Cosa sta succedendo oggi alle azioni Prysmian, maglia nera del Ftse Mib di Piazza Affari? I sell off sono tali da far scivolare le sue azioni fino a -7% circa.
Fari sui titoli della multinazionale italiana, leader mondiale nella produzione di cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni.
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Azioni Prysmian pagano conseguenze alert “L’AI ci ucciderà tutti” e rinvio IPO OpenAI
Le azioni Prysmian pagano gli smobilizzi che si stanno abbattendo sulle borse di tutto il mondo, e che stanno colpendo in particolare i titoli AI.
In primo piano l’annuncio di Sam Altman, CEO di OpenAI che, riferendosi allo sbarco in Borsa della società che ha creato ChatGPT, ha annunciato che l’IPO non avverrà nel 2026.
Il motivo? Alla base della decisione di Altman il grande alert lanciato la scorsa settimana da un ricercatore (ormai ex) di Anthropic sul rischio che l’AI finisca con l’uccidere il genere umano.
La scelta di OpenAI di rimandare l’IPO si accompagna ad avvertimenti sul pericolo AI che sono stati spiegati nelle ultime ore anche dal CEO di Anthropic Dario Amodei.
Ma cosa c’entra esattamente Prysmian con il peggioramento del sentiment nei confronti delle azioni AI?
C’entra molto, visto che il legame tra l’azienda italiana e il settore dell’intelligenza artificiale si è fatto sempre più stretto.
La multinazionale è diventata negli ultimi mesi grande protagonista della rivoluzione dell’AI, fornendo sistemi di cablaggio e fibra ottica ai colossi tecnologici che stanno costruendo infrastrutture per l’intelligenza artificiale, come i data center.
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Gli accordi siglati da Prysmian negli USA. I suoi cavi sempre più cruciali per i data center
Alla fine di luglio Prysmian ha annunciato per esempio un piano per accelerare ulteriormente il suo contributo nella costruzione di data center in Digital Solutions, con un aumento significativo della capacità.
Sotto i riflettori l’accordo decennale firmato con Molex, parte di Koch, per un valore fino a circa €5,5 miliardi: accordo che, ha spiegato l’azienda, “rientra in un piano più ampio di nuovi accordi e iniziative commerciali con hyperscaler e operatori di infrastrutture per i data center, che dovrebbe generare entro il 2035 oltre €10 miliardi di ricavi incrementali cumulativi rispetto al 2025, aggiungendo fino a €1,1 miliardo di ricavi su base annua a partire dal 2031”.
La notizia del rinvio dell’IPO di OpenAI e l’altro allarme lanciato nel fine settimana anche dal CEO dell’altro gigante dell’AI Anthropic hanno zavorrato immediatamente le azioni, che si sono allineate al trend ribassista dei titoli hi-tech in generale.
Prysmian nello specifico prezza il rischio che il possibile rallentamento dello sviluppo dell’AI finisca con il frenare anche la costruzione di data center, riducendo la domande per l’infrastruttura fisica che offre, necessaria per il loro funzionamento (come cavi a bassa, media e alta tensione e sistemi di cavi per collegare il data center alla rete elettrica).
La nuova generazione di cavi è infatti cruciale per i data center AI, dove devono essere trasferiti enormi volumi di dati tra server e sistemi di elaborazione.
Va ricordato che un altro investimento di Prysmian negli Stati Uniti è stato annunciato alla metà di agosto, quando il colosso ha reso noto un piano per aumentare la capacità produttiva di fibra e cavi ottici con un investimento di oltre 1 miliardo di dollari, creando 600 nuovi posti di lavoro negli stabilimenti americani, in particolare negli Stati del North Carolina, South Carolina e Tennessee.
Andrea Pirondini, CEO di Prysmian North America, ha commentato l’investimento sottolineando che gli accordi rispecchiano “il nostro impegno a sostenere la crescita della domanda statunitense di soluzioni digitali avanzate”.
L’azienda ha ricordato che “l’espansione della capacità produttiva e i relativi accordi consolidano la forte posizione di Prysmian nel mercato della costruzione dei data center, dove il gruppo fornisce già soluzioni sia per le connessioni digitali sia per quelle energetiche”.
Di fatto, gli investimenti “rappresentano inoltre un passo importante verso il ’cuore’ dei data center, portando le soluzioni di alta gamma di Prysmian nel campo delle fibre e dei cavi ottici più vicino ai luoghi in cui i dati vengono elaborati e trasmessi”.
Azioni Prysmian scendono fino a sotto 119 euro. Cosa dicono i target price
In un momento in cui le dichiarazioni degli stessi titani del settore AI Sam Altman e Dario Amodei raccomandano di allentare il passo, è ovvio che le azioni Prysmian scontino uno scenario meno favorevole alla crescita dei business del data center e dunque degli ordini per i suoi prodotti.
Occhio intanto al completamento, la scorsa settimana, del collocamento di 7,02 milioni circa di azioni (circa 2.5% del capitale), nell’ambito di un aumento di capitale di circa 850 milioni di euro.
La domanda ha superato di molte volte l’offerta delle nuove azioni, emesse al prezzo fissato a 121 euro per azione.
I proventi netti derivanti dall’aumento di capitale saranno utilizzati da Prysmian per finanziare parzialmente l’acquisizione di Atkore, che ha un enterprise value di 3,8 miliardi di dollari.
Equita ha confermato la view positiva sulle azioni Prysmian e un target price di 178 euro, che implica un rally del 50% rispetto ai 118,70 euro circa di oggi.
In media, il target price sulle azioni Prysmian è pari a 156,06 euro, che comporta un rialzo del 31,4% circa.
La SIM ha fatto notare infine che, ai prezzi del piazzamento (€121ps) e includendo il deal Atkore, le azioni Prysmian starebbero trattando a un valore corrispondente a P/E adjusted attesi per il 2027 e per il 2028, pari rispettivamente a circa 19 e 15,5 volte.
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