Mercati, previsioni 2027: S&P 500 scivolerà del 18,6% e a vincere saranno i bond

Laura Naka Antonelli

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Le previsioni relative alla traiettoria dello S&P 500 annunciate dall’economista di Capital Economics sono bearish: S&P 500 -18,6% entro fine 2027. C’entra bolla AI.

Mercati, previsioni 2027: S&P 500 scivolerà del 18,6% e a vincere saranno i bond

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In un momento in cui le azioni AI rimangono osservate speciali, oggi in rialzo sulla scia delle ottime indicazioni che sono arrivate con la pubblicazione della trimestrale di SpaceX, si mettono in evidenza alcune previsioni sulla direzione dei mercati finanziari improntate anche a un forte pessimismo riguardo alla direzione futura dell’indice S&P 500.

S&P: previsioni 2027 bearish di Capital Economics. Calo fino a 6.500 (-18,6% rispetto a valori attuali)

Tra queste, spicca l’outlook stilato da James Reilly, economista senior dei mercati per Capital Economics, che ha scritto in una nota riportata da CNBC di prevedere un forte calo per l’indice S&P 500 nel 2027, fino a 6.500 punti entro la fine dell’anno prossimo.

Il target price implica una flessione del 18,6% circa rispetto ai valori a cui il listino benchmark di Wall Street ha chiuso le contrattazioni della sessione di ieri, martedì 20 ottobre 2026.

Lo S&P ha terminato la seduta della vigilia segnando un progresso dello 0,23%, a quota 7.712,57.

Per ora va detto che, nonostante il ritracciamento, lo S&P 500 rimane orientato a chiudere il 2026 all’insegna dei rialzi, grazie a un guadagno da inizio anno del 12,67%, nonostante il calo del 2% circa sofferto la scorsa settimana, quando i sell hanno messo KO diverse azioni tecnologiche.

Outlook negativo per Wall Street, positivo per i Treasury: rendimenti attesi in calo al 4,25% nel 2027

L’outlook per il 2027 di Capital Economics è tuttavia di un ribasso che, secondo Reilly, dovrebbe fare da assist al mercato dei bond, nello specifico dei Treasury americani.

Per la precisione, l’economista sottolinea di stimare un calo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni fino al 4,25% entro la fine del 2027, rispetto al 5,12% attuale.

Va ricordato che, nel caso delle obbligazioni la relazione tra prezzi e rendimenti è inversamente proporzionale, il che significa che rendimenti più bassi implicano prezzi dei bond più elevati.

Perché l’economista è positivo sui bond. C’entra la previsione su scoppio bolla AI

L’ottimismo di Reilly nei confronti delle obbligazioni si fonda sulla convinzione che lo scoppio della bolla dell’AI finirà per rallentare la crescita economica degli Stati Uniti, ridurre le emissioni di debito e alimentare la domanda di Treasury come beni rifugio.

L’esperto di Capital Economis appartiene dunque alla platea sempre più affollata di analisti che ritengono che la presunta bolla AI finirà per esplodere, portando gli investitori a propendere per una maggiore avversione al rischio che premierà alla fine il reddito fisso, rispetto all’azionario USA, il cui destino è da anni intrecciato a quello del trend delle azioni tecnologiche.

Ma occhio anche alle previsioni di Wells Fargo e Goldman Sachs

Le previsioni cozzano tuttavia con quelle meno drammatiche che portano la firma di diversi analisti, anche di grandi banche USA, che hanno fatto notare che le recenti vendite che hanno colpito i titoli tecnologici sono state eccessive e che le pressioni ribassiste stanno iniziando ad attenuarsi.

Per fare un esempio, un indicatore del sentiment degli investitori elaborato da Wells Fargo ha lanciato di recente un segnale di acquisto: segnale che, come conferma la storia, è stato seguito da rialzi del mercato azionario nei mesi successivi.

Anche la divisione di ricerca di Goldman Sachs ha indicato che, sebbene gli hedge fund abbiano smobilizzato azioni tecnologiche a un ritmo record, le pressioni di vendita potrebbero attenuarsi in futuro.

Ma Reilly, pur confermando l’importanza dell’AI, ha reiterato di essere ribassista sul trend dello S&P 500 atteso per l’anno prossimo:

“Nonostante siamo convinti che l’intelligenza artificiale sarà una tecnologia rivoluzionaria, riteniamo che il mercato azionario abbia già scontato troppo e troppo presto i suoi benefici e che si stia avviando verso un forte ribasso nel corso del prossimo anno”.

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