Oggi la Fed decide, verso il primo rialzo dal 2023. Treasury al massimo dal 2007 e petrolio ai livelli più alti da mesi

Ufficio Studi Money.it

16/09/2026

Il FOMC annuncia questa sera la decisione sui tassi, con circa l’85-90% di probabilità di un rialzo di 25 punti base secondo i mercati dei futures. Sarebbe il primo aumento della Fed dal luglio 2023. Treasury decennale al livello più alto dal 2007, petrolio spinto in alto da nuove interruzioni dell’offerta in Arabia Saudita e Libia.

Oggi la Fed decide, verso il primo rialzo dal 2023. Treasury al massimo dal 2007 e petrolio ai livelli più alti da mesi

Oggi il Federal Open Market Committee (FOMC) annuncia alle 20:00 ora italiana (14:00 ET) la propria decisione sui tassi d’interesse, seguita mezz’ora dopo dalla conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh. Secondo il Fed Rate Monitor Tool, il mercato dei futures attribuisce l’89,5% di probabilità a un rialzo di un quarto di punto, dalla fascia attuale del 3,50-3,75% a quella del 3,75-4,00%, e solo il 10,5% a un tasso invariato. Se confermato, sarebbe il primo rialzo dei tassi della Fed dal luglio 2023.

I mercati arrivano tesi. Treasury al livello più alto dal 2007

La vigilia della decisione è stata segnata da una nuova impennata dei rendimenti obbligazionari americani. Martedì 15 settembre, il rendimento del Treasury a 10 anni ha toccato il 5,04%, il livello più alto dal 2007, con il trentennale salito al 5,39%.

David Morrison, analista di TradeNation, ha osservato che «gli investitori chiedono di essere compensati per gli elevati livelli di debito pubblico e per un deficit in continua crescita», mentre Carol Schleif, Chief Market Strategist di BMO Wealth Management, ha aggiunto che «anche se la salita dei rendimenti obbligazionari di quest’anno è stata ordinata e non è avvenuta da un giorno all’altro, questi livelli elevati potrebbero restare tali ancora per un po’». Stamattina il Bund tedesco decennale tratta al 3,54% e il JGB giapponese al 3,05%.

Il petrolio è sotto pressione

Il secondo elemento che complica il quadro per la Fed è il petrolio. Questa mattina il Brent tratta intorno ai 108,08 dollari al barile e il WTI a 105,12 dollari, dopo che martedì il WTI aveva guadagnato il 4,4%, toccando il massimo da maggio 2026.

A spingere le quotazioni sono due fronti distinti: da un lato l’Arabia Saudita ha sospeso i caricamenti di greggio dal terminal di Yanbu sul Mar Rosso dopo che un attacco con droni ha danneggiato l’oleodotto East-West, con Saudi Aramco che ha comunicato ad alcuni clienti europei la cancellazione di alcuni carichi previsti per settembre, secondo quanto riportato da Reuters; dall’altro si sono aggiunte interruzioni della produzione in Libia, che hanno amplificato i timori sull’offerta globale.

Cosa aspettarsi oggi dalla Fed di Warsh

Il presidente Warsh ha posto le basi per un’azione decisa già il 28 agosto, nel discorso «In Our Time» tenuto a Jackson Hole: «la responsabilità di 65 mesi di inflazione elevata e sostenuta ricade squisitamente sulla banca centrale», ha detto, aggiungendo che la Fed «deve essere confidente che l’inflazione sottostante si stia muovendo verso il nostro obiettivo, chiaramente e a una velocità sufficiente».

Prima della decisione delle 20:00, il calendario di oggi prevede anche la pubblicazione, alle 14:30 ora italiana, dei dati Usa sulle vendite al dettaglio di agosto. Sul fronte azionario asiatico la mattinata si è mossa senza una direzione netta: l’indice MSCI Asia-Pacific è salito dello 0,1%, il Nikkei 225 ha ceduto lo 0,07% (a 63.415,20 punti) e il Kospi coreano è avanzato dello 0,10% (a 6.634,09 punti), mentre l’Hang Seng aveva chiuso martedì in calo dell’1%.