Miglior conto deposito, la classifica aggiornata

Ufficio Studi Money.it

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Le offerte migliori sul conto deposito oggi, con il confronto netto e i calcoli effettivi sul rendimento.

Miglior conto deposito, la classifica aggiornata

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I conti deposito sono tornati a toccare il 4% lordo sul vincolo a 12 mesi, una soglia che fino all’estate sembrava un ricordo e che oggi si ritrova nei listini di Banca Ifis, illimity e Banca Progetto, come conseguenza diretta di una politica monetaria che ha ripreso a salire e di un’inflazione che ha smesso di dormire.

La BCE ha alzato il tasso sui depositi al 2,25% a giugno e poi al 2,50% con la decisione del 10 settembre, in vigore dal 16 settembre. Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre e la maggioranza degli analisti si aspetta una pausa, rimandando ogni nuova mossa alla riunione del 17 dicembre. Nel frattempo l’inflazione italiana è salita al 4,2% annuo a settembre, spinta dai beni energetici cresciuti del 22,6%, mentre la componente di fondo resta ferma all’1,6%.

Il quadro che ne esce è quello di un rendimento che corre senza riuscire a raggiungere i prezzi. Un 4% lordo, una volta tolte la ritenuta del 26% e l’imposta di bollo dello 0,20%, vale un 2,76% effettivo, cioè quasi un punto e mezzo sotto l’inflazione corrente. Il conto deposito oggi non arricchisce nessuno, ma resta lo strumento più semplice per non lasciare che la liquidità ferma si sciolga come neve al sole.

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Miglior conto deposito a 12 mesi

Sulla scadenza più cercata dai risparmiatori, il tetto è oggi il 4% lordo, offerto da tre istituti con condizioni molto diverse fra loro. La simulazione che segue considera 10.000 euro vincolati per 12 mesi, con il guadagno calcolato al netto della ritenuta del 26% e dell’imposta di bollo dello 0,20%, salvo dove il bollo è pagato dalla banca.

Banca e prodottoLordoNetto effettivoSvincolabileConto correnteMinimoGuadagno netto
Banca Ifis, Rendimax (interessi posticipati) 4,00% 2,76% No Non richiesto 1.000 € 276 €
illimity, Conto Deposito 4,00% 2,76% No Obbligatorio 1.000 € 276 €
Banca Progetto, Conto Key 4,00% 2,76% No Obbligatorio 5.000 € 276 €
Banca Ifis, Rendimax (interessi anticipati) 3,85% 2,65% No Non richiesto 1.000 € 265 €
Solution Bank, Conto Yes 3,60% 2,46% No Non richiesto 5.000 € 246 €
Cherry Bank, Cherry Vincolato 3,50% 2,39% No Obbligatorio 3.000 € 239 €
IBL Banca, Time Deposit (promo nuovi clienti) 3,50% 2,39% No Obbligatorio 5.000 € 239 €
Banca CF+, Conto Deposito (promo fino al 30 ottobre) 3,50% 2,39% No Non richiesto 5.000 € 239 €
Banca Sistema, SI Conto! Deposito (bollo a carico della banca) 2,80% 2,07% No Non richiesto 500 € 207 €

A parità di tasso la partita si decide altrove, e il primo spartiacque resta l’obbligo di conto corrente. Banca Ifis è l’unica del terzetto di testa che consente di vincolare al 4% appoggiandosi a un conto di un’altra banca, con un minimo di appena 1.000 euro e liquidazione trimestrale posticipata degli interessi. La versione con interessi anticipati scende al 3,85%, ma accredita subito quanto maturato e permette di reinvestirlo prima.

illimity offre lo stesso 4% sui vincoli non svincolabili ma lo riserva ai titolari del conto corrente della banca, che è in fase di fusione per incorporazione in Banca Ifis. Il dettaglio non è affatto secondario, perché a fusione completata i due marchi diventeranno un solo soggetto anche ai fini della garanzia dei depositi, e chi tiene somme su entrambi dovrà sommarle per verificare di non superare i 100.000 euro protetti.

Banca Progetto applica il 4% sul Conto Key, che richiede l’apertura del conto corrente Key a canone zero e un versamento minimo di 5.000 euro. Il foglio informativo di ottobre lo riserva ai nuovi clienti e ricorda che sul conto corrente, se la giacenza media supera i 5.000 euro, si aggiunge il bollo fisso di 34,20 euro l’anno. Il 4% si estende anche ai vincoli a 18 e 24 mesi, un caso raro in un mercato in cui le scadenze lunghe pagano spesso meno di quelle brevi.

Per chi non vuole aprire un rapporto principale restano Solution Bank al 3,60% e Banca CF+, il cui 3,50% promozionale vale però solo per i vincoli attivati entro il 30 ottobre, dopo di che il listino torna al 3,25%. IBL Banca riconosce il 3,50% ai nuovi clienti che aprono il conto entro il 31 ottobre e attivano il vincolo con nuova liquidità entro il 15 novembre, mentre per tutti gli altri il tasso a 12 mesi è del 3,35%. Banca Sistema paga meno sulla carta, ma si fa carico del bollo e alla fine consegna un netto non lontano da chi espone mezzo punto in più.

Le banche italiane citate aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca. ING e BBVA operano in Italia come succursali di gruppi esteri e rientrano rispettivamente negli schemi olandese e spagnolo, Revolut in quello lituano e la liquidità di Trade Republic in quello tedesco tramite le banche partner. Il massimale resta in ogni caso di 100.000 euro.

I migliori conti deposito con durate brevi (da 3 a 6 mesi)

Chi non vuole immobilizzare la liquidità per un anno intero trova oggi sulle scadenze brevi tassi allineati a quelli annuali, quasi sempre legati però a promozioni per nuovi clienti o per nuova liquidità. In questa tabella il guadagno è calcolato su 10.000 euro al netto della sola ritenuta del 26%, perché il bollo varia da prodotto a prodotto.

Banca e prodottoDurataLordoCondizioniInteressi netti
ioinBanca, ioinpiù 6 mesi 4,00% Nuovi clienti o nuova liquidità, fino al 31 dicembre o all’esaurimento del plafond 148 €
Credem, Conto Deposito Più 6 mesi 4,00% Nuovi clienti con accredito di stipendio o pensione, in filiale 148 €
Banca Progetto, Conto Key 6 mesi 3,75% Conto Key obbligatorio 139 €
Deutsche Bank, db Time Deposit 6 mesi 3,50% Nuova liquidità, fino al 31 dicembre 130 €
Poste Italiane, Supersmart Plus 181 giorni 3,50% Massimo 10.000 € per libretto 128 €
Cherry Bank, Cherry Vincolato 6 mesi 3,25% Conto corrente obbligatorio 120 €
Fideuram Direct, Cash Deposit 3 mesi 3,75% Nuova liquidità, adesioni fino al 30 dicembre 69 €

Su 10.000 euro il guadagno è ovviamente la metà di quello annuale, ma il capitale torna disponibile a metà strada e può essere reinvestito alle condizioni del momento. In una fase in cui la BCE non ha escluso un ulteriore rialzo a dicembre, tenere le scadenze corte significa conservare la libertà di cogliere l’occasione successiva, invece di guardarla passare da dietro un vincolo.

Poste merita una precisazione. Il Supersmart Premium al 3,25%, che fino a settembre era riservato alla nuova liquidità, ha chiuso la finestra di adesione il 10 settembre. Oggi l’offerta più generosa del Libretto Smart è il Supersmart Plus al 3,50% per 181 giorni, con un tetto di 10.000 euro per libretto e la possibilità di svincolare in qualsiasi momento, perdendo però gli interessi maturati sulla somma ritirata, che vengono ricalcolati al tasso base dello 0,001%.

I migliori conti deposito con durate lunghe (da 24 a 60 mesi)

Sulle scadenze oltre l’anno il mercato non premia la pazienza, anzi in alcuni listini la punisce. Il calcolo che segue è a interesse semplice, su 10.000 euro e al netto di ritenuta e bollo.

Banca e prodottoDurataLordoNetto effettivoGuadagno netto
Banca Progetto, Conto Key 24 mesi 4,00% 2,76% 552 €
Cherry Bank, Cherry Vincolato 36 mesi 3,70% 2,54% 761 €
Cherry Bank, Cherry Vincolato 48 mesi 4,00% 2,76% 1.104 €
Banca Ifis, Rendimax (interessi posticipati) 48 mesi 3,75% 2,58% 1.030 €
Cherry Bank, Cherry Vincolato 60 mesi 4,00% 2,76% 1.380 €
Banca Ifis, Rendimax (interessi posticipati) 60 mesi 3,75% 2,58% 1.288 €
Solution Bank, Conto Yes 60 mesi 3,75% 2,58% 1.288 €
illimity, Conto Deposito 60 mesi 3,60% 2,46% 1.232 €

La curva dei tassi offerti è piatta, e in qualche caso persino rovesciata. Banca Ifis paga il 4% a 12 mesi ma scende al 3,50% su 24 e 36 mesi, mentre Cherry Bank ha bisogno di quattro anni di vincolo per arrivare allo stesso 4% che altri concedono in dodici mesi. Bloccare il capitale fino al 2031 per lo stesso tasso dell’anno prossimo ha senso solo per chi è convinto che i tassi abbiano già toccato il picco e che fra dodici mesi il mercato offrirà meno di oggi, una scommessa legittima ma pur sempre una scommessa.

Non solo conto deposito. Le altre promozioni

Accanto ai depositi veri e propri circolano offerte con tassi pari o superiori al 4%, quasi tutte legate a conti correnti e a finestre temporali brevi. Sono occasioni da prendere per quello che sono, cioè promozioni con una data di scadenza scritta in piccolo.

ING riconosce il 4% lordo per 12 mesi sul Conto Arancio, un conto deposito libero e senza vincoli, ai nuovi clienti che aprono insieme il Conto Corrente Arancio entro il 2 novembre 2026 e attivano l’offerta entro il 30 novembre.

La condizione è accreditare ogni mese, per tutti i dodici mesi, stipendio, pensione o un bonifico di almeno 1.000 euro, e basta saltare un mese per tornare al tasso base senza possibilità di recupero. Il plafond è di 200.000 euro, che sale a 400.000 euro per chi investe almeno 100.000 euro con il servizio MyMoneyCoach. Su 10.000 euro il netto è di circa 276 euro, lo stesso dei migliori vincoli, con il vantaggio di poter ritirare le somme in qualunque momento.

BBVA paga il 4% lordo per i primi sei mesi sul conto corrente fino a 200.000 euro, senza vincoli né obbligo di stipendio, per chi apre entro l’11 dicembre 2026. Su 10.000 euro sono circa 148 euro netti dopo la ritenuta, da cui vanno tolti i 17,10 euro di bollo dei due trimestri se la giacenza media supera i 5.000 euro. Terminata la promozione il tasso diventa variabile e oscilla, per l’ultimo trimestre del 2026, fra lo 0,65% e il 2,25% a seconda dei requisiti soddisfatti.

Revolut propone il 3,5% lordo per quattro mesi sui primi 15.000 euro ai nuovi clienti che aprono il conto dal 20 agosto e attivano il conto deposito entro 30 giorni. Su 15.000 euro sono circa 130 euro al netto della ritenuta nel periodo promozionale, dopo il quale si torna al tasso ordinario previsto dal piano sottoscritto. Il conto fa capo all’entità lituana del gruppo e la garanzia è quindi quella dello schema lituano, non del FITD.

Trade Republic riconosce il 3% lordo ai nuovi clienti sulla liquidità non investita fino a 50.000 euro, con interessi maturati ogni giorno e accreditati ogni mese. Si tratta di un programma che la piattaforma può modificare con due settimane di preavviso, e chi era già iscritto prima del 12 maggio 2026 riceve il 2,50%.

Due offerte che hanno fatto molto parlare di sé in estate oggi non sono più disponibili. La promozione al 4% di UniCredit sul conto Genius si è chiusa il 31 agosto, mentre il Supersmart Premium di Poste ha chiuso le adesioni il 10 settembre. In tutti i casi ancora attivi il tasso in vetrina è annualizzato ma il periodo di applicazione è breve, ed è proprio per questo che conviene confrontare gli euro incassati e non le percentuali esposte.

Conto deposito o BOT?

Nell’asta del 9 ottobre il BOT a 12 mesi ha registrato un rendimento medio ponderato del 3,175% lordo, con un prezzo di aggiudicazione di 96,881 e un rapporto di copertura di 1,44, in rialzo di 21 punti base rispetto all’asta di settembre. Il rendimento lordo è più basso di quello dei migliori depositi, ma la tassazione è al 12,5% invece che al 26%.

Per 10.000 euro nominali si versano 9.688,10 euro e a scadenza se ne incassano 10.000, con un guadagno di 272,91 euro dopo l’imposta. Togliendo la commissione massima prevista per i BOT annuali, pari allo 0,15% del capitale sottoscritto, e il bollo dello 0,20% sul dossier titoli, il netto si colloca fra 238 e 254 euro a seconda dell’intermediario. La stessa cifra di 9.688 euro vincolata per un anno al 4% renderebbe circa 267 euro netti.

Per la prima volta da mesi, dunque, il vantaggio fiscale del titolo di Stato non basta a colmare la distanza dai depositi migliori. Restano le differenze operative, che pesano quanto i numeri. Il BOT si può vendere in qualsiasi momento sul mercato secondario, ma a un prezzo che può essere inferiore a quello pagato, mentre il conto deposito vincolato non si può liquidare affatto, però restituisce sempre il capitale per intero.

Come scegliere il conto deposito giusto

Il tasso lordo è il numero più visibile dell’intera offerta e allo stesso tempo il meno indicativo. Gli elementi che spostano davvero il risultato sono altri.

  • Rendimento netto reale. Si ottiene moltiplicando il lordo per 0,74 e sottraendo lo 0,20% di bollo, così un 4% diventa 2,76%. Con l’inflazione al 4,2% anche il miglior deposito protegge il capitale solo in parte.
  • Obbligo di conto corrente. Molte offerte di testa richiedono il conto principale presso la stessa banca, con i relativi costi e con il bollo fisso di 34,20 euro sulle giacenze medie sopra i 5.000 euro.
  • Svincolabilità. La differenza fra poter rientrare del capitale e non poterlo fare vale spesso più di mezzo punto di tasso, e dove lo svincolo è ammesso va sempre verificato che fine fanno gli interessi già maturati.
  • Condizioni accessorie. Nuova liquidità, accredito dello stipendio, tetti massimi e finestre di adesione sono le clausole che separano il tasso pubblicizzato da quello incassato.
  • Schema di garanzia. Il FITD tutela i depositi presso le banche italiane, gli schemi nazionali quelli presso gli operatori esteri, con un massimale europeo di 100.000 euro per depositante e per banca.

Va ricordato che l’imposta di bollo dello 0,20% annuo è a carico del cliente salvo rare eccezioni, come Banca Sistema, e incide proporzionalmente di più quanto più basso è il rendimento.

Come aprire un conto deposito

L’apertura avviene interamente online per quasi tutti gli istituti, con l’eccezione di alcune promozioni riservate alla filiale. Servono un documento d’identità valido, il codice fiscale e un conto corrente intestato alla stessa persona da cui far partire il bonifico, che spesso coincide con il conto d’appoggio su cui torneranno capitale e interessi.

I tempi variano molto, perché alcune piattaforme digitali attivano il rapporto in pochi minuti mentre altre richiedono uno o due giorni per le verifiche antiriciclaggio. Chi punta a una promozione in scadenza, come quelle di Banca CF+ o di ING, deve tenerne conto, e dove è richiesto anche il conto corrente i tempi si allungano ulteriormente.

Prima del materiale pubblicitario va letto il foglio informativo, che è il documento in cui si trovano il listino completo per tutte le durate, il tasso applicato al termine della promozione e le condizioni di svincolo. Non sono rari i casi in cui un tasso superiore al 3% diventa, al rinnovo automatico, un rendimento inferiore all’1%, mentre il capitale resta parcheggiato in attesa di una decisione che nessuno ha preso.

Resta infine la regola d’oro, che non passa mai di moda. Non superare i 100.000 euro presso la stessa banca, perché è il limite coperto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e oltre quella soglia la protezione non è più automatica.

I tassi riportati sono aggiornati al 26 ottobre 2026 sulla base dei fogli informativi e delle pagine ufficiali degli istituti e possono cambiare senza preavviso. Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né consulenza finanziaria personalizzata.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Articolo revisionato da Flavia Provenzani il

Commenti

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Disruption totale nel mondo dei conti deposito! Ma a questo punto, chi ha voglia di «parcheggiare» i soldi con rendimenti così bassi?😅 #InnovazioneFinanziaria

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