discesa.

Perché le azioni STM scendono oggi?

Giovedì 22 ottobre il Philadelphia Semiconductor Index, il termometro dei chip a Wall Street, ha perso il 6,72%, chiudendo sui livelli più bassi da fine luglio con tutti i trenta componenti in rosso, mentre il Nasdaq ha ceduto il 2,60%. A innescare le vendite sono stati l’allarme di Lam Research su vincoli nella catena di fornitura destinati a durare fino al 2027 e nuovi timori sulla sostenibilità della spesa per l’intelligenza artificiale, alimentati dalle parole di Jensen Huang sulle difficoltà finanziarie dei cosiddetti neocloud e dagli impegni di spesa monstre annunciati da Meta. Un’ondata di prudenza che stamattina si è propagata alle Borse asiatiche e poi a quelle europee, travolgendo anche STM e Technoprobe.

Sul clima generale pesano poi le tensioni in Medio Oriente, che hanno spinto il Brent sopra i 113 dollari al barile ai massimi da cinque mesi, e un appuntamento ormai vicino. Giovedì 29 ottobre, prima dell’apertura dei mercati, il gruppo italo francese pubblicherà i conti del terzo trimestre, e alla vigilia di una trimestrale in un settore così nervoso pochi investitori hanno voglia di esporsi.

Per STM, che vende chip soprattutto all’automotive e all’industria più che ai data center, il legame con il tema dell’intelligenza artificiale è meno diretto rispetto ai grandi nomi americani, ma in giornate come questa il mercato tende a fare di tutta l’erba un fascio.

Le previsioni degli analisti sul titolo STM

Il 19 ottobre Cowen ha tagliato il prezzo obiettivo da 48,50 a 45 euro, il valore più basso tra quelli aggiornati nelle ultime settimane. A settembre Equita aveva confermato il giudizio buy limando il target a 63 euro, mentre Citigroup lo aveva alzato a 65 euro, sempre con raccomandazione buy, ed Exane a 73 euro con giudizio outperform.

Secondo il consenso raccolto da Investing.com al 15 ottobre, su 20 analisti 13 consigliano di comprare e 7 di mantenere, senza alcuna raccomandazione di vendita, con un prezzo obiettivo medio di circa 68,9 euro e una forchetta compresa tra 49,2 e 86,9 euro. Numeri che implicano ampi margini di recupero rispetto alle quotazioni attuali, ma che potrebbero essere rivisti dopo la trimestrale, come è già accaduto con Cowen.

Il quadro tecnico

Il prezzo si muove sotto tutte le principali medie mobili, da quella a 20 sedute, a 45,45 euro, fino a quella a 200 sedute, a 43,37, una configurazione che descrive un titolo in piena fase di debolezza. Con la discesa di oggi STM ha perforato anche i supporti di giornata a 39,62 e 39,29 e il minimo relativo di 39,55 dei mesi scorsi, e si avvicina alla banda inferiore di Bollinger, a 38,31. Più in basso, tra i minimi degli ultimi mesi, il primo riferimento significativo è molto lontano, in area 27,10, mentre al rialzo le prime resistenze si trovano a 40,60 e 41,25 euro.

Gli oscillatori confermano la pressione delle vendite, con l’RSI a 14 sedute che già in mattinata era sceso in area 34, a ridosso della soglia di ipervenduto. Pesa anche la volatilità, con una variazione storica annualizzata intorno al 46% a 20 sedute, che spiega come il titolo possa muoversi di diversi punti percentuali nell’arco di una sola seduta.

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Articolo revisionato da Flavia Provenzani il

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