Non è più la Rai: come Netflix ha spodestato il servizio pubblico

Redazione Money Premium

6 Gennaio 2023 - 07:30

Netflix ha tre volte gli spettatori nel giorno medio della Rai: definirla ancora servizio pubblico è ormai anacronistico.

Non è più la Rai: come Netflix ha spodestato il servizio pubblico

Nel settore televisivo, gli ascolti nel “giorno medio” registrati nel mese di settembre 2022 (7,91 milioni di ascoltatori) si sono ridotti di 0,58 milioni (-3,0%) rispetto al corrispondente mese del 2021. Anche la fascia oraria “prime time” (18,64 milioni di ascoltatori lo scorso settembre) registra una flessione di 2,15 milioni di spettatori rispetto al settembre 2021.

Nei primi nove mesi dell’anno, la Rai guida la classifica degli ascolti medi giornalieri con appena 3,16 milioni di telespettatori (38,0% di share) seguita da Mediaset con 3,07 milioni (37,0%).
Rispetto ai corrispondenti dati del 2021, si osserva un calo maggiormente intenso per la Rai (500mila spettatori giornalieri in meno rispetto agli 80mila in meno di Mediaset).
Tendenza analoga si registra nel “prime time” ovvero la fascia più pregiata per la raccolta pubblicitaria: nel periodo gennaio-settembre la Rai ha avuto ascolti medi giornalieri per 7,53 milioni (39,4% share), ovvero una flessione dei telespettatori rispetto al corrispondente periodo del 2021 di 1,32 milioni.

Se andiamo nel dettaglio dei singoli canali, la situazione è pessima: Rai2 perde nel giorno medio, su base annua, il 20% degli spettatori mentre Rai3 scende del 17,1%.
Un calo meno pronunciato riguarda la rete ammiraglia, Rai1, che perde in un anno l’8,3% dei suoi spettatori.

Non va meglio per i telegiornali: da inizio anno, nella fascia serale, i TG della Rai hanno perso su base annua il 13,4% degli ascolti giornalieri (da 11,58 a 9,75 milioni), con una riduzione meno intensa per il TG1 delle 20:00 (da 5,14 a 4,61 milioni di spettatori, pari al -10,3%).

Ma dove sono finiti gli spettatori italiani?
Gli utenti unici delle piattaforme che offrono servizi di video on demand (VOD) esclusivamente a pagamento, a settembre 2022, sono 15,3 milioni, in flessione di 287 mila utenti rispetto allo stesso mese del 2021 ma quasi il doppio degli spettatori della classica televisione lineare.

In media, nei primi nove mesi dell’anno, Netflix registra 8,9 milioni di utenti unici (+4,2% rispetto al medesimo periodo del 2021) seguita da Amazon Prime Video con 6,4 milioni di visitatori (+11,5%), ma è Disney+, con in media oltre 3,4 milioni di utenti, che realizza la crescita più intensa (+41,7%).
Netflix in pratica ha tre volte gli spettatori nel giorno medio della Rai.

Questi dati riguardano i servizi a pagamento ma c’è da riflettere anche sul fatto che Netflix ha introdotto nella seconda metà del 2022, una versione AVOD (advertising video on-demand), ovvero con inserzioni pubblicitarie nei loro contenuti video e un prezzo più appetibile per i consumatori.
Parliamo di appena 5,49 euro al mese per Netflix mentre anche Disney+ introdurrà una modalità AVOD nel mercato europeo nel corso del 2023.
Questo porterà fuori dal bacino della TV lineare della Rai altri spettatori che difficilmente resisteranno ad una library di contenuti pressoché infinita e ad un prezzo allettante.
La Rai sta tramontando e definirla ancora servizio pubblico è ormai anacronistico.

Argomenti

# Rai tv