Chip più costosi e nuovi dazi Usa: ecco perché computer, smartphone e altri dispositivi tecnologici rischiano di rincarare.
Comprare uno smartphone o un nuovo computer nei prossimi mesi potrebbe costare più del previsto. Il motivo è duplice, da una parte la volontà di Washington di attuare una nuova ondata di dazi sul settore tech e dall’altra il ritocco verso l’alto dei listini deciso dai giganti del silicio.
A differenza del passato non sono più i singoli componenti a essere interessati, ma gli oggetti che utilizziamo quotidianamente, dal laptop alle console per videogame. Già dalle prossime settimane potrebbero verificarsi rincari a doppia cifra, con il rischio per il mercato tecnologico di vivere una nuova fiammata inflazionistica.
Dazi USA sulla tecnologia: nuova stangata per il mercato tech
L’amministrazione Trump sta valutando una nuova serie di dazi generalizzati sul comparto dei semiconduttori, ovvero quei microchip invisibili che fungono da vero e proprio cervello per i moderni dispositivi tecnologici. L’ipotesi, come rivela il Guardian, è che le nuove tasse possano ampliare notevolmente la gamma di prodotti soggetti a tassazione doganale.
Inizialmente le barriere commerciali colpivano solo i semiconduttori, la nuova proposta punta a estendere i dazi anche ai prodotti finiti, dai PC portatili agli smartphone, fino ad arrivare ai grandi server necessari per far funzionare internet e l’intelligenza artificiale.
L’obiettivo dichiarato da figure chiave come il segretario al Commercio Howard Lutnick sarebbe quello di legare eventuali sconti o esenzioni fiscali agli investimenti che le aziende straniere faranno negli Stati Uniti, così da spingere i produttori ad aprire fabbriche sul suolo americano. Tuttavia, molte multinazionali della tecnologia hanno già espresso le prime preoccupazioni per i possibili rallentamenti del settore e per il rischio di frenare la corsa all’innovazione.
Perché i chip costeranno di più da settembre e come inciderà sulle grandi marche
Come abbiamo visto, le decisioni politiche americane rappresentano solo una parte del problema. A influire sul prossimo aumento dei prezzi sono anche le b. L’azienda leader nella produzione dei processori e dei modem che permettono ai telefoni di connettersi a internet, ha già annunciato un b. La decisione è motivata dall’aumento dei costi delle materie prime e delle lavorazioni nelle fabbriche partner, che potrebbe ripercuotersi sui principali produttori di dispositivi, tra cui diversi grandi marchi del settore.
I microchip e i moduli di connessione prodotti da Qualcomm sono tra i componenti principali di moltissimi apparecchi che utilizziamo ogni giorno, dagli smartphone di ultima generazione agli orologi intelligenti. Il rincaro è diffuso e potrebbe colpire l’intera filiera produttiva, portando le aziende che assemblano questi prodotti ad assorbire le spese riducendo i propri guadagni oppure a trasferire i maggiori costi direttamente sul prezzo finale pagato dai clienti nei negozi.
Smartphone, PC e console, cosa costerà di più nei prossimi mesi?
In Italia questo doppio fattore rischia di provocare rincari a catena al momento dell’acquisto. I primi prodotti esposti a un aumento di prezzo saranno gli smartphone, in particolar modo quelli di fascia media e alta dotati di connettività 5G e processori di ultima generazione. Per un telefono, un aumento anche minimo sui costi interni dei componenti può riflettersi rapidamente in decine di euro in più sullo scontrino finale.
Anche il settore dei computer portatili, dei PC da casa e persino delle console da gioco risente direttamente del costo dei semiconduttori. A questo si aggiunge un potenziale impatto indiretto sui servizi digitali. Se per i gestori dei data center diventa più costoso acquistare i server per far funzionare il cloud e i software, il rischio è che nel tempo aumentino anche i prezzi degli abbonamenti e delle licenze informatiche utilizzate da utenti e imprese.
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Molti produttori stanno tentando di arginare l’aumento dei costi di produzione rinegoziando i contratti con i fornitori o cercando di ottimizzare la progettazione dei dispositivi per contenere le spese. Un’altra tendenza sarà quella di concentrare i rincari sui modelli top di gamma, in modo da preservare per quanto possibile i modelli più economici e più venduti.