Nuovo Decreto Bollette con sconto sull’energia dal 2027 in arrivo, a quanto ammonta e chi ne ha diritto

Patrizia Del Pidio

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Sconto bollette luce dal 1° gennaio 2027. Intesa UE sul price cap al gas per le centrali a 60 euro/MWh. Come funziona il taglio del 10% in fattura.

Nuovo Decreto Bollette con sconto sull'energia dal 2027 in arrivo, a quanto ammonta e chi ne ha diritto

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Il 2027 si dovrebbe aprire con un importante aiuto contro il caro energia. Il nuovo Decreto Bollette introdurrà uno sconto di circa il 10% sulle fatture dell’energia elettrica. La riduzione è frutto dell’accordo che fissa un tetto al prezzo del gas a circa 59/60 euro per megawattora.

Anche se il tetto al prezzo del gas potrebbe far pensare alla bolletta del metano utilizzato per il riscaldamento o in cucina, riguarda il gas utilizzato dalle centrali termoelettriche che producono energia elettrica. Questo fa in modo che il costo di produzione dell’energia dovrebbe restare contenuto e avrà conseguenze anche sulle bollette dell’elettricità.

Chi avrà diritto allo sconto e come si integrerà con i Bonus Sociali ordinari? Si attende, ora, il via libera ufficiale (dopo il recente politico) da parte dell’Unione Europea che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Vediamo come funzionerà il nuovo meccanismo, a quanto ammonterà il risparmio per le famiglie e chi rimarrà escluso dal beneficio.

Come funziona il meccanismo del «Price Cap» (e perché taglia la luce)

L’accordo non è un trattato internazionale siglato da singoli esponenti, ma un’intesa formale (common understanding) in materia di aiuti di Stato ed è stato raggiunto tra il Governo Italiano (rappresentato dai servizi tecnici della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) e la Commissione Europea (Direzione Generale della Concorrenza). L’intesa formale è stata ufficializzata e comunicata il 16 ottobre 2026.

La misura si basa sull’articolo 6 del Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21 (noto come DL Bollette o DL Energia), successivamente convertito in legge dal Parlamento italiano. Questo specifico articolo conteneva una clausola sospensiva: il meccanismo di rimborso per neutralizzare i costi del gas delle centrali poteva partire dal 1° gennaio 2027 solo previa autorizzazione di Bruxelles. L’accordo del 16 ottobre sblocca formalmente questa clausola.

Il provvedimento prende l’esempio della cosiddetta “Eccezione iberica”, sperimentata in Spagna e Portogallo con successo. Lo Stato interverrà per compensare la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto fissato. Da considerare che il tetto fissato a 59/60 euro/MWh è significativamente inferiore rispetto alle quotazioni di mercato).

Il tetto non si applicherà al gas metano usato per cucinare o per il riscaldamento, ma solo a quello destinato alla generazione dell’energia elettrica. In Italia, infatti, la maggior parte dell’energia elettrica è prodotta bruciando gas metano e abbattere il costo della materia prima fa in modo che il prezzo dell’energia sul mercato crolli. Di conseguenza le famiglie vedranno calare la bolletta dell’energia elettrica, ma non quella del gas.

A quanto ammonta lo sconto in bolletta?

Sebbene il prezzo del gas all’ingrosso subirà un taglio di circa un terzo, le famiglie non vedranno uno sconto di un terzo in bolletta. Le stime parlano di un risparmio netto di circa il 10% sulla bolletta dell’energia elettrica poiché la spesa per la materia prima costituisce solo una parte della fattura.

Le stime delle associazioni dei consumatori sono state confermate anche dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin che ha dichiarato

Secondo le nostre simulazioni, tra la riduzione dello spread e il tetto, l’impatto sarà di almeno il 10% sul prezzo del Pun oggi di oltre 200 euro a Megawattora.

Sulla cifra finale pesano in maniera rilevante i costi fissi insensibili alle oscillazioni di mercato, come le imposte, l’IVA, le spese di trasporto e gestione del contatore, oltre agli oneri di sistema. La misura avrà una durata transitoria di almeno un anno per tutto il 2027.

Poiché il tetto si applicherà unicamente a copertura del sovracosto del metano e non toccherà altri fattori, lo sconto stimato del 10% si tradurrà in un risparmio effettivo piuttosto contenuto per la famiglia tipo (ovvero la famiglia con un consumo medio di 2.700 kWh all’anno traducibili in bollette bimestrali molto basse, di circa 50-60 euro al mese). In questo caso il risparmio reale oscillerebbe tra i 20 e i 40 euro complessivi all’anno (pari a pochi euro al mese in meno sulla fattura elettrica).

Per chi ha bollette più pesanti, però, lo sconto avrà un impatto diverso. Su una bolletta elettrica di 200 euro, lo sconto teorico stimato dal Governo (pari a circa il 10%) si tradurrebbe in un risparmio reale compreso tra i 12 e i 20 euro in meno sulla bolletta.Non si tratta quindi di un abbattimento drastico della spesa, ma piuttosto di uno scudo protettivo per evitare pesanti fiammate dei prezzi qualora il mercato all’ingrosso dovesse subire nuovi shock nel corso del 2027.

Chi avrà diritto allo sconto?

Il meccanismo fa in modo di trasferire la riduzione del prezzo direttamente in bolletta, ma la modalità in cui si riceve l’energia fa una grande differenza:

  • per i contratti a prezzo variabile lo sconto sarà visibile direttamente in bolletta dal 1° gennaio 2027, senza dover presentare alcuna domanda;
  • per i contratti a prezzo fisso, che prevedono il blocco della tariffa prima dell’entrata in vigore del decreto, non ci sarà un taglio immediato del costo. Per questi utenti il risparmio scatterà alla scadenza delle condizioni contrattuali o se decidessero di rinegoziare l’offerta.

Va ricordato che il nuovo scudo sul prezzo del gas non influirà sui bonus sociali già previsti per le famiglie vulnerabili, ma si sommerà ad essi.

Cosa succede ora?

La decisione finale spetta congiuntamente al Governo Italiano (che deve emanare i testi normativi) e alla Commissione Europea. Il 16 ottobre 2026, a Bruxelles, la premier Giorgia Meloni e i vertici della Commissione Europea hanno siglato un’intesa politica preliminare (common understanding). Significa che l’accordo di massima sui numeri e sulla struttura è blindato. Tuttavia, per renderlo operativo, la macchina burocratica richiede ulteriori passaggi.

Il pacchetto generale del Decreto Bollette (D.L. 21/2026) è già in vigore. L’articolo 6 del vecchio decreto, che prevedeva il tetto sul gas, è stato parzialmente bocciato nella sua formulazione iniziale perché l’Italia voleva includere anche i costi della CO2 (sistema Ets). L’UE ha detto no. Di conseguenza, con l’accordo del 16 ottobre, il Governo ha accettato di riscrivere il meccanismo, limitandolo esclusivamente al costo del metano.

I passaggi che mancano sono i seguenti:

  • i tecnici ministeriali devono tradurre l’accordo politico in un nuovo testo di legge;
  • l’Italia deve inviare la notifica formale della misura scritta all’Antitrust della Commissione Europea;
  • l’ARERA deve emanare il regolamento tecnico per spiegare alle società elettriche come applicare gli sconti e ricevere i rimborsi dallo Stato;
  • il testo deve tornare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione finale del decreto definitivo.

Non esiste ancora una data precisa per il via libera formale dell’UE, poiché i tempi dipendono dalla velocità con cui i tecnici italiani invieranno i documenti a Bruxelles. Tuttavia, la scadenza istituzionale è rigidissima: tutto l’iter burocratico e i decreti attuativi nazionali dovranno essere completati entro dicembre 2026 per consentire alla misura di entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2027.

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