“Netflix della cultura italiana”: così Franceschini vuole usare il Recovery Fund

Torna in auge la proposta del ministro Franceschini nata durante il lockdown: utilizzare il Recovery Fund per creare una piattaforma simile a Netflix con film, documentari e contenuti italiani.

“Netflix della cultura italiana”: così Franceschini vuole usare il Recovery Fund

Tra le proposte in campo su come utilizzare i soldi europei del Recovery Fund spicca per originalità quella di Dario Franceschini: creare una sorta di “Netflix della cultura italiana” cui si potrà accedere pagando un canone fisso.

L’idea del ministro dei Beni e delle Attività culturali è creare un catalogo online di contenuti made in Italy: non solo film e documentari di registi italiani ma anche spettacoli teatrali e concerti. Un progetto che si accompagna alla creazione della prima Digital library italiana, sempre da finanziare con il Recovery Fund.

In questi giorni Franceschi ha “rispolverato” l’idea di un Netflix italiano avanzata quando il Paese era ancora in lockdown e cittadini di ogni età hanno implementato la fruizione dei contenuti su Internet. Perché allora non creare un prodotto italiano capace di competere con i giganti della rete?

Come sarà la piattaforma Netflix della cultura italiana

L’idea di Franceschi piace soprattutto ai giovani, che hanno familiarità con le piattaforme online, e potrebbe ottenere il seguito anche degli utenti senior, grazie ad una vasta scelta tra film, musica classica, opera e spettacoli teatrali.

“In collaborazione con Cdp, svilupperemo una piattaforma digitale pubblica, a pagamento, per veicolare l’offerta culturale del nostro Paese”, queste la parole del ministro Franceschini che già durante il lockdown aveva anticipato l’idea di mettere in piedi una specie di “Netflix all’italiana.” In quei mesi, infatti, è stato ampiamente sperimentato il ruolo strategico dell’offerta culturale televisiva.

Il progetto durerà anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria e non vuole in alcun modo sostituirsi alla “bellezza dello spettacolo dal vivo” - sempre citando Franceschini - ma servirà a rendere i prodotti culturali italiani fruibili ad una più vasta schiera di spettatori, anche all’estero nell’ottica di promuovere l’Italia nel mondo.

Un’idea ambiziosa ma fattibile per la quale si prevede un finanziamento di 10 milioni di euro ricavabili dal Recovery fund.

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