MPS verso l’assemblea straordinaria, il CDA rassicura dipendenti BPM e consulenti Banca Generali. Parla Lovaglio

Laura Naka Antonelli

30/09/2026

La relazione del CDA in vista dell’assemblea straordinaria anche sulla possibilità di non procedere al delisting delle azioni Banco BPM e Banca Generali.

MPS verso l’assemblea straordinaria, il CDA rassicura dipendenti BPM e consulenti Banca Generali. Parla Lovaglio

Manca poco meno di un mese all’MPS-Day, ovvero al giorno in cui si terrà l’assemblea straordinaria degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena, convocati per esprimersi sulle due OPS che la banca ha promosso su Banco BPM e Banca Generali.

In calendario il prossimo 29 ottobre, quella giornata sarà campale per il futuro dell’istituto senese, come ha rimarcato oggi il CEO del Monte Luigi Lovaglio, ai microfoni di Bloomberg TV.

Lovaglio ha tuttavia tenuto a precisare che l’assemblea straordinaria non dovrà essere considerata come un referendum tra gli obiettivi di MPS e l’OPAS promossa da Intesa SanPaolo sul Monte.

Piuttosto, a suo avviso, l’appuntamento sarà un’occasione per gli azionisti di MPS di valutare in che modo muoversi, di fronte a “due progetti sul tavolo”: se appoggiare il piano di Monte dei Paschi o se aderire all’OPAS di Intesa SanPaolo.

Occhio al trend delle azioni delle banche italiane protagoniste del risiko bancario, ovvero di Banco BPM, MPS, Intesa SanPaolo e Banca Generali.

MPS, Lovaglio su assemblea straordinaria. Ottimismo su appoggio Caltagirone e Delfin

Lovaglio si è detto fiducioso sull’esito dell’assemblea straordinaria, sottolineando di ritenere che “gli azionisti di MPS sapranno riconoscere il valore che abbiamo creato oggi con il dividendo e che creeremo domani con il progetto che abbiamo davanti per raggiungere un livello più alto di competizione sul mercato italiano”.

La speranza è di ottenere il sostegno dei principali azionisti di MPS, ovvero di Francesco Gaetano Caltagirone e di Delfin.

Ma, anche su questa incognita, il CEO si è mostrato ottimista: “Credo che entrambi i soci riconosceranno che è un deal di valore”.

La frase su Crédit Agricole

Rimane inoltre l’incognita su come Lovaglio potrà convincere gli azionisti di maggioranza di Banco BPM, ovvero i francesi di Crédit Agricole, a cambiare idea e, dunque, a tornare sui loro passi dopo avere bocciato l’OPS.

Ma Lovaglio ha rimarcato di ritenere davvero che “Crédit Agricole riconoscerà il valore della nostra proposta”.

Nessuna chiusura di sportelli di Banco BPM

Intanto, dalla relazione stilata dal CDA in vista dell’assemblea del prossimo 29 ottobre e pubblicata ieri sera sul sito della banca senese emerge che una eventuale aggregazione tra MPS e il Banco non implicherebbe alcuna chiusura di sportelli, né avrebbe un impatto sulla forza lavoro di Piazza Meda.

L’aggregazione con BPM viene definita “un’opportunità industriale e strategica di rilevante valore per entrambe le istituzioni, per i rispettivi azionisti e per tutti gli stakeholder coinvolti”.

Nessuna chiusura di sportelli del Banco con un eventuale successo dell’OPS:

“Alla data della presente Relazione, BMPS non prevede chiusure di sportelli connesse all’operazione, fatti salvi eventuali interventi richiesti in esito alle valutazioni antitrust, che si ritengono comunque limitati, in ragione della complementarità della rete distributiva di BMPS e BPM”.

MPS precisa, possibilità di non procedere al delisting delle azioni BPM e di Banca Generali

Nello stesso documento, MPS precisa che le due OPS non implicano necessariamente il delisting delle azioni Banco BPM e Banca Generali.

Nel sottolineare che “si impegnerà a valutare soluzioni di governance idonee a riflettere l’apporto, le competenze e le specificità delle diverse realtà, assicurando un adeguato equilibrio nella gestione del percorso di integrazione e nei principali processi decisionali del gruppo risultante dall’aggregazione”, il Monte dei Paschi ha aggiunto infatti che “tali iniziative potrebbero essere valutate, ove consentito, anche in assenza del delisting delle azioni di BPM e/o del delisting delle azioni di Banca Generali, al fine di semplificare l’assetto societario e operativo del gruppo risultante dall’integrazione e favorire una più rapida attuazione delle linee industriali sottostanti alle Offerte”.

MPS ha rimarcato che “intende perseguire un modello di integrazione volto a combinare efficienza operativa e continuità commerciale, valorizzando le migliori competenze, capacità distintive e relazioni sviluppate dai rispettivi gruppi”. In base a questa “prospettiva, l’integrazione sarà orientata a preservare l’integrità e il valore dei rispettivi franchise di riferimento di BMPS, BPM e Banca Generali, pur perseguendo le necessarie iniziative di semplificazione, coordinamento e razionalizzazione operativa”.

Oltre a dare rassicurazioni ai dipendenti di Banco BPM, il Monte ha anche precisato nella sua relazione che l’offerta su Banca Generali “mira a rafforzare la scala del polo di Wealth Management del Gruppo MPS, semplificandone l’assetto e ponendo Banca Generali al centro del modello di business, e persegue una logica add-on, volta a tutelare la completa autonomia di business di Banca Generali e, in particolare, della rete di consulenti”.

Di conseguenza, ha precisato il Monte dei Paschi, “non è previsto alcun intervento di razionalizzazione delle reti consulenziali” .