Nuovi BTP Valore, quanto resta in tasca dopo le tasse? La simulazione completa

Pietro Pisello

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BTP Valore e BTP Valore Insieme a confronto: simulazione su 20.000 euro investiti. Ecco quanto si guadagna davvero al netto di tasse, bollo e vantaggi ISEE.

Nuovi BTP Valore, quanto resta in tasca dopo le tasse? La simulazione completa

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È attualmente in corso il collocamento del nuovo BTP Valore, il titolo di Stato pensato esclusivamente per il mercato retail, quindi destinato ai piccoli risparmiatori. Solo pochi giorni fa il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i tassi minimi garantiti dell’emissione che, come ormai noto, potranno essere eventualmente ritoccati soltanto al rialzo al termine del periodo di collocamento. Un meccanismo che offre fin da subito una certa visibilità sui rendimenti, lasciando aperta la possibilità di condizioni ancora più favorevoli per gli investitori.

Al di là delle caratteristiche tecniche del prodotto, la domanda che molti si stanno ponendo è una sola: quanto si guadagna davvero investendo nel nuovo BTP Valore? E soprattutto, quale sarà il rendimento effettivo una volta sottratta la tassazione prevista sui titoli di Stato? Per rispondere a questi interrogativi abbiamo simulato un investimento di 20.000 euro e confrontato i risultati ottenibili nei due strumenti «gemelli» emessi dal Tesoro, analizzando il guadagno complessivo al termine dei cinque anni e verificando quale dei due riesce a offrire il rendimento più elevato.

BTP Valore vs BTP Valore Insieme: il confronto dei rendimenti netti

Partiamo dal BTP Valore tradizionale, che prevede il pagamento di cedole trimestrali e una struttura dei rendimenti «step-up», con tassi che crescono nel tempo. Nel dettaglio, i tassi minimi garantiti sono pari a:

  • 3,70% per il primo e il secondo anno;
  • 4,10% per il terzo e il quarto anno;
  • 4,70% per il quinto e ultimo anno.

Sulla base di questi rendimenti, un investimento di 20.000 euro genererebbe complessivamente 4.060 euro lordi di cedole nell’arco dei cinque anni. Applicando la tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato, il guadagno netto si riduce a circa 3.552 euro.

Passando invece al BTP Valore Insieme, il meccanismo è differente. In questo caso non sono previste cedole periodiche e l’investitore riceve rendimento e capitale in un’unica soluzione alla scadenza del titolo. Considerando il rendimento lordo complessivo del 22,25%, un investimento di 20.000 euro porterebbe a un guadagno di 4.450 euro lordi, che diventano circa 3.894 euro netti dopo l’applicazione della tassazione.

Facendo i conti, a parità di capitale investito e mantenendo il titolo fino alla scadenza, il BTP Valore Insieme garantirebbe un guadagno netto superiore di circa 342 euro rispetto al BTP Valore con cedole trimestrali.

BTP Valore e BTP Valore Insieme: cosa considerare?

Alcune precisazioni sono però necessarie prima di trarre conclusioni definitive. Innanzitutto, nei calcoli non è stata considerata l’imposta di bollo sul dossier titoli, pari allo 0,20% annuo del controvalore dell’investimento. Per semplicità abbiamo ipotizzato che il valore dell’investimento rimanga invariato nel corso dei cinque anni. In questo scenario, su un capitale di 20.000 euro l’imposta sarebbe pari a circa 40 euro all’anno, per un totale di 200 euro nell’intero periodo, importo che andrebbe ulteriormente sottratto ai rendimenti netti riportati in precedenza.
C’è poi un altro elemento fiscale da tenere in considerazione. Come tutti i titoli di Stato italiani, anche questi strumenti beneficiano dell’esclusione dal calcolo dell’ISEE fino a un valore complessivo di 50.000 euro. Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato ma che, in determinate situazioni, potrebbe agevolare l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali legate proprio all’indicatore della situazione economica equivalente.

Infine, va ricordato che quelli utilizzati nella simulazione sono i tassi minimi garantiti comunicati dal MEF. Al termine del periodo di collocamento, il Ministero potrà decidere di confermarli oppure di ritoccarli al rialzo, come già accaduto in occasione di alcune emissioni precedenti. Di conseguenza, i rendimenti effettivi potrebbero risultare leggermente superiori rispetto a quelli ipotizzati in questo articolo.

Il collocamento, iniziato lunedì 19 ottobre, resterà aperto fino a venerdì 23 ottobre alle ore 13:00, salvo chiusura anticipata da parte del Tesoro in caso di particolari esigenze di raccolta.
Come sempre, è importante ricordare che ogni investimento comporta rischi e che il rendimento non è l’unico elemento da valutare. La scelta di uno strumento dovrebbe tenere conto anche dell’orizzonte temporale, delle esigenze di liquidità e degli obiettivi personali dell’investitore.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono in alcun modo una raccomandazione o un consiglio di investimento.

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