Azioni PayPal, dopo il crollo dell’87% il P/E è inferiore di oltre il 60% rispetto a Visa e Mastercard. Cosa attendersi dai conti?

Gerardo Marciano

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Il gruppo americano dei pagamenti digitali si avvicina alla trimestrale del 27 ottobre con multipli di valutazione sensibilmente inferiori rispetto a quelli di Visa e Mastercard. Volumi in crescita, margini sotto pressione e un quadro tecnico in evoluzione alimentano il dibattito sulle prospettive economiche della società.

Azioni PayPal, dopo il crollo dell'87% il P/E è inferiore di oltre il 60% rispetto a Visa e Mastercard. Cosa attendersi dai conti?

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Dopo aver perso quasi l’88% del proprio valore rispetto ai massimi storici, PayPal torna al centro dell’attenzione dei mercati finanziari. Il gruppo americano dei pagamenti digitali attraversa una fase di trasformazione, caratterizzata da una crescita dei volumi delle transazioni che non si traduce ancora in un miglioramento proporzionale della redditività.

Il prossimo appuntamento societario è previsto per il 27 ottobre 2026, data della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. I dati offriranno un aggiornamento sull’andamento economico del gruppo, sulla redditività delle diverse attività e sulle prospettive del settore dei pagamenti digitali.

Le stime di consenso disponibili a metà ottobre indicano ricavi trimestrali nell’ordine di 8,7-8,9 miliardi di dollari, rispetto agli 8,42 miliardi dello stesso periodo del 2025. Per l’utile rettificato per azione, le aspettative si collocano indicativamente tra 1,31 e 1,34 dollari, a fronte degli 1,34 dollari registrati un anno prima. Le stime possono differire in funzione delle metodologie e dei campioni utilizzati dai diversi fornitori di dati.

Le indicazioni diffuse dalla società a luglio prevedevano, per il terzo trimestre, una flessione percentuale contenuta dell’utile rettificato per azione rispetto all’anno precedente. Contestualmente, PayPal aveva aggiornato le proprie previsioni per l’intero 2026, indicando un utile rettificato per azione di circa 5,38 dollari.

I conti del secondo trimestre: volumi in crescita, margini in calo

Il quadro economico evidenzia un’azienda che continua a generare ricavi e flussi di cassa, ma che presenta una dinamica della redditività più contenuta rispetto alla crescita dei volumi gestiti.

I risultati del secondo trimestre 2026 illustrano questa differenza. Il volume complessivo dei pagamenti, indicato con l’acronimo TPV, è aumentato del 10%, raggiungendo 486,4 miliardi di dollari. Nello stesso periodo i ricavi sono cresciuti del 5%, attestandosi a circa 8,7 miliardi.

Il margine operativo rettificato si è collocato al 17,4%, registrando una contrazione di 248 punti base rispetto all’anno precedente, mentre il margine operativo calcolato secondo i principi contabili GAAP si è attestato al 16,4%.

Il margine delle transazioni, espresso in valore assoluto, è aumentato dell’1%, raggiungendo circa 3,9 miliardi di dollari. Il free cash flow trimestrale è stato pari a 1,8 miliardi.

Questi dati evidenziano una caratteristica importante del settore: l’incremento del valore complessivo dei pagamenti non determina necessariamente una crescita proporzionale dei ricavi e degli utili.

La composizione delle transazioni, i costi di elaborazione, le condizioni commerciali e la redditività dei differenti servizi incidono sulla capacità delle piattaforme di trasformare i volumi gestiti in risultati economici.

Anche le diverse attività di PayPal mostrano dinamiche eterogenee. Nel secondo trimestre, il volume dei pagamenti attraverso il checkout online a marchio PayPal è cresciuto del 2% a cambi costanti, mentre Venmo ha registrato un incremento dei volumi del 14%.

La differenza riflette la diversa fase di sviluppo delle attività del gruppo e contribuisce a spiegare la complessità del processo di trasformazione aziendale.

Parallelamente, PayPal continua a sviluppare servizi legati ai pagamenti digitali, alle soluzioni Buy Now Pay Later, alla monetizzazione di Venmo e alle collaborazioni commerciali con operatori del commercio elettronico.

L’evoluzione di queste iniziative rappresenta uno degli elementi attraverso i quali osservare i cambiamenti del modello economico del gruppo.

PayPal, multipli di valutazione e andamento storico delle quotazioni dopo il crollo dell’87%

La correzione registrata dalle azioni PayPal negli ultimi anni costituisce uno dei fenomeni più rilevanti nella storia recente del settore dei pagamenti digitali.

Dopo il massimo storico di 306,74 dollari raggiunto nel 2021, le quotazioni sono scese fino al minimo di 38,124 dollari registrato nel 2026. La variazione complessiva tra i due estremi corrisponde a una flessione di circa l’87,6%.

Il movimento si inserisce nel contesto del ridimensionamento delle valutazioni attribuite a numerose società tecnologiche e dei pagamenti digitali dopo la fase di forte espansione del commercio elettronico.

Un indicatore utilizzato per confrontare le valutazioni di mercato è il rapporto prezzo/utili prospettico, comunemente definito forward P/E. Questo multiplo mette in relazione il prezzo delle azioni con gli utili per azione attesi per un periodo futuro.

Secondo i dati di Stock Analysis riportati per metà ottobre 2026, PayPal presenta un forward P/E indicativo di 10,1 volte, rispetto a circa 27,1 volte per Visa e 28,3 volte per Mastercard.

Sulla base di questi valori, il multiplo di PayPal risulta inferiore di circa il 62,7% rispetto a quello di Visa e del 64,3% rispetto a quello di Mastercard.

Il confronto descrive una differenza significativa nelle valutazioni attribuite dal mercato alle tre società, ma deve essere interpretato considerando le caratteristiche dei rispettivi modelli di business.

Visa e Mastercard operano prevalentemente attraverso reti internazionali di pagamento, mentre PayPal gestisce un ecosistema di servizi digitali che comprende soluzioni di checkout, portafogli elettronici e servizi per commercianti e consumatori.

Le differenze nella struttura dei ricavi, nei margini operativi, nell’intensità competitiva e nelle prospettive di crescita possono contribuire a spiegare il divario dei multipli.

Il rapporto prezzo/utili rappresenta quindi un indicatore descrittivo delle valutazioni di mercato e non una misura autonoma del valore economico di una società.

Un ulteriore elemento di studio riguarda il comportamento storico delle quotazioni in occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali.

Secondo un’analisi di Earnings Watcher, su un campione di 17 comunicazioni trimestrali il movimento medio giornaliero delle azioni PayPal, considerato in valore assoluto, è stato di circa il 7,7%.

La statistica misura l’ampiezza media delle variazioni osservate nel campione, indipendentemente dalla loro direzione, e non fornisce indicazioni sull’andamento delle quotazioni in occasione di eventi futuri.

Le reazioni registrate nei singoli trimestri sono state differenti. Il 3 febbraio 2026, in occasione della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre 2025, il titolo ha registrato una flessione di circa il 20,3% nella seduta dell’annuncio. Il 28 luglio 2026, invece, la variazione giornaliera è stata positiva per circa il 4%.

La diversità delle reazioni evidenzia come la pubblicazione dei risultati possa coincidere con variazioni significative delle quotazioni, determinate dall’insieme delle informazioni diffuse e dalle aspettative precedentemente incorporate nei prezzi.

Anche l’osservazione della serie storica dei prezzi permette di descrivere alcuni cambiamenti intervenuti nel corso del 2026.

Dopo il minimo annuale di 38,124 dollari, le quotazioni hanno registrato un recupero, tornando nell’area compresa tra 54 e 58 dollari.

Nell’analisi dei pattern grafici, il prezzo di apertura annuale rappresenta un riferimento temporale utilizzato per confrontare l’andamento delle quotazioni rispetto all’inizio dell’anno. Per PayPal, questo valore si colloca intorno a 58,15 dollari.

Negli ultimi giorni, secondo la configurazione grafica considerata, la media mobile esponenziale a 9 periodi si è portata sopra la media mobile aritmetica a 21 periodi.

È importante precisare che gli incroci tra medie mobili non rappresentano certezze sull’evoluzione futura delle quotazioni, ma costituiscono esclusivamente strumenti statistici di interpretazione delle dinamiche di mercato. Analogamente, i pattern grafici individuati attraverso l’osservazione delle serie storiche descrivono comportamenti verificatisi in passato, senza garantire che possano ripetersi in futuro. Le condizioni economiche e il contesto di mercato possono infatti modificare profondamente l’evoluzione dei prezzi. L’analisi tecnica studia ciò che è accaduto, ma non offre certezze su ciò che accadrà.

Le medie mobili sono strumenti statistici che sintetizzano l’andamento passato dei prezzi attraverso differenti modalità di calcolo. Gli incroci tra queste curve descrivono cambiamenti nella dinamica delle quotazioni, ma non permettono, da soli, di stabilire l’evoluzione futura di un titolo.

Sul grafico settimanale, le quotazioni nell’area dei 56 dollari risultano inoltre prossime alla media mobile aritmetica a 21 settimane, un riferimento che consente di osservare l’andamento dei prezzi su un orizzonte temporale più ampio.

Un altro elemento grafico riguarda l’intervallo compreso tra 54,625 e 61,22 dollari, corrispondente al vuoto di prezzo formatosi tra il 27 e il 28 agosto.

Questo fenomeno, comunemente denominato gap, si verifica quando tra due sessioni di mercato si determina una discontinuità nelle quotazioni. La successiva presenza dei prezzi all’interno dell’intervallo permette di studiare l’evoluzione della distribuzione degli scambi rispetto alla fase precedente.

Tra gli altri riferimenti storici figurano il minimo di 50,802 dollari del 10 settembre, il massimo di agosto a 62,58 dollari e il minimo annuale di 38,124 dollari.

Questi valori identificano estremi e aree di prezzo registrati in momenti differenti della serie storica. La loro rilevanza è esclusivamente descrittiva e statistica, nell’ambito dello studio dell’andamento delle quotazioni.

PayPal e la trimestrale del 27 ottobre: crescita dei pagamenti, redditività e prospettive del settore

La pubblicazione dei risultati del terzo trimestre offrirà nuovi elementi per comprendere l’evoluzione economica di PayPal e le trasformazioni in corso nel settore dei pagamenti digitali.

Uno degli aspetti centrali riguarda la relazione tra crescita dei volumi gestiti e redditività delle transazioni.

Nel secondo trimestre 2026, l’incremento del 10% del volume complessivo dei pagamenti si è accompagnato a una crescita del 5% dei ricavi e a una contrazione del margine operativo rettificato.

Questa differenza evidenzia come la crescita dimensionale di una piattaforma non coincida necessariamente con un aumento proporzionale della sua redditività.

L’analisi dei risultati aziendali richiede quindi di considerare congiuntamente volumi, ricavi, costi operativi, margini e generazione di cassa.

Anche il confronto con Visa e Mastercard assume un significato più completo quando viene inserito in questa prospettiva.

Il divario tra i rispettivi rapporti prezzo/utili riflette valutazioni di mercato differenti, ma non consente di stabilire una graduatoria assoluta della qualità o del valore economico delle società considerate.

I multipli finanziari dipendono infatti da numerose variabili, tra cui la crescita attesa degli utili, la stabilità dei flussi di cassa, la struttura del capitale e le caratteristiche competitive dei diversi modelli di business.

Un altro aspetto riguarda l’evoluzione del checkout digitale, settore nel quale PayPal continua a confrontarsi con operatori tecnologici e finanziari che offrono soluzioni di pagamento integrate.

La diffusione dei portafogli digitali, dei pagamenti attraverso dispositivi mobili e delle nuove modalità di acquisto online sta modificando progressivamente le abitudini dei consumatori e le strategie commerciali delle piattaforme.

In questo contesto, l’espansione di Venmo, lo sviluppo delle soluzioni Buy Now Pay Later e le collaborazioni con gli operatori del commercio elettronico rappresentano componenti del processo di evoluzione aziendale.

I risultati del 27 ottobre permetteranno di aggiornare il quadro relativo a queste attività e di confrontare le performance effettive con le previsioni precedentemente diffuse.

La lettura congiunta dei dati economici e della serie storica delle quotazioni evidenzia, in definitiva, due fenomeni distinti: da una parte, il profondo ridimensionamento delle valutazioni di mercato rispetto al 2021; dall’altra, la trasformazione del modello operativo di PayPal in un settore caratterizzato da crescente concorrenza e innovazione tecnologica.

Il calo dell’87,6% dai massimi storici, il differenziale dei multipli rispetto a Visa e Mastercard e il recupero registrato dai minimi del 2026 costituiscono elementi quantitativi utili a descrivere questa evoluzione, ma non consentono, isolatamente, di formulare conclusioni sul valore futuro delle azioni.

La questione economica centrale riguarda la capacità del gruppo di coniugare l’espansione dei servizi di pagamento con una crescita sostenibile della redditività.

Sarà soprattutto l’evoluzione di questa relazione, osservata attraverso i risultati societari dei prossimi trimestri, a fornire una rappresentazione più completa del percorso industriale e finanziario di PayPal.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono sollecitazione all’investimento, consulenza finanziaria o raccomandazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le performance passate non sono indicative di quelle future.

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Commenti

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Ok, ma come faccio a investire quando una stanza costa quanto uno stipendio? Quasi 88% in meno? Sembrano gli affitti qui a Bologna! 😂

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